giovedì 30 dicembre 2010

ApprendistArt ad Assemini


C O M U N E DI A S S E M I N I
PROVINCIA DI CAGLIARI
AREA ATTIVITA’ PRODUTTIVE – TRIBUTI
Servizio Attività Produttive
BANDO
RIVOLTO AI DISOCCUPATI/INOCCUPATI
PER LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO DENOMINATO “APPRENDISTART AD ASSEMINI”
Il presente Bando contiene le condizioni per la partecipazione al progetto denominato “ApprendistArt ad Assemini”.
Art. 1. Area di applicazione
Il progetto è rivolto ai giovani disoccupati-inoccupati, aventi i requisiti di cui all’art.5 del presente bando che
intendono avvicinarsi, attraverso un percorso formativo, a quelle che sono le attività artigianali peculiari del
territorio. I tirocinanti potranno partecipare bando scegliendo esclusivamente una tra le attività artigiane di
seguito indicate e per le quali è stato fissato il numero massimo di partecipanti:
a. Artigiano della ceramica - n° 18 tirocinanti;
b. Artigiano del coltello -: n° 1 tirocinante;
c. Artigiano della calzatura -; : n° 2 tirocinanti
d. Artigiano del sughero - n° 1 tirocinante;
e. Artigiano del legno - n° 1 tirocinante;
f. Artigiano dei prodotti alimentari tipici locali - n° 2 tirocinanti
Art. 2. Descrizione dell’azione
Il progetto è finalizzato a creare un percorso di valorizzazione del territorio attraverso un’azione di recupero,
tutela e valorizzazione degli antichi mestieri, capace anche di creare ulteriori elementi di attrazione dell’area
e, contemporaneamente, offrire nuove possibilità occupazionali in un momento di stagnazione dell’economia
tradizionale.
Si intende, inoltre, stimolare il ricambio generazionale in quelle attività che normalmente presentano scarsa
capacità di attrazione per la nuova imprenditoria; aumentare la qualità e la quantità dei prodotti tipici locali;
implementare il sistema dell’offerta turistica.
Art. 3. Durata del tirocinio formativo e erogazione forfettaria delle somme a titolo di rimborso spese.
Il Tirocinio formativo, per ciascuna delle tipologie di cui all’art. 1 del presente bando, da svolgersi presso le
botteghe artigiane, avrà una durata di tre mesi (48 ore mensili), prorogabili a sei mesi nel caso di minore
adesione da parte degli artigiani.
Si specifica che:
a. il tirocinio non costituisce rapporto di lavoro;
b. è assicurata la copertura contro gli infortuni, le malattie professionali e per la responsabilità civile
verso terzi attraverso il coinvolgimento del C.E.S.I.L.;
c. al tirocinante è riconosciuta un rimborso forfettario a titolo di rimborso spese (non avente natura
retributiva) nella misura mensile di 250,00 euro.
L’erogazione delle somme avverrà al termine del percorso formativo ed è subordinata all’accertamento
positivo dello svolgimento del progetto secondo i tempi, le modalità e gli obiettivi stabiliti dal presente bando.
Il Tirocinio si riterrà valido a seguito di una frequenza pari all’85% del monte ore totale stabilito nel progetto
formativo.
Art. 4. Modalità di partecipazione al progetto.
La partecipazione al progetto è subordinata alla presentazione dell’istanza secondo il fac simile (allegato B).
I tirocinanti da avviare al percorso formativo saranno sottoposti a colloquio da una commissione, come
stabilito dalla deliberazione di G.C. n° 251/2010, al fine di verificare il grado di orientamento del candidato
verso la tipologia di attività artigianali proposte nel progetto.
Art. 5. Requisiti di partecipazione per i tirocinanti.
Per partecipare al presente bando occorre:
1) Essere cittadino italiano o di uno Stato appartenente all’Unione Europea;
2) Avere la residenza presso il Comune di Assemini;
3) Essere disoccupati/inoccupati di età compresa tra 18 e i 45 anni, e regolarmente iscritti nelle liste
anagrafiche del Centro di Servizi per il lavoro.
Il possesso dei requisiti dovrà essere certificato esclusivamente mediante l’utilizzo del modello di cui
all’allegato 1B;
Art. 6. Termine e modalità di presentazione delle istanze di partecipazione.
Gli interessati possono presentare istanza di candidatura, in carta semplice ed utilizzando il modulo allegato
(Allegato B) al presente bando a decorrere dal 30 dicembre 2010 entro e non oltre il 31 gennaio 2011.
Il presente bando con la relativa modulistica è disponibile:
a) sul sito Internet del Comune di Assemini: www.comune.assemini.ca.it;
b) presso l’ufficio Attività Produttive sito in via Romagna n. 4, tel. 070/9477056, dal lunedì al venerdì
dalle ore 8,30 alle ore 11,30 ed inoltre, il Lunedì ed il Mercoledì dalle ore 17,00 alle ore 18,00 - previo
versamento di quanto dovuto per costo copie, da effettuarsi presso l’Ufficio Economato (Palazzo Comunale
– Piazza Repubblica).
Le istanze di partecipazione al bando e le dichiarazioni sostitutive, ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. n.
445/2000 e s.m.i., indirizzate al Comune di Assemini, Area Attività Produttive – Tributi, Servizio Attività
Produttive, via Romagna, 4, da presentarsi in busta chiusa recante la seguente dicitura” Bando rivolto agli
artigiani – Progetto ApprendistArt ad Assemini”, devono essere compilate esclusivamente, pena
l’inamissibilità, secondo gli allegati (B e 1B) al presente bando. Le stesse dovranno essere sottoscritte
dal richiedente e corredate di copia fotostatica di un valido documento di identità, ai sensi del D.P.R.
445/2000.
La domanda potrà essere presentata presso l’Ufficio Protocollo del Comune o spedita tramite raccomandata
postale A/R entro il termine di scadenza del bando. Per quelle spedite a mezzo raccomandata farà fede il
timbro dell’Ufficio postale accettante.
In riferimento al presente bando, ciascun soggetto richiedente potrà presentare una sola istanza,
pena l’inamissibilità di tutte quelle presentate.
Art. 7. Motivi di esclusione (non sanabili).
Sono motivi non sanabili di esclusione:
a) l’istanza non firmata;
b) le istanze pervenute oltre il termine fissato dall’art.6 del presente bando.
Art. 8. Criteri di individuazione dei tirocinanti – Attribuzione punteggi.
L’individuazione dei tirocinanti, ai fini della formazione della graduatoria, fermo restando il possesso dei
requisiti di cui all’art. 5, avviene secondo l’attribuzione dei seguenti punteggi:
a) Punti 0,25 – cinque anni di iscrizione presso le liste anagrafiche del Centro di Servizi per il lavoro.
b) Punti 0,50 – dieci anni di iscrizione presso le liste anagrafiche del Centro di Servizi per il lavoro;
c) Punti 0,75 – quindici anni di iscrizione presso le liste anagrafiche del Centro Servizi per il lavoro;
d) Punti 1 oltre quindici anni di iscrizione presso le liste anagrafiche del Centro Servizi per il lavoro;
e) Punti 1 – presenza nel proprio nucleo familiare di figli a carico;
f) Punti 1 - presenza nel proprio nucleo familiare di figli diversamente abili;
g) Punti 0,50 – possesso del diploma di scuola media superiore;
h) Punti 1 – possesso del diploma d laurea;
i) Punti 1 – parere favorevole espresso, a seguito di colloquio, dalla maggioranza dei componenti la
commissione di cui alla deliberazione G.C. 251/2010.
A parità di punteggio, ai fini della graduatoria, sarà presa in considerazione l’istanza presentata dal
richiedente con la minore età anagrafica.
Art. 9. Pubblicità.
Al fine di garantire l’evidenza pubblica, il presente bando, sarà pubblicato presso l’Albo Pretorio dell’ente, il
sito istituzionale e il relativo avviso su due maggiori quotidiani regionali.
Art. 10. Responsabile del procedimento.
Il responsabile del procedimento è individuato nella persona della Dott.ssa Adele Solinas - Responsabile
Area Attività Produttive – Tributi del Comune di Assemini.
Art. 11. Tutela della privacy.
Informativa ai sensi del T.U. sulla privacy in vigore dal 10.01.2004 (D.lgs. n. 196/2003): i dati personali
richiesti sono prescritti dalle disposizioni vigenti ai fini del procedimento relativo al presente bando e
verranno utilizzati esclusivamente per tale scopo.
Art. 12. Disposizioni finali
Per quanto non previsto nel presente bando si farà riferimento alle norme e alle disposizioni contenute nella
normativa che disciplina la materia.

mercoledì 29 dicembre 2010

BILANCIO DI PREVISIONE - INTERVENTI


IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
GARAU LUIGI
Il Consigliere Garau Luigi
Grazie Presidente.
Un saluto lei, al Sindaco, agli Assessori, ai Consiglieri, al pubblico, al Collegio dei Revisori dei Conti.
Su questo argomento volevo spendere qualche parola, perché era già capitato in passato di ritoccare l’aliquota dell’ICI sulle attività produttive, di due punti. Questo, secondo me, era stato un passaggio, ricordo che io avevo votato contro per un semplicissimo motivo, perché è vero che c’è una grande crisi economica diffusa, di cui l’intera società è sofferente, proprio per questo motivo le risorse che servono alla comunità per soddisfare quelli che sono i servizi primari, i servizi essenziali che vengono erogati a favore dei cittadini, in particolar modo a favore di quei cittadini che hanno poco o nulla, proprio per questo motivo c’è l’esigenza di avere entrate certe e entrate, soprattutto, disponibili, per lenire le sofferenze di questi nostri compaesani, concittadini.
Il problema è che, nonostante tutto, questo emendamento era passato, questa riduzione fu fatta; io penso che una ulteriore riduzione di queste aliquote sia onestamente esagerata, considerato anche l’aumento enorme delle spese per l’erogazione dei servizi essenziali.
Abbiamo visto, per esempio, la spesa sulle mense scolastiche, che sta raggiungendo livelli incredibili; soprattutto, l’ho denunciato più volte in quest’aula, l’aumento delle famiglie che richiedono l’esenzione del pagamento di queste rette. Quindi un servizio totalmente a carico della comunità.
Se aumentano i servizi a carico della comunità e diminuiscono le entrate a favore della comunità, perché qui vedo anche l’addizionale comunale, 700.000 euro in diminuzione, perché è normale, perché abbiamo molti dei nostri concittadini che perdono il lavoro e, di conseguenza, le addizionali comunali diminuiscono. Le buste diminuiscono e diminuiscono anche le addizionali comunali IRPEF.
Quindi diminuiscono le entrate, aumentano le uscite, cosa si propone? Di diminuire ulteriormente le entrate. Secondo me è una strada impercorribile, nonostante si debba stare sempre attenti alle esigenze del mondo dell’economia e della produzione.
Onestamente, però, mi trova in disaccordo l’idea di diminuire ulteriormente le aliquote sulle attività produttive, le aliquote ICI, perché sarebbe un vantaggio probabile per chi magari possiede decine e decine di immobili, uno svantaggio per chi non possiede assolutamente nulla.
Grazie.


IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
GARAU LUIGI
Il Consigliere Garau Luigi
Grazie Presidente.
Cercherò di essere il più breve possibile, visti anche i tempi e la lungaggine degli interventi, quindi non vorrei tediarvi con ulteriore sciorinamento di dati, che conosciamo un po’ tutti.
Più che altro volevo sottolineare anch’io il passaggio importante, storico direi, di portare all’approvazione il bilancio 2011 entro il 31.12.2010.
Questo, chiaramente, ci consente di svolgere un’attività amministrativa nel 2011 senza l’utilizzo di dodicesimi, quindi in piena efficacia e, soprattutto, ci permette di fare il piano delle performance, che è uno strumento previsto dal Decreto Legge 150, meglio conosciuto come Decreto Brunetta, che dovrebbe dare gli strumenti operativi ai dirigenti per mettere in atto quelle che sono le direttive per migliorare l’attività amministrativa.
Questo, chiaramente, dovrebbe mettere in evidenza la novità di questo Decreto, che dovrebbe migliorare la produttività, la trasparenza e meglio ripartire le premialità nei dipendenti pubblici.
Quindi, un plauso al fatto di portare il bilancio all’approvazione entro il 31.12.
Chiaramente il Sindaco ha fatto presente che è in atto l’indirizzo di voler migliorare la macchina amministrativa con alcuni interventi mirati, che si sono resi necessari anche a seguito di quello che abbiamo potuto vedere in questi due anni e mezzo; abbiamo notato che c’erano oggettive difficoltà di interpretazione dell’indirizzo e, soprattutto, delle difficoltà nell’attuare gli stessi indirizzi.
Quindi si è ritenuto opportuno rivedere alcuni equilibri, in modo da avere la possibilità di rendere certi i tempi e certe le realizzazioni di alcuni interventi.
Come tutti sappiamo, abbiamo per esempio nell’area lavori pubblici alcune cose da chiudere, come la piscina, l’ex casa dell’anziano, la messa in sicurezza del territorio; sono degli interventi importanti, sono degli interventi che i cittadini attendono da tempo e questo ci spinge ad attuare tutte le prerogative che sono nelle nostre possibilità per far sì che questi interventi vengano realizzati nel più breve tempo possibile.
Per quanto riguarda l’urbanistica, il Piano Urbanistico Comunale sappiamo tutti che è un po’ l’oggetto, l’Aspettando Godot di questa cittadina, che forse nell’area vasta di Cagliari è rimasta l’unica a non avere uno strumento urbanistico approvato, nuovo, moderno, che si propone di pianificare il territorio, in maniera sicuramente adeguata alle esigenze dei cittadini.
Io mi auguro che anche il piano urbanistico sia in brevissimo tempo portato in quest’aula e, soprattutto, a seguito anche dello studio del pericolo idrogeologico, commissionato e imposto, ricordiamolo, dalla Regione per l’approvazione dei piani urbanistici comunali, si apra anche una fase nuova, una fase di ricerca, di studio, di proposta che individui una politica tesa a rivedere e a mettere in sicurezza aree del nostro territorio che, attualmente, verrebbero inquadrate in situazioni di rischio idrogeologico molto elevate.
Dal canto nostro noi daremo tutta la nostra disponibilità per far sì che questi studi e che queste risorse finanziarie vengano reperite e messe a disposizione per la messa in sicurezza del territorio, che ricordiamo essere una priorità del nostro programma e del mio gruppo politico, che ho sempre rimarcato in quest’aula.
Per quanto riguarda le attività produttive volevo spendere due parole, soprattutto su un progetto che io ritengo molto ambizioso e, soprattutto, che risponde a una domanda del territorio, che è “Apprendistart” ad Assemini, che è un progetto che dovrebbe riguardare venticinque nostri giovani e meno giovani inoccupati, che vorrebbero avvicinarsi al mondo dell’artigianato, al mondo delle professioni.
È un investimento iniziale di 40.000 euro, che dovrebbe dare la possibilità a questi giovani di essere inseriti in una bottega artigianale, in una piccola impresa, in modo da apprendere proprio la manualità, la pratica soprattutto, degli artigiani e far tesoro di mestieri che stanno via via scomparendo dallo scenario dell’offerta occupazionale.
Questo, chiaramente, è un progetto sperimentale, non ha l’ambizione di produrre nell’immediato risultati certi; ma io sono convinto che, se si presta la dovuta attenzione e se si dà il risalto giusto a questa operazione, molti dei nostri giovani, che oggi non hanno un mestiere tra le mani, potrebbero trovare uno sbocco occupazionale.
Quindi un plauso anche a questa iniziativa, un altro plauso all’iniziativa di sostenere concretamente il centro commerciale naturale, con un intervento economico teso ad abbattere le quote di iscrizione; questo è un impegno concreto che l’Amministrazione fa per favorire l’aggregazione dei commercianti, che dovrebbe rispondere alla necessità di reperire dei finanziamenti cosa che viene molto più difficile se non c’è questo tipo di aggregazione.
Il centro pilota sicuramente è un problema che va affrontato e risolto nell’immediato, con un bando di gestione che deve essere improntato sulla capacità di promuovere il nostro artigianato, che non è solo ceramica, abbiamo degli ottimi artigiani che lavorano il legno, il sughero, i coltellinai, il ferro battuto, quindi c’è un’ampia offerta del nostro artigianato locale che deve essere promossa.
A questo riguardo io proporrei di farci carico, di rappresentare, nello stand della Regione Sardegna che viene allestito ogni febbraio a Milano, alla Fiera del Turismo a Milano, anche uno spazio che rappresenti il nostro Comune, in modo da promuovere, nel maggior spazio possibile, la nostra cittadina.
Di questo abbiamo bisogno, perché se parliamo di artigianato dobbiamo parlare soprattutto di proposte di promozione turistica.
In questo mi riallaccio al discorso della zona montana, noi abbiamo questo grande patrimonio naturalistico, che è Gutturu Mannu, che dovrebbe essere valorizzato meglio, secondo me; quindi dovremo puntare maggiore attenzione a questo aspetto.
Volevo dire ancora una cosa sulla cultura; avete visto ultimamente che questa Amministrazione Comunale ha sostenuto la pubblicazione di due importanti volumi, uno che riguarda la chiesa di San Pietro, che è “All’ombra del campanile”, che è un ottimo lavoro, fatto da due scrittori locali; l’altro è “Il Conte Ceconi”, fatto dal nipote Hans Kitzmuller.
Queste due opere hanno messo in evidenza, hanno tracciato una importante ricostruzione storica della nostra cittadina e sono dei documenti che, veramente, hanno colmato un vuoto che esisteva e che esiste nella nostra cittadina. Ci sono poche documentazioni trascritte che raccontano da dove veniamo, chi siamo stati e cosa c’era prima di noi.
È importante sostenere queste iniziative, le ritengo particolarmente importanti e, soprattutto, ritengo di dover porre la stessa attenzione per altre pubblicazioni, magari anche sulle tipologie abitative, sugli insediamenti abitativi della nostra cittadina.
I servizi sociali, anche di questo ne abbiamo parlato abbondantemente; abbiamo una continua richiesta di interventi a favore delle povertà estreme e di condizioni di indigenza, che tengono a aumentare costantemente. Difficilmente siamo in grado di reggere con le nostre finanze, anche lì dovremo stare attenti.
Visto, comunque, il prolungarsi dei tempi, nel dichiarare il mio voto favorevole a questo bilancio e nel ringraziare tutta la macchina amministrativa, che ha fatto sì che questo bilancio arrivasse entro il 31.12, chiudo il mio intervento.
Grazie.

