
Cagliari Provincia
Assemini.
Tensione nella maggioranza di centrosinistra in vista delle prossime elezioni di primavera
Continua la crisi della Giunta Casula
Venerdì 04 gennaio 2008
M aggioranza senza i numeri e con forti tensioni al suo interno. L'epilogo della Giunta di centrosinistra guidata dal sindaco Luciano Casula - le elezioni sono previste per la prossima primavera - sembra caratterizzato dalle difficoltà di tenuta e in questi ultimi tempi, in molti ipotizzano una fine anticipata. Addirittura la riunione del Consiglio comunale convocata alla vigilia di Natale non è riuscita a produrre neanche i tradizionali auguri perché la minoranza, viste le assenze tra i banchi della maggioranza, ha preferito abbandonare la scena facendo così decadere la riunione per mancanza del numero legale. «Non si capiscono le ragioni delle assenze tra i banchi della maggioranza - lamenta Venerando Mameli dell'Udc - ma sicuramente esistono frizioni al suo interno nonostante si debba decidere su argomenti anche importanti come la variazione del Piano delle opere pubbliche e per questo non possiamo garantire il numero legale in aula». Da qui la decisione di abbandonare la seduta. «Non è chiaro se le assenze dei consiglieri della maggioranza - lamenta il capogruppo dello Sdi Fabio Francesco Farci- dipendano da strategie dovute a interessi di partito». Di fatto in aula per la maggioranza mancavano i consiglieri Salvatore Cubeddu, Fabio Meloni e Pierpaolo Pisanu, quest'ultimo assente da alcuni mesi. I problemi all'interno della maggioranza di centrosinistra si erano accentuati l'estate scorsa con il passaggio all'opposizione dei due consiglieri dello Sdi Fabio Francesco Farci e Walter Medda appena attenuata con il rientro in maggioranza del rappresentante della Margherita Pierpaolo Pisanu. Scelta che ha garantito in questi ultimi mesi la maggioranza basata su un solo voto: in pratica dando il diritto di veto a ciascuno dei dieci consiglieri che assicurano al sindaco Luciano Casula la maggioranza all'interno dell'aula. «Qualche problema c'è e ne dobbiamo parlare- ammette il capogruppo della Margherita Fabio Meloni ed è indubbio che qualcosa debba cambiare se vogliamo presentarci vincenti alle elezioni di questa primavera». Insoddisfazione anche nelle file dei ex Ds. «È dalle primarie - sottolinea Simone Rivano - che chiedo un cambiamento nell'atteggiamento e prima o poi dobbiamo arrivare a parlarne più compiutamente».
Dal fronte dell'opposizione, il capogruppo di Forza Italia Davide Billai si dice «pronto a offrire la firma dei consiglieri dell'opposizione per mandare a casa il sindaco Luciano Casula prima che faccia ulteriori danni oltre a quelli che ha già fatto».
GIAN LUIGI PALA
Cagliari Provincia
Non è in linea con il Piano paesaggistico. Il Consiglio comunale dovrà modificarlo
Assemini, la Regione rispedisce il Puc al mittente
Mercoledì 09 aprile 2008
I l nuovo Piano urbanistico comunale (Puc) approvato dall'amministrazione comunale il 13 febbraio dello scorso anno è stato rispedito al mittente dalla Regione. La comunicazione partita il 25 marzo è arrivata in Municipio il 3 aprile. «Il Puc adottato», si legge nella missiva «non può ritenersi adeguato al Piano paesaggistico regionale (Ppr) in quanto gli elaborati non risultano conformi per la parte ricadente in ambito costiero e agli indirizzi contenuti nelle linee guida».
Nella stessa missiva composta da due pagine si sottolinea come il Puc «non risulti adeguato alle prescrizioni riguardanti i beni paesaggistici con valenza storico culturale e ambientale». In pratica, non sarebbero indicati nel Puc i beni archeologici da tutelare. Tra i rilievi più importanti si sottolinea però come, dall'esame «degli atti si evidenziano alcune problematiche in merito agli aspetti dimensionali del Puc, nonché alle scelte progettuali operate in relazione alle reali vocazioni del territorio nei confronti di nuove aree destinate a insediamenti residenziali, produttivi e per servizi generali».
