mercoledì 22 dicembre 2010

Piano Triennale Opere Pubbliche


Il piano triennale OOPP 2011-2013 è stato approvato con una maggioranza schiacciante (12 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astenuto)intorno alla mezzanotte di un mercoledi di Dicembre che denota un'atmosfera surreale.
Il consiglio si apre con la solita, ripetitiva e bizzarra esibizione dell'"enfant prodige" della politica locale, i temi sono simpatici come al solito, "luminarie funebri" e commercianti inferociti al seguito.
Niente di nuovo si dirà, se in altri consigli tenevano banco gli avventori dei supermercati, oggi i protagonisti sono i commercianti di una certa via che legano lo scarso afflusso dei clienti alla bellezza delle luminarie.
Insomma, se uno gestisce una bettola, puoi metterci tutte le luminarie del mondo che l'attività rimane bettola, il problema è un altro, non avendo altri argomenti su cui imbastire una seppur minima linea di opposizione, ci si attacca a qualsiasi banalità pur di scagliarsi con livore becero e arrogante sulla maggioranza.
Niente di scandaloso visto che la predica viene da chi è stato sconfitto senza se e senza ma dal voto dei cittadini, una sconfitta che si palesa con lo sfaldamento della stessa minoranza e con la posizione critica intrapresa da alcuni dirigenti politici locali riguardo l'operato dell'aspirante sindaco (mancato).
Giusto per non farci mancare nulla, il giovane condottiero dei progressisti locali, ci ha riempito di insulti come è solito fare da ormai troppo tempo, la motivazione di tanta accredine? Avergli ricordato l'operato della maggioranza di cui faceva parte, come al solito le nostre affermazioni politicamente corrette sono viste come accuse, i loro insulti come dialettica politica.
Ai nostri tempi sarebbero bastate le due classiche "pedate nel sedere" per riportare alla ragione l'esagitato politico locale, purtroppo viviamo tempi duri per coloro che vorrebbero far prevalere il buon senso sull'arroganza, dovremo pazientare ancora e chissà aspettare che finalmente in questa cittadina si torni a parlare di politica nell'interesse generale senza insultare gli avversari di turno.