domenica 26 dicembre 2010

Bilancio di Previsione 2011


La storia! Si, la storia di Assemini segna questo passaggio importante, mai accaduto sino ad oggi (almeno dall'avvento della Bassanini)un bilancio di previsione che viene approvato in Consiglio Comunale prima del 31.12 dell'anno precedente (2010).
I numeri? Iniziamo dalla votazione in consiglio: 12 favorevoli, 4 contrari, 2 astenuti.
La minoranza polverizzata, senza argomenti e senza proposte alla ricerca di una demagogica quanto logorroica e inconcludente argomentazione per motivare il nulla.
Ma come, gli sfasciacarrozze di nuova e vecchia generazione avevano pronosticato il disastro e invece? Il disastro c'è stato...per loro!
E allora quale migliore idea di utilizzare strade impervie e sconnesse per demolire gli avversari, come se la vita non avesse a tutt'oggi insegnato nulla, ma signori, guardatevi attorno, guardate come sono messi i vostri congiunti più vicini, possibile che ancora non vi rendiate conto dei vostri fallimenti, possibile che ancora vi ostinate in maniera ossessiva ad attaccare con metodi squallidi e beceri gli avversari politici.
Ai nostri cittadini interessa il bilancio di previsione: Tariffe confermate, niente aumenti rispetto all'anno precedente, le novità: Boulevard dei Paesaggi, Piano Urbanistico Comunale (con allegato lo studio di compatibilità idrogeologica - per la prima volta ad Assemini) parcheggio di via S. Elia, Parcheggio di via Asproni, Boulevard di via Olimpia, messa a norma di tutti gli edifici scolastici, campo sportivo via coghinas, campo sportivo via S. Maria, palazzetto polivalente, e tanti altri lavori che riguardano la messa in sicurezza del territorio, l'apertura di strutture come la Piscina Comunale e l'ex casa dell'anziano (oggi CSM e PUA).
Non ci piace tediare chi ci legge con elenchi infiniti eppure le novità sono tante, vedi nell'urbanistica dove finalmente verranno smaltite circa 400 pratiche di condono arretrate, nelle attività produttive oltre all'apertura del mercato dell'usato ed al bando dei taxi ed ncc, ci sarà l'inizio del progetto "aprendist'art ad Assemini" un percorso di qualificazione professionale con la collaborazione degli artigiani locali e di decine di giovani che vogliono entrare nel circuito del lavoro tramite l'apprendimento di un arte e/o mestiere, le borse di studio per coloro che svolgeranno tesi di laurea con tema Assemini, lo sportello per il microcredito, lo sportello SUAP, lo sportello DUAP, la fiera del turismo a Milano, la manifestazione al castello Ceconi in Friuli, concorso della ceramica.
Insomma tante iniziative tese alla valorizzazione delle nostre risorse e dei nostri talenti, lo stesso possiamo dire della cultura con il patrocinio di importanti ed uniche opere letterarie tese alla valorizzazione della cultura storica.
Importanti strategie innovative sono previste nelle politiche sociali dove la razionalizzazione dei servizi erogati sarà la linea guida degli interventi programati.
La strada è lunga e piena di iniziative da portare a conclusione, la vera novità è il Piano delle performance (uno dei primi comuni in Sardegna a realizzarlo nei tempi previsti) e la riorganizzazione della pianta organica con la previsione di nuove figure di responsabilità ed azione.
Dal punto di vista politico, non può passare inosservato il fatto che mentre la maggioranza agisce e si muove compatta, la minoranza si sfalda e svanisce alla prova dei fatti (dei nove consiglieri dell'opposizione, solo 4 votano contro il bilancio, 2 si astengono e tre neanche si presentano.
Restiamo nelle nostre posizioni convinti del fatto che solo una politica di responsabilità e di compartecipazione possono dare a questa cittadina le risposte adeguate ai problemi che l'affliggono, noi ci crediamo e lasciamo la porta aperta a tutti coloro che vorranno confrontarsi in questa direzione, per il resto lasciamo ai pazzoidi l'iniziativa di mettere in campo ulteriori azioni come quelle messe in campo fino ad oggi...si deus cheret e soso carabineris du permittanta..

mercoledì 22 dicembre 2010

Piano Triennale Opere Pubbliche


Il piano triennale OOPP 2011-2013 è stato approvato con una maggioranza schiacciante (12 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto)intorno alla mezzanotte di un mercoledi di Dicembre che denota un'atmosfera surreale.
Il consiglio si apre con la solita, ripetitiva e bizzarra esibizione dell'"enfant prodige" della politica locale, i temi sono simpatici come al solito, "luminarie funebri" e commercianti inferociti al seguito.
Niente di nuovo si dirà, se in altri consigli tenevano banco gli avventori dei supermercati, oggi i protagonisti sono i commercianti di una certa via che legano lo scarso afflusso dei clienti alla bellezza delle luminarie.
Insomma, se uno gestisce una bettola, puoi metterci tutte le luminarie del mondo che l'attività rimane bettola, il problema è un altro, non avendo altri argomenti su cui imbastire una seppur minima linea di opposizione, ci si attacca a qualsiasi banalità pur di scagliarsi con livore becero e arrogante sulla maggioranza.
Niente di scandaloso visto che la predica viene da chi è stato sconfitto senza se e senza ma dal voto dei cittadini, una sconfitta che si palesa con lo sfaldamento della stessa minoranza e con la posizione critica intrapresa da alcuni dirigenti politici locali riguardo l'operato dell'aspirante sindaco (mancato).
Giusto per non farci mancare nulla, il giovane condottiero dei progressisti locali, ci ha riempito di insulti come è solito fare da ormai troppo tempo, la motivazione di tanta accredine? Avergli ricordato l'operato della maggioranza di cui faceva parte, come al solito le nostre affermazioni politicamente corrette sono viste come accuse, i loro insulti come dialettica politica.
Ai nostri tempi sarebbero bastate le due classiche "pedate nel sedere" per riportare alla ragione l'esagitato politico locale, purtroppo viviamo tempi duri per coloro che vorrebbero far prevalere il buon senso sull'arroganza, dovremo pazientare ancora e chissà aspettare che finalmente in questa cittadina si torni a parlare di politica nell'interesse generale senza insultare gli avversari di turno.

domenica 19 dicembre 2010

PILI : RISCHIO SPECULAZIONE IMMOBILIARE


Interrogazione parlamentare di Mauro Pili
PILI : RISCHIO SPECULAZIONE IMMOBILIARE
SULLA BOMBA ECOLOGICA DELL’EX FAS
L’INGRESSO DI CAGLIARI SAREBBE BLOCCATO DA UN INSEDIAMENTO DI 10.000 ABITANTI

...“Una bomba ecologica all’ingresso di Cagliari, centinaia di migliaia di metri cubi di volumetria industriale acquistati per quattro soldi, nessuna garanzia per la bonifica ambientale e soprattutto il progetto di una nuova città capace di congestionare all’inverosimile la principale porta d’accesso alla capitale della Sardegna”.

La denuncia è del deputato sardo Mauro Pili che ad aprile scorso aveva messo nero su bianco con una puntuale interrogazione ai Ministri competenti il progetto di una mega speculazione urbanistico immobiliare nell’area dell’ex FAS di Elmas, proprio all’ingresso di Cagliari.

Stamane alla Camera Pili ha chiesto ai Ministri di rispondere con urgenza all’interrogazione per la quale sarebbero stati già acquisiti tutti i documenti necessari.

“Siamo davanti ad un progetto – sostiene Pili - che per procedure, destinazioni urbanistiche e impatto ambientale, rischia di stravolgere l’assetto già precario dell’area vasta di Cagliari, pregiudicando in modo definitivo il già congestionato ingresso alla capitale della Sardegna”.

“Ci sono troppi elementi di questo affare – sostiene Pili – che devono essere chiariti. A partire dalle bonifiche ambientali. Nessuno, per esempio, – sostiene Pili – ha definito il costo degli interventi ambientali e certamente questo compito deve essere affidato ad un soggetto terzo, non certo al privato ma nemmeno al Comune. E’ quantomeno inopportuno – come invece è stato fatto – sostenere che per compensare un alto costo delle bonifiche occorre assegnare maggiori volumetrie residenziali ai privati”.

“L’area dell’ex Fas deve essere bonificata a prescindere dallo sviluppo immobiliare, e non può essere avanzata nessuna compensazione di quei costi sul piano urbanistico, qualsiasi altra interpretazione risulterebbe illegittima e illegale” – sostiene Mauro Pili.

“Un intervento di questa natura, in un’area così sensibile sia sul piano ambientale che territoriale, non può essere affrontato nel silenzio più totale e soprattutto senza un coordinamento regionale e provinciale. Le implicazioni sono di tale rilievo che è impensabile che lo sviluppo urbanistico dell’ingresso della principale città della Sardegna venga deciso senza il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati, a partire proprio dal Comune di Cagliari, dalla Regione e dalla Provincia.”

“E’ indispensabile che il Ministro dell’Ambiente – sostiene Pili -disponga con urgenza una verifica di concerto con l’assessorato regionale dell’Ambiente per accertare la reale situazione del disinquinamento e della bonifica ambientale. Prima di qualsiasi atto devono essere codificate le condizioni di bonifica e i relativi costi e fornite le opportune garanzie per il ripristino. La bonifica non la possono pagare né i Comuni, né la Regione, e tantomeno si può ricorrere alla trasformazione residenziale di quei volumi con l’unico intento di favorire un affare sulle spalle dei cittadini”.

“L'area dell’ex FAS, per tipologia e caratteristiche, potrebbe rispondere ai criteri di individuazione dei siti inquinati d'interesse nazionale e per questo motivo è indispensabile un immediato approfondimento ministeriale” – sostiene ancora il parlamentare sardo. Le norme – aggiunge Pili – esplicitano con chiarezza l'obbligo del proprietario del sito contaminato di farsi carico degli oneri connessi alla messa in sicurezza e bonifica nonché quelli conseguenti all'accertamento di ulteriori danni ambientali. Qualsiasi tentativo diverso confligge con la legge e con la corretta amministrazione”.

“Gli interventi di bonifica e messa in sicurezza – ribadisce Pili- devono essere verificati dal Ministero e dalla Regione e la quantificazione degli oneri deve essere iscritta, come previsto dalle norme vigenti, nel certificato di destinazione urbanistica. Questo è il primo passaggio da definire, qualsiasi altra strada amministrativa oltre ad essere illegittima favorirebbe una speculazione immobiliare destinata a compromettere l’intera area metropolitana di Cagliari”.

“L'affermazione contenuta nella delibera del Consiglio comunale di Elmas del 18 gennaio 2010 sull'area ex FAS, dove si afferma che la soluzione di bonifica richiesta «risulta particolarmente onerosa per l'operatore privato e crea in capo allo stesso un onere superiore rispetto a quello richiesto dalla legge» - ribadisce Pili - è destituita di ogni verifica e rappresenta un vulnus nell’applicazione della legge”.

“Non può essere il Comune – sostiene Pili - a definire il costo della bonifica e soprattutto non può disporre un “pagamento” delle stesse con una compensazione urbanistica”.

“Il presunto progetto di riqualificazione dell'area, con la paventata sostanziale modifica della destinazione urbanistica, - sostiene Pili - confligge con le principali funzioni pubbliche dell'area. La viabilità statale interessata a quell'area, con la funzione di raccordo di tutto il sud Sardegna con l'aeroporto di Elmas e lo stesso ingresso a sud della città di Cagliari, risulterebbe – prosegue il deputato - fortemente compromessa. Il congestionamento di quell’area avrebbe, poi, un impatto pesantissimo sulle infrastrutture aeroportuali strategiche della Sardegna”.