Una bocciatura in piena regola del disegno urbanistico effettuato dall'amministrazione comunale e approvato poco più di un anno fa tra mille polemiche tra maggioranza e opposizione? «Nel modo più assoluto», taglia corto l'assessore all'Urbanistica Giancarlo Scalas, «ma anzi la conferma della collaborazione instaurata da subito con i responsabili della Regione». Di fatto l'elaborato è tornato indietro con l'indicazione delle modifiche da apportare. «Un paio di mesi fa ricevemmo alcune indicazioni dall'assessorato regionale all'Urbanistica», spiega l'assessore Scalas, «e in quell'occasione abbiamo chiesto una formale lettera con indicate le modifiche da apportare: se non l'avessimo ricevuta, la procedura sarebbe potuta andare per le lunghe, ritardando così l'approvazione di questo importante strumento atteso nella cittadina da quasi quarant'anni».
Cagliari Provincia
Assemini
Contestati dagli assessori
i manifesti sul Puc affissi dal sindaco
Sabato 12 aprile 2008
I l sindaco di Assemini Luciano Casula fa affiggere nella cittadina 300 manifesti per negare che «il Puc sia stato respinto al mittente» dalla Regione precisando allo stesso tempo «la correttezza delle notizie diffuse» ma quattro assessori su sei, con una lettera consegnata giovedì sera al segretario comunale, si dissociano dall'iniziativa. «Non condividiamo la personalizzazione della vicenda compiuta dal sindaco con il manifesto affisso al pubblico» scrivono nella lettera gli assessori al Bilancio Roberto Pili, ai Lavori pubblici Francesco Lecis, All'Ambiente Alberto Nioi e all'Urbanistica Giancarlo Scalas.
Proprio quest'ultimo avrebbe redatto il testo che poi sarebbe stato stravolto dal sindaco e fatto poi affiggere nella cittadina. Dunque, ben quattro assessori sui sei componenti la Giunta (cui si aggiunge naturalmente il sindaco) prendono le distanze lasciando a sostenere il sindaco i soli assessori alle Attività produttive Giannetto Murtas e alle Politiche sociali Marco Camboni. Di fatto, i rilievi della Regione riguardanti il Piano urbanistico comunale vengono ora fatti passare in second'ordine dalla spaccatura sempre più evidente tra il primo cittadino, la maggioranza del Consiglio comunale e ora anche all'interno della Giunta. Una situazione di tensione maturata negli ultimi mesi e intensificatasi in questi ultimi giorni dopo la comunicazione della Regione sulle modifiche da apportare al Puc che costringono così l'amministrazione comunale a dover rivedere il piano. (g.l.p.)
Cagliari Provincia
Assemini
Manifesti sul Puc:
l'opposizione attacca
Sabato 19 aprile 2008
S ui manifesti a firma della Giunta comunale (ma quattro assessori su sei se ne sono dissociati) affissi nei giorni scorsi ad Assemini dal sindaco Luciano Casula, ora i consiglieri dell'opposizione chiedono l'intervento dei Revisori dei conti. Dopo una rapida indagine contabile, infatti, «non ci risulta nessuna determinazione di spesa che autorizzava la stampa dei manifesti». I consiglieri dell'opposizione vanno anche oltre e «verificato l'uso del personale dipendente per affiggere i manifesti distogliendoli dal lavoro per cui sono pagati, si rileva la violazione delle norme contabili e un ulteriore danno causato al Comune». Unici rimasti solidali con il sindaco, l'assessore alle Attività produttive Giannetto Murtas e alle Politiche sociali Marco Camboni.
«Con il manifesto volevamo comunicare ai cittadini» spiega il primo cittadino «come il Puc non fosse stato respinto dalla Regione ma solo rimandato per delle correzioni».
G. L. P.
Cagliari Provincia
Assemini.