“Il carico urbanistico, – conclude Pili - risulterebbero ipotizzati oltre 10.000 nuovi residenti e strutture commerciali fruibili da decine di migliaia di utenti al giorno, sarebbe senza alcun dubbio in contrasto con i piani di sviluppo aeroportuali valutati da Enac e della viabilità statale pianificati e realizzati da Anas di concerto con la regione Sardegna”.

domenica 12 dicembre 2010

CHIACCHERE E DISTINTIVO



Le vicende della cittadina sembrano essere note a tutti, in particolare agli osservatori attenti e frustrati che insistono nella narrazione sproloquiata delle inevitabili tragedie che investono i cittadini.
Mamma mia che paura!
L'autorevolezza nasce tra una birra e un'altra in un susseguirsi di tappi che volano, prove di audacia politica che nella storia non avevamo mai avuto l'onore di conoscere.
Ci sentiamo a disagio e sicuramente avremo tempo per espiare le colpe che ci vengono affibiate con cadenza quasi quotidiana, l'illazione è di moda nella realtà in cui viviamo, sicuramente non saranno le prime e nemmeno le ultime.
Un gioco al massacro fatto di chiacchere e...basta..solo chiacchere sparacchiate quà e la senza un fine preciso se non quello di spostare l'attenzione sui fatti concreti compiuti e impuniti.
Cittadini ci segnalano da tempo anamolie che solo certuni titolari della miserevole nobiltà locale avrebbero diritto di compiere senza incorrere nelle dovute sanzioni perciò a seguire mandiamo in onda alcune delle inadempienze segnalateci dai "comuni mortali".
Siamo sereni e talmenti impegnati ad occuparci dei problemi della cittadina che non vorremo sprecare neanche un minuto con le maldicenze bettolare...lasciamo a chi ci segue la tranquillità di osservare i fatti e ragionarci sopra lasciando da parte elucubrazioni e deliri d'onnipotenza che qualcuno, drogato di protagonismo cerca di rifilarci in continuazione...

Ai sensi dell'art. 23 del D.P.R. 380/2001 sarebbe stato ordinato ad un "politico" (concedeteci l'eufemismo) locale di non effettuare gli interventi previsti con una DIA per la realizzazione di un'opera sita in zona agricola.
Un piccolo dettaglio...quando è stata presentata la DIA, l'opera era già stata realizzata in spregio a tutte le norme vigenti...altrochè chiacchere!

venerdì 10 dicembre 2010

UN PUC PER ASSEMINI


COMITATO PER L'APPROVAZIONE DEL PUC DI ASSEMINI

Assemini attende uno strumento urbanistico ormai da 40 lunghi anni, non sarà nostra prerogativa andare indietro nel tempo alla ricerca di responsabilità o di congiunture negative che hanno impedito ai citttadini di avere uno strumento urbanistico adeguato alle loro esigenze di vivibilità e di sviluppo.

I dati che la statistica ci mette a disposizione parlano chiaro, la crisi economica ha messo in grande difficoltà il mercato immobiliare, cresce l'invenduto e contemporaneamente i prezzi delle aree e degli immobili restano alti, è dimostrato ampiamente che laddove vige un piano urbanistico, i prezzi delle aree calano le attività riprendono coraggio, la cittadina si specchia in una nuova strategia identitaria del territorio.

E' un passaggio che non può essere delagato ai capricci di poche menti pensanti e nemmeno agli interessi di qualche gruppo di potere, i cittadini devono essere protagonisti del loro futuro e comunque capaci di dar voce alle leggittime aspettative.

E' indispensabile essere attenti e vigili e soprattutto impedire che inutili e dannose attese ingiustificate ed ingiustificabili vadano a mortificare ulteriormente le aspettative dei contribuenti che ad oggi hanno visto dilapidare un vero e proprio patrimonio per l'elaborazione progettuale del puc senza per altro veder raggiunto un risultato concreto.



Dare vita a un processo inclusivo significa delegare il potere di decidere ad altri?

No!

Siamo consapevoli che in generale coloro che non sono disposti a condividere le loro decisioni e le loro scelte con altre persone possono costituire un problema.

Si tratta per lo più di politici, amministratori pubblici, di imprenditori che temono di perdere il loro ruolo o di dover rinunciare ai loro interessi.Ma ci preme evidenziare che “sopprimere od ostacolare la partecipazione nella progettazione dell’ambiente non solo è sbagliato, ma è soprattutto un’interferenza indebita”. Gli amministratori non dovrebbero mai sottrarre alle persone quel controllo del processo che ad esse spetta.

La partecipazione è un’attività umana che, se svolta in modo corretto, può consentire alle persone di perseguire i loro bisogni in un modo coerente; un’attività che va a vantaggio di tutta la comunità.



La crisi immobiliare italiana durerà anni:

- le banche non concedono più mutui come prima ma vagliano la solvibilità del cliente

- la disoccupazione aumenta - i pignoramenti aumentano

- il numero di immobili invenduti aumenta

- i costruttori sono costretti a fare permute di alcuni appartamenti a causa della mancanza di liquidità

- in quasi tutti i cantieri si trova almeno una permuta ed un enorme numero di immobili invenduti

- i nuovi cantieri del 2011 hanno già prezzi inferiori dell'ordine di un 10% rispetto ai vecchi

- sempre più persone prendono coscienza che gli immobili sono notevolmente sopravvalutati



I prezzi per le nuove costruzioni scenderanno per via di questi fattori:

+ la crisi costringe i fornitori dei costruttori ad abbassare i prezzi

+ la crisi ridimensiona i prezzi dei terreni edificabili

+ tutta la filiera si sta adeguando al ribasso (materiali, fornitori e professionisti del settore)

+ i costruttori diminuiscono leggermente i propri margini

+ i costruttori migliorano: massima efficacia con il minimo di scarto, di spesa, di risorse e di tempo impiegati

mercoledì 8 dicembre 2010

PASQUALE L'INFERMIERE


Franco Califano (Già arrestato nel 1970 per possesso di stupefacenti, dove fu coinvolto anche Walter Chiari, finisce nuovamente in carcere per lo stesso motivo e per porto abusivo di armi nel 1983, questa volta insieme al conduttore televisivo Enzo Tortora. Durante quest'ultima esperienza carceraria ha composto l'album Impronte digitali, che si basa soprattutto su spunti di quel periodo. In entrambi i processi Califano è stato assolto perché il fatto non sussiste. Califano lo ha ripetutamente ricordato nei suoi libri e nelle sue interviste.), noto cantautore italiano, è stato insignito della Laurea Honoris Causa in Filosofia all'università di New York, prima di lui la stessa università aveva donato la Laurea a Edoardo De Filippo e all'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Franco califano è l'autore di una famosa canzone che s'intitola "PASQUALE L'INFERMIERE", un testo che già vent'anni or sono deliziava le giornate uguali, duri e infuocate di coloro che prestavano il fianco ad un certo Saddam, oggi la filosofia del Califfo ha tutt'altra interpretazione.

sabato 27 novembre 2010

ALIGA


Sono trascorsi trent'anni da quando passeggiavo a mergellina, piedigrotta e toledo, i quartieri rinomati di Napoli, ancora adolescente, rimasi colpito dalle bancarelle variopinte e dagli urlatori di strada...a Napoli tutto avviene in strada, si nasce, si cresce, si vive.
I mercati rionali, danno l'idea di un popolo che quotidianamente vuole combattersi l'esistenza senza lesinare energie e tutti insieme innamorati del Napoli calcio e di San Gennaro, insomma un quadro borbonico di una società che ha fatto costume.
Nell'arco di questi trent'anni sono ricapitato a Napoli tantissime volte il paesaggio sempre pittoresco e quella colata di cemento indiscriminato che dal vesuvio si riversa sino al mare, colori e suoni di una società che ama vivere nel frastuono talvolta improvvisando soluzioni impensabili.
Ma c'è qualcosa che nel tempo, sembra essere rimasta sospesa nel nulla, la sciagurata gestione dei rifiuti, ricordo piazza plebiscito, i dintorni del maschio angioino, i quartieri spagnoli, fuorigrotta e tante altre zone, dappertutto si notavano rifiuti abbandonati alla meglio ai bordi delle strade.
Negli ultimi anni quello che era considerato un quasi normale costume, ha assunto le dimensioni di una tragedia internazionale, cataste di rifiuti si accumulano sui marciapiedi, in tutte le strade della città.
Le periferie non sono da meno e davanti ad uno scempio simile le soluzioni da attuare diventano sempre più complesse, non si può pensare di risolvere un problema di queste dimensioni se non c'è la piena consapevolezza degli attori principali che detto problema va risolto strutturalmente e in loco.
L'"aliga" spedita in Sardegna due anni or sono è opera di una decisione d'emergenza presa nelle stanze del potere da poche menti pensanti, ci risulta che lo smaltimento di diverse tonnellate di quei rifiuti "indifferenziati" sia ancora da saldare.
Ma questo è l'aspetto secondario, i sardi si sa, siamo generosi e non ci tiriamo mai indietro quando c'è da aiutare chi è in difficoltà, ma se quest'evento invece di un'eccezione fosse la regola o peggio ancora la soluzione scontata per problemi annosi come questo, allora diciamo NO.
No all'"aliga" della campania, No a questo modo di trattare il nostro territorio e la nostra gente, le esalazioni dei rifiuti partenopei sono nocive tanto per loro quanto per noi, la solidarietà è una nostra risorsa ma questa non dev'essere intesa come il ricettacolo delle incapacità altrui.
Non vogliamo entrare nel merito delle responsabilità da attribuire a coloro che hanno determinato questo stato di cose, è un problema relativo che ci interessa molto marginalmente, ciò che non possiamo tollerare è il concetto che la Sardegna venga utilizzata come riccettacolo dei problemi della penisola e...basta, questo, onestamente non possiamo accettarlo.
Se proprio devono portarla altrove, l'Italia è una grande paese ed i siti non mancheranno, ma sarebbe giusto che coloro che hanno responsabilità gestionali e amministrative in campania trovino nei loro territori le soluzioni ai loro problemi una volta per tutte, oggi ci sono emergenze ancora più gravi dell'"aliga" napoletana!