Duro scontro tra maggioranza e opposizione
Puc, al voto manca il numero legale
Giovedì 12 giugno 2008
S arà la prossima amministrazione comunale di Assemini ad approvare il nuovo Piano urbanistico comunale. Nella riunione di Consiglio comunale convocata ieri mattina (all'ordine del giorno «la riadozione del nuovo Puc», visto che quello già approvato lo scorso febbraio era stato rimandato indietro dalla Regione), si è assistito nel bel mezzo dei lavori alla mancanza del numero legale necessario per proseguire i lavori. «Abbiamo scelto noi di far mancare il numero legale alla riunione», spiega il capogruppo del Pd e candidato sindaco del centrosinistra Simone Rivano, «perché i consiglieri del centrodestra, pur avendo più volte dichiarato la loro incompatibilità a partecipare ai lavori consiliari, hanno invece deciso di partecipare alla discussione rischiando così di inficiare la validità stessa dell'intero Puc. Un rischio e un gioco al quale ci siamo subito sottratti nel momento in cui, nonostante i richiami, i consiglieri dell'opposizione hanno scelto di restare sui banchi a discutere dell'ordine del giorno».
«La maggioranza ha dato una sua interpretazione delle leggi», ribatte Carla Marras per il Pdl, «ma durante i lavori del Consiglio stavamo ancora discutendo dei preliminari del Puc senza entrare in merito a questioni private». A nulla sono serviti gli appelli del sindaco Luciano Casula prima e di alcuni esponenti dell'opposizione poi, perché si votasse in aula il nuovo strumento urbanistico. «Non possiamo perdere quest'ennesima occasione per favorire lo sviluppo e la certezza delle regole nella cittadina», è stato l'appello del primo cittadino. «Non approvando il Puc adesso», obietta Gianfranco Scalas, consigliere di Fortza Paris «i consiglieri potrebbero correre il rischio di dover rispondere di eventuali danni erariali per aver costretto a maggiori costi l'amministrazione comunale». (g.l.p.)
Cagliari Provincia
L'attività edilizia è bloccata in attesa del voto in aula. Protesta dei cittadini
Assemini, troppi ritardi sul Piano urbanistico
Giovedì 16 ottobre 2008
A ttività edilizia bloccata come confermano le ridotte entrate comunali della Bucalossi inferiori quest'anno di 200 mila euro. In città è ormai piena emergenza-Puc visto che il mattone, il più importante business dopo il tramonto delle discoteche e dei locali, sembra in stand by. In campagna elettorale l'attuale amministrazione di centrodestra aveva garantito di portare il Piano urbanistico comunale all'approvazione per settembre. Poi il sindaco Paolo Mereu ha corretto il tiro auspicando l'approvazione in aula «entro l'anno».
«Dopo gli incontri con i funzionari della Regione per mettere appunto le correzioni da fare al precedente Puc approvato dal Consiglio comunale l'anno scorso», spiega il sindaco, «stiamo ora incontrando i vari partiti». Compresi quelli dell'opposizione perché i numeri in Consiglio parlano chiaro: la sola maggioranza non è in grado di approvare da sola il piano urbanistico vista l'incompatibilità di diversi consiglieri essendo proprietari o parenti affini entro il quarto grado e così è necessario l'apporto di voti dell'opposizione. «Siamo ben disponibili ad approvare il Puc», annuncia il capogruppo del Pd Simone Rivano, «purché ci sia la disponibilità di rivedere la programmazione anche della parte urbana del territorio». Che tradotto, significa rivedere le volumetrie edilizie future dei Piani integrati (Pin) di Sa Costera e via Asproni «tutte aree al di sotto del livello del mare e quindi poco adatte per edificare» come spiega il consigliere del Pd Fabio Meloni. Ipotesi che non entusiasma l'attuale maggioranza più propensa a rivedere le volumetrie delle nuove aree artigianali indicate nel Puc approvato dal Consiglio comunale precedente. Ma c'è anche un'altra incognita e conseguenza dalla ritardata approvazione definitiva del Puc. A giorni si deve riunire la Commissione Bilancio e dovrà trattare la questione Ici sui terreni indicati nel Puc precedente come aree edificabili.
Cagliari Provincia
Assemini.
Slitta ancora il via al piano urbanistico, primo obiettivo della Giunta Mereu
Il Puc annaspa tra affari e veleni
L'accusa: qualche consigliere vuole lucrare con le varianti
Domenica 17 maggio 2009
Doveva essere presentato alla fine di marzo. «Una vergogna», dicono all'opposizione che parla di trattative sottobanco.
I l Puc è ancora al palo malgrado l'ultimo annuncio fatto all'inizio dell'anno che ne fissava la presentazione in Consiglio comunale per il 31 marzo. Indicato come primo punto da realizzare del programma della coalizione di centrodestra guidata dal sindaco Paolo Mereu, il piano urbanistico è finito in un cono d'ombra. Motivo: affari in corso.
Questo è quanto denuncia senza mezzi termini il consigliere del Pd Francesco Lecis. «Una vergogna: a causare il mancato rispetto dell'impegno a discuterlo entro marzo è soltanto l'ennesimo"assalto alla diligenza" di alcuni della maggioranza che non si mettono scrupoli a fare affari con il territorio».
Si parla di alcune varianti introdotte nelle ultime settimane di cui sarebbero interessati eminenti esponenti della maggioranza: quanto basta per creare fibrillazioni all'interno della stessa coalizione con una riunione svolta proprio l'altro giorno dai toni molto accesi. «Abbiamo visto le ultime carte prodotte» sottolinea ancora Francesco Lecis «e stiano pure tranquilli che noi stiamo vigilando e non permetteremo che alcuni esponenti della maggioranza possano lucrare con i propri terreni a scapito dei cittadini che attendono invece di veder regolato lo sviluppo urbanistico del territorio da ormai 40 anni». A tanto risale infatti il vecchio Piano regolatore datato 1970. La precedente amministrazione di centrosinistra nel 2007 aveva approvato in Consiglio comunale una nuova versione del Puc. Respinto dalla Regione per alcune correzioni, è però già in parte vincolante: obbliga i proprietari terrieri interessati dalle modifiche a pagare l'Ici anche se ancora non possono ancora edificarli. Una situazione davvero paradossale e per questo c'era la necessità che il Consiglio comunale approvi la nuova versione riveduta e corretta.
«Il ritardo del Puc», risponde l'assessore all'Urbanistica Carla Marras «dipende da questione puramente tecniche, di facile comprensione». Una per tutte: «dovevamo reincaricare i progettisti per la rivisitazione del Puc e questo ci ha comportato quasi due mesi di trattative lasciando tutto fermo e impedendo di rispettare l'impegno del mese di marzo». Poi è arrivato il cambio alla Regione. «E la decisione di cambiare il Piano paesaggistico regionale (Ppr) al quale dovremmo adeguare il nostro Puc» spiega il sindaco Paolo Mereu. Un nuovo intoppo. «Il 27 e il 29 di questo mese» annuncia ancora il sindaco Mereu «ci incontreremo con i funzionari della Regione per farci illustrare le indicazioni del nuovo Ppr e solo allora potremo definire le linee del nostro Puc».
GIAN LUIGI PALA
Cagliari Provincia
Assemini.
Il caso politico
Il Puc ancora al palo:
da quarant'anni
resta un'incompiuta
Venerdì 19 febbraio 2010
D a quarant'anni il Comune di Assemini non riesce ad approvare il Piano urbanistico (Puc). E anche gli ultimi tre anni sono stati di inutile attesa. È scaduto ieri l'elaborato urbanistico presentato dalla precedente amministrazione di centrosinistra, nonostante i proclami annunciati ma sempre rinviati dall'attuale coalizione di centrodestra guidata dal sindaco Paolo Mereu. «Il Puc è la priorità del nostro programma amministrativo», ha sempre ripetuto il primo cittadino. Di fatto, dalla sua seconda elezione nel giugno del 2008, la pratica del Puc è rimasta al palo sino al punto attuale: sono decaduti alcuni effetti della precedente bozza approvato dal Consiglio comunale ma respinta dalla Regione che aveva chiesto di effettuare alcune correzioni. Da allora non si è più riusciti a ripresentare e votare in aula consiliare lo strumento urbanistico.
C'è qualche immediata conseguenza almeno a partire da oggi: «Sono infatti decadute le misure di salvaguardia del Puc approvato tre anni fa dal Consiglio comunale», spiega l'assessore all'Urbanistica Carla Marras, «così si ritorna alle regole del vecchio Piano di fabbricazione». Che risale, nientemeno, al 1970. Quando Assemini assisteva al boom industriale e l'agricoltura era ancora risorsa economica trainante.