lunedì 22 novembre 2010

Miseria e nobiltà


Da quando la moda ha messo in rilievo l'usanza di sperperare il "denaro pubblico", non hanno certo perso tempo alcuni tromboni-trombati della politica indigena ad esprimere le loro inevitabili intuizioni e giù improperi e illazioni verso coloro che di pubblica finanza farebbero utilizzo sconsiderato.
Capiamo sicuramente la predisposizione genetica ad occuparsi di certi temi, basti portare indietro nel tempo la memoria ed eccoci al natale di due anni fa, le televisioni regionali, paghe dei 10000 euro elargiti dalla nostra comunità, mandavano in onda spot a gò-gò che promuovevano l'arrivo miracoloso di un gruppo etnico-folk di un certo rilievo....ottima pubblicità, salvo accertare dopo che di tale gruppo non c'è mai stata traccia!
Difficile definire un fenomeno simile, pare che dalle nostre parti non sia mai accaduto, a modo suo, il responsabile di tanto genio inespresso ha fatto il miracolo (in senso inverso)che poi si è andato perfezionando solo qualche tempo dopo, quando dagli stessi canali televisivi un folkloristico trallalera ci ha rispedito le immagini del geniale amministratore.
E' vero, non abbiamo saputo dare risposte a queste coincidenze, abbiamo sollecitato l'intervento della Corte dei conti e della Procura per verificare se magari dietro le quinte di un simile sortilegio vi sia qualcosa di anomalo da riscontrare o peggio qualcosa di spudoratamente premeditato alle spalle degli ignari cittadini.
E' anche vera la genuinità degli spot elettorali mandati in onda...roba nobile d'altri tempi che noi comuni mortali di questo borgo natìo non siamo in grado di capire, anzi non abbiamo neanche il diritto di chiederci perchè i nostri denari siano stati sperperati in quel modo.
Sono cose da nobili, nobili che custodiscono nel loro animo l'istinto bestiale di una indescrivibile miseria....

mercoledì 17 novembre 2010

ATTIVITA’ GIORNALISTICA e PRIVACY: CODICE DEONTOLOGICO


Siamo molto preoccupati da un certo modo di fare "giornalismo", rispettiamo le idee che non condividiamo e l'operato di coloro che si cimentano nella stampa e nei media in genere.
Ci preoccupa constatare che talvolta oltre s diffondere una notizia che può avere interesse e rilevanza pubblica, si va a ledere il sacrosanto diritto alla privacy riconosciuto a qualsiasi cittadino.
Nella fattispecie, divulgare il fatto che un cittadino non sia presente nella propria residenza per alcuni giorni,ci sembra un modo per esporre la famiglia dello stesso a pericoli che onestamente riteniamo evitabili.
Ben venga la cronaca con critica (a senso unico) al seguito, ben venga anche loscuramento delle notizie più importanti a vantaggio di quelle di poco conto, ma attenti a violare le più elementari regole che salvaguardano la privacy dei cittadini impegnati in politica o meno.



ATTIVITA’ GIORNALISTICA e PRIVACY: CODICE DEONTOLOGICO

Articolo 1 - Principi generali

1. Le presenti norme sono volte a contemperare i diritti fondamentali della persona con il diritto dei cittadini all'informazione e con la libertà di stampa.

2. In forza dell'art. 21 della Costituzione, la professione giornalistica si svolge senza autorizzazioni o censure. In quanto condizione essenziale per l'esercizio del diritto-dovere di cronaca, la raccolta, la registrazione, la conservazione e la diffusione di notizie su eventi e vicende relativi a persone, organismi collettivi, istituzioni, costumi, ricerche scientifiche e movimenti di pensiero, attuate nell'ambito dell'attività giornalistica e per gli scopi propri di tale attività, si differenziano nettamente per la loro natura dalla memorizzazione e dal trattamento di dati personali ad opera di banche-dati o altri soggetti. Su questi princìpi trovano fondamento le necessarie deroghe previste dai paragrafi 17 e 37 e dall'art. 9 della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea del 24 ottobre 1995 e dalla legge n. 675 del 1996.



Articolo 2 - Banche-dati di uso redazionale e tutela degli archivi personali dei giornalisti

1. Il giornalista che raccoglie notizie per una delle operazioni di cui all'art. 1, comma 2, lettera b), della legge n. 675 del 1996 rende note la propria identità, la propria professione e le finalità della raccolta, salvo che ciò comporti rischi per la sua incolumità o renda altrimenti impossibile l'esercizio della funzione informativa; evita artifici e pressioni indebite. Fatta palese tale attività, il giornalista non è tenuto a fornire gli altri elementi dell'informativa di cui all'art. 10, comma 1, della legge n. 675 del 1996.

2. Se i dati personali sono raccolti presso banche-dati di uso redazionale, le imprese editoriali sono tenute a rendere noti al pubblico, mediante annunci, almeno due volte l'anno, l'esistenza dell'archivio e il luogo dove è possibile esercitare i diritti previsti dalla legge n. 675 del 1996. Le imprese editoriali indicano altresì fra i dati della gerenza il responsabile del trattamento al quale le persone interessate possono rivolgersi per esercitare i diritti previsti dalla legge n. 675 del 1996.

3. Gli archivi personali dei giornalisti, comunque funzionali all'esercizio della professione e per l'esclusivo perseguimento delle relative finalità, sono tutelati, per quanto concerne le fonti delle notizie, ai sensi dell'art. 2 della legge n. 69 del 1963 e dell'art. 13, comma 5, della legge n. 675 del 1996.

4. Il giornalista può conservare i dati raccolti per tutto il tempo necessario al perseguimento delle finalità proprie della sua professione.

Articolo 3 -Tutela del domicilio

1. La tutela del domicilio e degli altri luoghi di privata dimora si estende ai luoghi di cura, detenzione o riabilitazione, nel rispetto delle norme di legge e dell'uso corretto di tecniche invasive.

Articolo 4 - Rettifica

1. Il giornalista corregge senza ritardo errori e inesattezze, anche in conformità al dovere di rettifica nei casi e nei modi stabiliti dalla legge.

Articolo 5 - Diritto all'informazione e dati personali

1. Nel raccogliere dati personali atti a rivelare origine razziale ed etnica, convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, opinioni politiche, adesioni a partiti, sindacati, associazioni o organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché dati atti a rivelare le condizioni di salute e la sfera sessuale, il giornalista garantisce il diritto all'informazione su fatti di interesse pubblico, nel rispetto dell'essenzialità dell'informazione, evitando riferimenti a congiunti o ad altri soggetti non interessati ai fatti.

2. In relazione a dati riguardanti circostanze o fatti resi noti direttamente dagli interessati o attraverso loro comportamenti in pubblico, è fatto salvo il diritto di addurre successivamente motivi legittimi meritevoli di tutela.

Articolo 6 - Essenzialità dell'informazione

1. La divulgazione di notizie di rilevante interesse pubblico o sociale non contrasta con il rispetto della sfera privata quando l'informazione, anche dettagliata, sia indispensabile in ragione dell'originalità del fatto o della relativa descrizione dei modi particolari in cui è avvenuto, nonché della qualificazione dei protagonisti.

2. La sfera privata delle persone note o che esercitano funzioni pubbliche deve essere rispettata se le notizie o i dati non hanno alcun rilievo sul loro ruolo o sulla loro vita pubblica.

3. Commenti e opinioni del giornalista appartengono alla libertà di informazione nonché alla libertà di parola e di pensiero costituzionalmente garantita a tutti.

Articolo 7 - Tutela del minore

1. Al fine di tutelarne la personalità, il giornalista non pubblica i nomi dei minori coinvolti in fatti di cronaca, né fornisce particolari in grado di condurre alla loro identificazione.

2. La tutela della personalità del minore si estende, tenuto conto della qualità della notizia e delle sue componenti, ai fatti che non siano specificamente reati.

3. Il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato come primario rispetto al diritto di critica e di cronaca; qualora, tuttavia, per motivi di rilevante interesse pubblico e fermo restando i limiti di legge, il giornalista decida di diffondere notizie o immagini riguardanti minori, dovrà farsi carico della responsabilità di valutare se la pubblicazione sia davvero nell'interesse oggettivo del minore, secondo i princìpi e i limiti stabiliti dalla «Carta di Treviso».

Articolo 8 -Tutela della dignità delle persone

1. Salva l'essenzialità dell'informazione, il giornalista non fornisce notizie o pubblica immagini o fotografie di soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignità della persona, né si sofferma su dettagli di violenza, a meno che ravvisi la rilevanza sociale della notizia o dell'immagine.

2. Salvo rilevanti motivi di interesse pubblico o comprovati fini di giustizia e di polizia, il giornalista non riprende né produce immagini e foto di persone in stato di detenzione senza il consenso dell'interessato.

3. Le persone non possono essere presentate con ferri o manette ai polsi, salvo che ciò sia necessario per segnalare abusi.

Articolo 9 - Tutela del diritto alla non discriminazione

1. Nell'esercitare il diritto-dovere di cronaca, il giornalista è tenuto a rispettare il diritto della persona alla non discriminazione per razza, religione, opinioni politiche, sesso, condizioni personali, fisiche o mentali.

Articolo 10 - Tutela della dignità delle persone malate

1. Il giornalista, nel far riferimento allo stato di salute di una determinata persona, identificata o identificabile, ne rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza e al decoro personale, specie nei casi di malattie gravi o terminali, e si astiene dal pubblicare dati analitici di interesse strettamente clinico.

2. La pubblicazione è ammessa nell'ambito del perseguimento dell'essenzialità dell'informazione e sempre nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblica.

Articolo 11 - Tutela della sfera sessuale della persona

1. Il giornalista si astiene dalla descrizione di abitudini sessuali riferite ad una determinata persona, identificata o identificabile.

2. La pubblicazione è ammessa nell'ambito del perseguimento dell'essenzialità dell'informazione e nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblica.

Articolo 12 - Tutela del diritto di cronaca nei procedimenti penali

1. Al trattamento dei dati relativi a procedimenti penali non si applica il limite previsto dall'art. 24 della legge n. 675 del 1996.

2. Il trattamento di dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'art. 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3, del codice di procedura penale è ammesso nell'esercizio del diritto di cronaca, secondo i princìpi di cui all'art. 5.

Articolo 13 - Ambito di applicazione, sanzioni disciplinari

1. Le presenti norme si applicano ai giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti e a chiunque altro, anche occasionalmente, eserciti attività pubblicistica.

Le sanzioni disciplinari, di cui al titolo III della legge n. 69 del 1963, si applicano solo ai soggetti iscritti all'albo dei giornalisti, negli elenchi o nel registro.

venerdì 12 novembre 2010

Intervento in C.C. sulla mozione di sfiducia BOCCIATA senza se e senza ma


IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
GARAU LUIGI
Il Consigliere Garau Luigi
Grazie Presidente; un saluto a lei, al Sindaco, agli Assessori, ai Consiglieri, al pubblico presente.
Non vorrei dilungarmi oltre modo perché visto i tempi, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare molti interventi, tutti molto interessanti, tutti molto attenti e non vorrei aggiungere ulteriori dati, numeri e recriminazioni a ciò che è stato già fatto da coloro che mi hanno preceduto.
Io sono molto attento quando si parla di toni pacati, di rasserenare il confronto politico e cerco di farmene anche portatore di questo messaggio; ne avrebbe bisogno questa cittadina di un attimo, di un momento di riflessione, che ci portasse tutti ad essere un po’ più sereni, un po’ più responsabili ed anche un po’ più pacati, perché in questa cittadina è da anni che si inscena una guerra, tra virgolette, ed è una guerra, guarda caso, che viene rimarcata anche in tutti gli interventi che mi hanno preceduto, è la guerra del piano urbanistico comunale. Parrebbe che da quarant’anni si attende che questa cittadina abbia una svolta, un disegno urbanistico adeguato per la sua crescita, per il suo sviluppo, e che in quarant’anni non si riesca mai ad ottenere questo risultato. Ma perché? Ce lo siamo chiesti tutti, cosa è che va a bloccare l’evoluzione dello sviluppo urbanistico di questa cittadina?
Le teorie che ci siamo permessi di concepire, a sostegno di questa tesi, sono diverse; quello che però non ci passa inosservato è che, nonostante non ci sia stata una politica tesa a portare l’approvazione definitiva del piano urbanistico comunale, ad Assemini si è costruito in questi quarant’anni, si è costruito anche tanto; circa 19 lottizzazioni che devono essere ancora collaudate, se non sbaglio, ho detto circa perché i numeri sono sempre opinabili, in questo caso, quando si parla di lottizzazioni; una serie di ristrutturazioni, una serie di ampliamenti. C’è stata un’intensa attività legata all’edilizia, allo sviluppo urbanistico.
Quindi, da una parte è bloccato, da una parte va avanti; c’è una contraddizione ed è una contraddizione che mette in evidenza un altro aspetto, che forse è quello più cruciale, è quello su cui noi stiamo cercando di dibattere, ma, niente niente, a qualcuno, è un’ipotesi, ripeto, è passata in mente la volontà proprio di non volerlo questo piano urbanistico, o di volerlo ad orologeria, o di volerlo in maniera che magari in questo momento, per la situazione anche di mercato che c’è nel settore immobiliare, forse è meglio non avere una pianificazione urbanistica?
Del resto non sono stato io a definire quel piano, presentato in Consiglio Comunale ad una settimana dalle elezioni, una bufala. Una maggioranza che porta in Consiglio Comunale, comunque, un piano urbanistico e lo definisce bufala, cosa può rappresentare come interesse per lo sviluppo urbanistico di questa cittadina?
Ma io non voglio parlare di bufale, voglio riportare un attimino indietro le lancette del tempo e ritrovarmi nel giugno del 2005, quando la allora minoranza interveniva in Consiglio Comunale per ricordare alla maggioranza di quel momento le inadempienze programmatiche; guardate, si differiscono di poco o nulla da quelle che oggi la minoranza sta recriminando a questa maggioranza. Sono passati cinque anni e questo che significa che i problemi, che questa cittadina si sta trascinando, sono quasi sempre gli stessi: il PUC, le scuole, la piscina, il territorio, la salvaguardia dal punto di vista idrogeologico che sembra essere andata a finire nel dimenticatoio, invece dovrebbe essere l’azione principale, fondamentale di questa cittadina, la messa in sicurezza del territorio, questo dovrebbe essere il punto fondamentale.
Allora, stavo dicendo, chi è che recriminava maggiormente questo inadeguato rispetto programmatico, perché pensate che nel programma del Sindaco Casula il PUC doveva essere portato in Consiglio Comunale entro sei mesi dall’insediamento di quella Giunta; è stato portato, come tutti sappiamo, dopo quattro anni e ad una settimana prima dal voto, ed è definito anche bufala, PUC bufala. Teniamoci a mente questa definizione.
Nel 2005 un esponente della allora minoranza, oggi fortunatamente non più nel circuito della politica locale, si era scagliato contro quella maggioranza dicendo che non aveva rispettato nessun punto programmatico previsto nelle dichiarazioni programmatiche dell’allora Sindaco Casula. A maggio del 2007 lo stesso Consigliere rimane in aula perché quella maggioranza, in grandissima difficoltà numerica, perché non aveva i numeri per votarsi il bilancio, altro che mozione di sfiducia, questo Consigliere rimane in aula e dice … devo dire che su talune decisioni contenute nel bilancio vedo anche l’accoglimento di alcune nostre richieste; cioè addirittura trova una serenità, un accordo con la maggioranza. Questo a maggio del 2007, tre mesi dopo che era stato adottato in aula il piano urbanistico comunale. Il problema, vedete, è proprio lì.
Perché un piano urbanistico comunale, che doveva essere realizzato tenendo conto delle indicazioni dei tecnici validi, come il professor Di Gregorio, che aveva indicato un limite oggettivo di inedificabilità che era stabilito in 4 metri piano di calpestio sul livello del mare, riferendosi alle isoipsa, allora perché in quel piano urbanistico, adottato a febbraio del 2007, c’erano delle zone pianificate che sono abbondantemente al di sotto di questo limite, di questa curva di livello, e perché a maggio poi ci ritroviamo questo passaggio?
Ecco, questo non è un modo di fare politica che ci appartiene, perché noi siamo andati lealmente nella Commissione urbanistica, ci siamo confrontati lealmente e abbiamo recepito queste indicazioni, le abbiamo fatte nostre e le abbiamo condivise con la minoranza, votando le linee guida per il piano urbanistico comunale; questo è un confronto serio e trasparente. Ed io mi allontanerei anche da quella che oggi viene più volte richiamata in quest’aula, la cultura del sospetto, è tutto sospetto, si fa questo perché c’è un parente, si fa questo perché c’è un amico, si fa questo perché c’è un capo bastone, un capo partito, la lottizzazione, la concessione edilizia, è tutto un susseguirsi di cultura del sospetto; la cultura del sospetto non porta a nulla, dobbiamo uscirne fuori una volta per tutte e ricondurre il confronto politico a quelli che sono i canoni del rispetto reciproco, della pacatezza, della correttezza, non si può insistere sulla guerra.
Io ho iniziato il mio intervento parlando di guerra; una guerra, forse opportunamente architettate e voluta per evitare che questo piano urbanistico passi l’adozione di questo Consiglio Comunale, per riportarci indietro ai Commissari straordinari, per riportarci indietro nel nulla. Io non voglio scappare dalle responsabilità, sono le responsabilità che ci hanno affidato i cittadini.
Guardi, a qualcuno che ha fatto riferimento alla composizione della Giunta, io non ho seguito il criterio del più votato diventa Assessore perché non mi ritengo adeguato, in questo momento, a ricoprire un incarico di questo genere, soprattutto in una macchina così complessa ed intricata come quella amministrativa; quindi, non mi sono accollato questo onere perché ho rispetto di questa macchina amministrativa, della sua complessità, e soprattutto del fatto che non la conoscevo. Sto cominciando a conoscerla, però non ho la presunzione di dire che la conosco e che sono anche guidarla; forse qualcun altro ce l’ha questa presunzione e qualcun altro l’ha anche decantata. Purtroppo i risultati non gli hanno dato ragione.
Volevo semplicemente riferirmi alla mozione di sfiducia, all’ordine del giorno.
Abbiamo trovato delle sentenze del TAR di Catania, che ha rigettato una mozione di sfiducia proprio perché i limiti della coerenza, delle motivazioni, della veridicità delle contestazioni, riferite al Sindaco, non erano adeguate, erano inconsistenti; io non questa mozione di sfiducia trovo grandi limiti di motivazioni di veridicità e di completezza, perché sono contestazioni che si rifanno, né più e né meno, a quelle del passato; come si può contestare, guardate, una cosa su tutte, emblematica, le mense scolastiche: nel 2007 venivano erogati, dalle mense scolastiche di Assemini, 98.000 pasti, nel 2010 205.000 pasti; più del doppio. Ma sono numeri o che cosa sono?
Ma non è questo il problema, perché il problema vero nessuno lo vuole fare risaltare. Il problema vero qual è? Che fino a ieri coloro che hanno chiesto l’esenzione del pagamento della mensa erano 269 famiglie, ed è un trend che va in aumento giorno dopo giorno; questo è il problema. Non siamo in grado di soddisfare l’utenza, non perché non siamo in grado di fare arrivare 250.000 pasti, ma perché non ci sono le risorse finanziarie per rendere autonomo questo servizio, perché ci sono 269 utenti che chiedono l’esenzione totale, vuol dire che questi utenti non hanno reddito.
Allora, se questi utenti non hanno reddito, forse non è più importante sottolineare questo aspetto? Forse non è più importante andare anche a verificare se le dichiarazioni, che vengono rilasciate, siano mendaci o meno? Perché lo scostamento, cioè la discrepanza tra i livelli di reddito e benessere nelle province italiane ha messo la nostra provincia ai primi posti, cioè da una parte ci sono dichiarazioni che lasciano trasparire una società alla fame, dall’altra c’è un flusso di danaro che fa trasparire il contrario. Allora. sarebbe opportuno anche andare a fare delle verifiche.
Poi, signor Sindaco, innanzitutto le riconosco l’onestà, che è una peculiarità che i politici dovrebbero avere al primo posto, la cosa caratterizzante, io gliela riconosco nella sua persona e nella sua funzione politica; ma dobbiamo cambiare anche comunicazione, forse un limite di questa Amministrazione è stato quello di non riuscire a comunicare all’esterno la nostra attività, il nostro impegno, perché io non ci sto, ma come me penso anche tutti i colleghi della maggioranza non ci stiamo ad essere tacciati di immobilismo, di incapacità, perché l’impegno da Consiglieri Comunali lo abbiamo profuso, ce l’abbiamo messo, e cavolo se ce l’abbiamo messo, abbiamo sottratto tempo alle nostre famiglie, alle nostre professioni, ai nostri interessi, e l’abbiamo fatto, ve lo assicuro, sicuramente non per un tornaconto economico visto che per tutta la vita ci siamo sempre sostentati economicamente con i nostri lavori, che non sono certo dati dal Comune di Assemini.
Con questo volevo rigettare al mittente certe insinuazioni di basso livello e, quindi, volevo riportare ancora una volta l’attenzione su questa, che era la mozione tre di sfiducia. Penso che sia una azione evidente, leggevo oggi sulla stampa che è stato eletto il nuovo Segretario del PD, penso che sia una mossa evidente per riportare all’azione politica, quella concreta, quella anche propagandistica, il partito dalla minoranza. Ben venga, è una azione, da questo punto di vista, che capisco, non la condivido, la capisco; ma, secondo me, non è la giusta strada da seguire per produrre quella collaborazione che questa maggioranza, che anche il Sindaco vi ha chiesto all’inizio della legislatura. I problemi di Assemini non sono i problemi della maggioranza o della minoranza, sono i problemi dei cittadini di Assemini, cioè quando io ho visto veramente questo scontro così acceso e strano sulla scuola, mi sono preoccupato, onestamente mi sono preoccupato, perché, guardate, se passate in corso Europa ci sono ancora le inferriate del muro di recinzione della scuola di corso Europa, con ancora avvolto quel nastro di imballaggi grosso così, è un nastro che è stato usato per appendere degli striscioni, dei manifesti, perché l’anno scorso venne fatta una manifestazione. Ecco, coloro che hanno utilizzato quel nastro, che hanno abbruttito un’inferriata che ha già i suoi problemi, l’hanno lasciata lì, è ancora lì; c’è gente che protesta, che sono i primi a scendere in campo, a manifestare che tutto va male, che tutto va storto, però sono anche i primi ad abbruttire un bene comunale, un immobile comunale e non porvi rimedio. Questa, dal punto di vista educativo, è l’immagine più sbagliata che si possa dare ai nostri bambini.
Quindi, ecco, il problema, dicevo il problema della comunicazione, che deve essere migliorata, perché no, anche scegliendo un addetto stampa, scegliendo un percorso diverso di comunicazione verso l’esterno, perché giustamente il cittadino ha bisogno di sapere, deve conoscere; direte: abbiamo rifatto il sito del Comune, OK, ma non tutti navigano su Internet, non tutti hanno questa accortezza; allora, ci sono altri mezzi, che sicuramente saremo in grado di individuare, per comunicare con la cittadinanza, per comunicare anche le criticità perché, attenzione, non si comunicano solo le positività. Sicuramente noi dobbiamo porre attenzione a quelli che sono i richiami della nostra cultura e delle nostre tradizioni, e in questo non possiamo dimenticarci, in questo modo particolare, del comparto agricolo; mentre a livello regionale c’è una vertenza, che quasi tutti cercano di inquadrare dal punto di vista del mondo pastorale, del mondo degli allevatori, non dimentichiamoci che Assemini ha una forte tradizione e una forte caratterizzazione dal punto di vista agricolo. Noi dobbiamo farci carico e porci in prima fila come sostenitori delle istanze dei nostri cittadini, che operano in quei settori.
Ci sarebbe tanto da dire in un intervento sicuramente caratterizzato politicamente come questo, e ci sarebbero anche tanti motivi per rilanciare accuse e discolpe, ma io volevo fare una precisazione: nell’ultimo Consiglio Comunale, quello in cui si è detto che l’Assessore all’ambiente sarebbe lasciato solo al suo destino, che l’avrebbe sostenuta solo il Consigliere di riferimento ed il signor Sindaco, c’ero anche io, anche io sono intervenuto, ma qui non è a discolpa, in favore o contro, sono intervenuto su delle considerazioni concrete, su passaggi concreti, su fatti; sono andato, innanzitutto, a mettere in evidenza, e questo è un risultato innegabile, che la raccolta differenziata nel Comune di Assemini ha raggiunto percentuali intorno al 70%; questo è un dato di fatto, poi ognuno lo può interpretare a modo suo. A parer mio, forse io vado in un supermercato diverso da quello dei colleghi della minoranza, però nei supermercati che frequento io, che la cittadina abbia subito un miglioramento è innegabile, dal punto di vista della pulizia e dello smaltimento dei rifiuti, è sotto gli occhi di tutti, e ho anche detto: certamente il servizio va migliorato, certamente va messo in atto tutto quanto sia possibile mettere in atto per far rispettare nei minimi dettagli il contratto d’appalto, però non buttiamo via il bambino con tutta l’acqua sporca, cioè stiamo attenti anche a diffondere messaggi sbagliati, perché la cultura del sospetto poi genera la cultura della violenza, la cultura del partito preso, la cultura della contestazione a tutti i costi.
Come vede, io sono dell’idea che la serenità ed il confronto, sottolineato dal rispetto, porterà questa maggioranza a confrontarsi serenamente con la minoranza. Possiamo metterci alle spalle questo passaggio, questa mozione di sfiducia e mettere davanti ai nostri obiettivi gli interessi dei cittadini di Assemini, in primo punto la messa in sicurezza del territorio, il piano urbanistico comunale, la piscina e tutti quegli altri punti, che io sono sicuro che questa Amministrazione sarà in grado di portare a termine.
Grazie.
P.S. ci scusiamo per gli errori dovuti alla
registrazione informatica.