Ma come si è potuto ritardare così tanto nel ripresentare all'esame del Consiglio comunale l'approvazione del nuovo Puc? «Era pronto», assicura l'assessore Marras, «sennonché a dicembre la Regione ci ha chiesto il Piano adeguamento idrico (Pai) che ci obbliga al bando di gara con l'incarico ad un progettista. Altro tempo che passa». Nel frattempo la coalizione di centrodestra pensa di portare tra qualche giorno in Consiglio la variante al Piano di fabbricazione (Pdf) trasformando così alcune aree all'interno del centro abitato scatenando però le filippiche dell'opposizione che ha visto nell'iniziativa vantaggi diretti, immediati e personali di alcuni esponenti della maggioranza stessa. «Certo, andiamo a trasformare anche quelle aree», ammette Carla Marras, «ma i vantaggi sono anche per gli tutti gli altri cittadini che hanno terreni all'interno del centro abitato. Comunque il Puc lo porteremo in Consiglio comunale e dopo le manifestazioni di collaborazione dell'opposizione voglio proprio vedere cosa si intenderà fare».
La situazione vede la maggioranza, da sola, non in grado di poter approvare il nuovo impianto di sviluppo urbanistico del territorio dal momento che molti esponenti sono proprietari di aree soggette a trasformazione e non potranno partecipare ai lavori E così l'apporto, anche di voti, dell'opposizione diventa determinante. Anzi: indispensabile.
GIAN LUIGI PALA
Cagliari Provincia
Assemini.
L'opposizione all'attacco con un volantino. La Giunta si difende dalle accuse
Il Puc saltato? «Colpa del geologo»
L'assessore: all'improvviso ci hanno chiesto nuovi documenti
Martedì 23 febbraio 2010
«Il tecnico non si è più visto dopo la nomina». Il Puc atteso da decenni. Ora si ritorna al vecchio piano di fabbricazione. Botta e risposta.
«Il Piano urbanistico comunale è morto, vergognatevi». Così recita un volantino diffuso nei giorni scorsi in città dal circolo "Fedele Lecis" del Pd di via Etruria. «Nonostante le promesse del sindaco Paolo Mereu fatte in campagna elettorale e tutte le garanzie di approvarlo entro la scadenza legale» si legge nel volantino, «dopo 20 mesi di amministrazione del centrodestra siamo giunti invece alla morte annunciata del Puc». E si ritorna «al Piano di fabbricazione del 1971» come insiste il volantino «nonostante siano stati spesi 600 mila euro per la stesura degli elaborati».
POLEMICA Una situazione che aveva già fatto sollevare i consiglieri comunali dell'opposizione tutti di area Pd. «Così si attua una politica rivolta a tutelare gli interessi di qualche cittadino» si insiste nel volantino «ma questo non è fare politica e tantomeno amministrare la Cosa pubblica». E il riferimento è all'intenzione dell'amministrazione comunale di portare quanto prima in Consiglio comunale l'approvazione della variante al Piano di fabbricazione ferma alla revisione fatta nel 1984 dopo l'approvazione del 1971.
Accuse e sospetti respinti dalla maggioranza. «Il Puc era pronto» replica l'assessore all'Urbanistica Carla Marras «ma nessuno poteva prevedere che la Regione ci richiedesse un ulteriore elaborato di compatibilità idrogeologica che necessita di un bando di gara e l'assegnazione dell'incarico ad un professionista».
CONTRASTI A tutto questo si aggiunge anche il contrasto tra gli amministratori comunali e i progettisti già incaricati degli elaborati necessari per la presentazione del Puc in Consiglio comunale: da qualche settimana infatti il geologo che doveva presentare il rapporto ambientale non si è fatto più vivo. «Ci ha spiegato che non stava bene» spiega l'assessore Marras «e ora lo riconvocheremo chiedendogli di presentarsi. Se così non avvenisse, gli revocheremo l'incarico». Sulle polemiche riguardanti la variante del piano di fabbricazione, l'assessore Marras sottolinea che «si tratta di modifiche che interessano tutti i proprietari di aree entro la cinta urbana. Favoriscono qualcuno? Non c'è nessun imbroglio come qualcuno dice ed è invece vero come il Comune verrebbe ad acquisire, con le cessioni che ne deriverebbero, 20 mila metri quadrati di superficie senza dover spendere un euro».
GIAN LUIGI PALA