martedì 2 novembre 2010

MIGNOTTOPOLI


Ancora impietriti per la tragedia che ha visto sciogliersi nel fango un pezzo di collina nei dintorni di Massa (tre le vittime recuperate)eccoci a sfogliare i giornali nazionali per cercare di fare il punto della situazione.
La notizia che rimbalza da un quotidiano all'altro ha poco a che spartire con la sicurezza del territorio e la mitigazione idraulica, solo in qualche articolo ci ricordano che il 95% del territorio nazionale è a forte rischio idrogeologico...auguri ci verrebbe da dire.
Purtroppo gli osservatori della politica nazionale hanno trovato ben altre motivazioni con cui impegnare i propri ragionamenti: il bunga bunga!
Sappiamo che il nostro è un paese di timorati di Dio e fedeli osservatori delle leggi cristiane ma di questi tempi la centralità del sesso nella vita pubblica sembra essere totale.
All'improvviso si aprono scenari imprevedibili e non c'è ora che passa senza introdurre una novità, escort, spacciatori, festini, pentite, minorenni e cacchi vari, tutto fa brodo quando dentro la pentola dev'essere bollito il premier.
La cosa farebbe sorridere allegramente se dietro non si paventasse un disegno improbabile ma possibile: un disegno che prevede l'"abbattimento del tiranno" a mezzo di orde di mignotte.
L'Europa osserva, il mondo osserva tra il serio e faceto cercando di farsene una ragione, possibile che l'italica penisola sia diventata all'improvviso un casino?
O forse appartiene alle debolezze di questa società lo scambio di favori sessuali a qualsiasi titolo, l'esempio classico in certi posti di lavoro dove inferiori cercano di fare carriera portandosi a letto qualche anziano superiore e magari riescono anche ad ottenere qualche vantaggio.
Chissà se tutto questo sarà capitato nel paese perbenista in cui ci troviamo a vivere, fatto sta che in questi giorni il giornalismo nazionale sembra una fucina di mignotte chiaccherone...all'improvviso tutte si ricordano dei politici, dei festini e delle orge.
Onestamente siamo preoccupati, sarebbe più opportuno dedicare le attenzioni dell'informazione nazionale alle colline che si sciolgono nel fango, alle vittime generate da queste sciagure, ad un piano per la mappatura e la messa in sicurezza del territorio.
Da queste parti il 22 Ottobre di due anni fa, il fango si è lasciato alle spalle cadaveri e distruzione, i lavori per la messa in sicurezza di quelle zone ancora non partono.
Delle prodezze sessuali dei nostri politici e delle mignotte che frequenterebbero (a detta delle stesse) non ce ne frega un bel nulla, il moralismo dei puritani ipocriti non serve a risolvere i problemi sempre più drammatici e molteplici che affliggono i cittadini.
Un autunno infuocato zeppo di tensioni e scontri sembra far da apripista ad una mignottopoli di cui non conosciamo l'origine e di cui ci preoccupa l'imprevedibile evoluzione.

venerdì 29 ottobre 2010

Facce da bombola


Piombati in questa cittadina da chissà quale centro e chissà quale ceto, eccoli i cultori della politica locale lanciarsi nelle più spregiudicate e inconsuete filosofie.
Come tradizione vuole, da una parte c'è il bene, dall'altra il male assoluto; da una parte la verità, dall'altra le favole.
Le accuse, non tanto velate, si sprecano e si ripetono in continui attacchi alle persone che hanno scelto nella vita di pensarla diversamente.
Si parla di servilismo, clientelismo e voto di scambio, come se niente fosse, come se fosse normale accusare le persone (incensurate) di compiere reati sistematici nascondendosi dietro al dito della politica.
Ma loro sono i cultori, gente che ha studiato (mica cazzi) non sappiamo con quale profitto e con quali tempi ma visti i risultati non possiamo di certo immagginare niente di buono.
Sicuramente possiamo capire da dove nasca questa inarrestabile passione per la politica e soprattutto per una certa parte politica...capita di ritrovarsi in età avvanzata per essere considerati giovani, non avere un impiego e nemmeno una valida prospettiva per ottenerlo e allora quale migliore occasione di quella che viene offerta dalla politica, basta sostenere le ragioni del padrone di turno e qualche beneficio arriverà.
Certo, diventa più problematico andare in giro a promettere ad ignari impreditori, la concessione di finanziamenti, grazie ad elaborate consulenze che nei palazzi che contano verranno esaminete a tempo record, ma ai nostri cultori poco importa, loro sono sempre dalla parte della ragione ed anche se ogni tanto si dimenticano di onorare gli impegni presi in campagna elettorale, eccoli nuovamente in pista a promettere un mondo migliore e soprattutto a combattere contro i nemici di classe.
E' vero che la passione è andata via via scemando visto il venir meno di cariche e indennità della prima repubblica, ma l'ambizione di accapparrarsi almeno quella dello scranno più alto, sembra non abbia abbandonato i nostri progressisti rampanti veri e inimitabili esperti dell'edelizia (economica e popolare) e della società ma anche ingrati ospiti di una cittadina che un po gli ha insegnato a vivere...

mercoledì 27 ottobre 2010

Intervento in Consiglio Comunale sullo stato delle scuole



A scanso di equivoci, pubblichiamo l'intervento (in forma di stenorendicontazione informatica) in Consiglio Comunale inerente le scuole della cittadina.
Ci preoccupa pensare che qualcuno abbia strumentalizzato un tema così importante a scopo di generare rabbia e confusione negli utenti.
Siamo consci del fatto che abbiamo tanto da fare davanti a noi e cercheremo di farlo nel migliore dei modi e nel più breve tempo possibile.

Interrogazione in C.C. sul Parco eolico di Macchiareddu




Il giorno 11 Novembre 2010 i gruppi consigliari Popolo della Autonomia - Partito sardo d'Azione hanno presentato questa interrogazione per chiedere delucidazioni sulle motivazioni che dal 2003 (anno in cui è stata stipulata la convenzione) ad oggi, non hanno fatto pervenire nelle casse comunali il gettito stabilito dagli accordi sottoscritti nella stessa convenzione.

mercoledì 20 ottobre 2010

Candidate e Candidati


Non possiamo goderci un attimo di pace e tranquillità che subito arriva qualche amico che ci informa di quanta attenzione venga dedicata nei nostri confronti da individui più o meno anonimi della prima e dell'ultima ora.
Niente di nuovo verrebbe da dire, le persone (anonime o meno) sono conosciute un po da tutti e le conclusioni sono state tratte a tempo debito.
Quello che risalta maggiormente è questa specie di accanimento ad personam orchestrato in maniera un po posticcia ma sempre teso alla denigrazione continua e senza contradditorio.
Prendi le candidature per l'elezione del consiglio di istituto, mi danno già candidato certo e nessuno si occupa di andare a verificare, bensì tutti a sparare e spalare...
sono un genitore che segue le vicende legate alla scuola frequentata dai propri figli, mai sia!
L'attacco è presto predisposto, d'accordo, considerando la qualità e la quantità degli elementi intervenuti nell'opera di discredito possiamo sorvolare serenamente, siamo certi (almeno di questo) che i nostri giorni non verranno turbati da certa gentaglia ma il problema è un altro, si utilizza la scusa delle candidature per parlare d'altro, per diffamare, ingiuriare e quant'altro.
Attività che era stata predisposta anche durante le elezioni provinciali dove il sottoscritto ha raddoppiato i voti della lista in cui era candidato, qualcun altro invece ha dimezzato i voti della lista di cui si proclamava leader, un flop?
Assolutamente no, i numeri sono relativi e per queste menti dotate di intelligenza non comune (non specifico in che senso) la volontà degli elettori è superflua, insomma sono di quelle persone che vincono anche quando perdono.
Ma torniamo alle candidature, proprio durante la tornata elettorale delle provinciali e di qualche comune dell'hinterland cagliaritano abbiamo potuto ammirare la performance dei candidati tosti: concubine, sorelle, fidanzati cugini e cacchi vari, tutti appassionatamente a sostenere la causa?
Non sembrerebbe a giudicare dai numeri rilevati dopo lo spoglio (da zero a quasi zero) e allora perchè candidarsi a più competizioni elettorali?
I malpensanti sussurrano che sia stato un'escamotage per frodare un mese di lavoro allo Stato, io non voglio seguirli in questi cattivi pensieri, ci sono autorità in grado di appurare fatti ed eventuali responsabilità.
Per sgomberare il campo da ogni tipo di equivoco, è giusto che chiarisca in modo netto ed indiscutibile che NON sono candidato a nessun tipo di elezione per cui i delatori che hanno affermato il contrario dovranno rivedere le loro posizioni e magari provare un po di vergogna per aver divulgato notizie false inerenti il sottoscritto.
Tornando alle candidature delle provinciali, ricordo quando un amico mi ha raccontato di un povero padre separato che andava a mendicare consensi per la figliola prodiga candidata (di servizio)per dovere e per amore visto che come controparte gli è stato promesso un trasferimento del fidanzato....
Chi vivrà vedrà e noi staremo qui ad osservare il tempo che trascorre e le nefandezze che si porta appresso augurandoci sempre un futuro migliore...si deus cheret e sos carabineris du permittanta.

martedì 19 ottobre 2010

ANDREA MELONI (chi è costui?)

Andrea Meloni
‎"La voce del padrone" recita il titolo del nostro beneamato consigliere.
Non sappiamo ancora se:
1.il nostro reduce abbia inteso compiere una severa autocritica
2. se fosse in preda ad una delle canne collettive con cui è solito dilettarsi...... insieme ai suoi compagni di maggioranza.

Queste frasi sono state prelevate da un commento postato su facebook a firma di questo sedicente Andrea Meloni, di cui onestamente conosco poco o niente, diciamo che è costume locale riccorrere alla vigliaccheria per lasciarsi andare nell'anonimato.
L'autore in questione non dice granchè di rilevante, si lascia andare diffamando e calunniando con affermazioni lesive sulla mia persona, mi dispiace per il fatto che non conoscendolo non posso dialogare con questo genio della cultura, mi auguro che questo signore si presenti e da buon tempone quale sembra che sia, riferisca dal vivo tutto il suo malumore nei miei confronti.
A proposito il cantore parla di titoli...per caso siamo cresciuti assieme? abbiamo frequentato gli stessi studi? Non so può darsi, basta farsi riconoscere e chiarire il tutto, io sono ottimista per cui non ho dubbi sul fatto che questa chiaccherata con il sedicente Andrea meloni avverrà al più presto, lo ero meno quando si trattava di chiaccherare con un certo Mariano Puddu (altro genio della cultura e della politica) che anonimo era ed anonimo è rimasto.
Mi viene spontaneo chiedermi: ma se siete così interessati al bene nella scuola perchè perdete tempo ad accanirvi contro il sottoscritto?
e ancora, ma perchè restare anonimi quando si è convinti di avere la verità assoluta in tasca?
Rispondete finchè potete farlo, nella vita si sa, a furia di prendere tramvate si rischia di non alzarsi più...

La verità nei fatti...


C O M U N E di A S S E M I N I
Provincia di Cagliari
“Servizio di ristorazione scolastica nelle scuole del Comune di Assemini”
COMUNICATO
In riferimento all’esigenza di chiarimenti espressa dai cittadini sul Servizio di ristorazione
scolastica, si desidera informare che il servizio di mensa scolastica è stato avviato il
giorno 5 ottobre 2010 nelle scuole in cui le condizioni igienico-ambientali erano adeguate
e nulla impediva il regolare e corretto svolgimento, più precisamente:
- tutte le scuole dell’infanzia, ad eccezione della “Edmondo de Amicis” di Via
Porto Torres;
- la scuola primaria “Efisio Carboni” di Via Asproni, ad eccezione di due classi
prime, per le quali non era stata richiesta, dalla Direzione Didattica al Comune,
l’istituzione del tempo pieno;
- la scuola primaria “Fedele Piras” di Via Firenze;
- la scuola primaria “Dionigi Scalas” di Corso Europa;
- la scuola secondaria di primo grado “Giovanni Pascoli”;
In data 13 ottobre 2010, è stato avviato il servizio anche per le due classi prime della
scuola primaria di Via Asproni.
Il servizio è ad oggi ancora sospeso nella Scuola Secondaria di Primo Grado “Costantino
Nivola” poiché l’Azienda ASL n°8, ha segnalato la presenza di topi e la necessità di
effettuare la derattizzazione, con la contestuale chiusura dell’edificio scolastico.
Riguardo infine alla scuola primaria “Antonio Gramsci” di Via di Vittorio e alla scuola
dell’infanzia “Edmondo de Amicis” di Via Porto Torres, per le quali è stata segnalata la
presenza di topi nelle aree esterne (cortile e giardino), si è proceduto a richiedere alla
ASL il parere sulla compatibilità dell’avvio del servizio di mensa con le operazioni di
derattizzazione.
In data odierna il Sindaco, a seguito delle risultanze dei sopralluoghi effettuati dalla ASL
8, ha stabilito, con propria ordinanza n°63, che la scuola secondaria “Nivola” dovrà
essere chiusa per gli interventi di derattizzazione dal 19 al 26 ottobre 2010.
Nella scuola primaria e nella scuola dell’infanzia di Via Di Vittorio/Via Porto Torres, si
dovrà provvedere all’intervento di derattizzazione delle aree esterne dal 19 al 26 ottobre
2010 e, pertanto, al fine della massima tutela degli alunni, degli insegnanti e di tutti
coloro che operano nel servizio di mensa scolastica, cautelativamente, si attiverà il
servizio a decorrere dal 27 ottobre 2010, ad avvenuta derattizzazione
Si desidera anche informare i cittadini che la richiesta del servizio di mensa scolastica è
cresciuta negli ultimi anni scolastici:
- nell’anno scolastico 2007/2008 sono stati erogati n° 98.853 di cui 46.063 nelle
scuole materne e 52.790 nelle scuole dell’obbligo
- nell’anno scolastico 2008/2009 sono stati erogati n° 123.376, di cui 52.951 nelle
scuole materne e n° 70.425 nelle scuole dell’obbligo;
- nell’anno scolastico 2009/2010 sono stati erogati n° 145.702, di cui 53.441 nelle
scuole materne e n°92.261 nelle scuole dell’obbligo;
- per l’anno scolastico 2010/2011 sono previsti n. 203.956 pasti, di cui 73.287 nelle
scuole materne e n° 130.669 nelle scuole dell’obbligo.
Tale maggiore richiesta ha comportato per l’Amministrazione Comunale la ridefinizione
della previsione di spesa e degli impegni assunti per l’attuale anno e per l’anno 2011.
Tuttavia, realizzando un notevole impegno amministrativo ed economico,
l’Amministrazione Comunale ha deciso di concedere alle Scuole e ai cittadini la totalità
dei pasti richiesti, in quanto ha riconosciuto valide le motivazioni di cui erano portatori
le Scuole e i cittadini richiedenti il servizio di mensa.
Il presente comunicato viene contestualmente trasmesso ai principali quotidiani regionali
e ai Sigg.ri Dirigenti scolastici, con richiesta di divulgazione delle informazioni in esso
contenute.
Assemini, 18 Ottobre 2010