mercoledì 25 maggio 2011

RASSEGNA STAMPA





Copuletta e panada alla «Prova del cuoco»

Scelti i piatti che rappresenteranno l’isola nella trasmissione della Rai
prova del cuoco, panada, copulette,


di Barbara Mastino

La giuria e i vincitori della rassegna gastronomica «Città di Ozieri»

La giuria e i vincitori della rassegna gastronomica «Città di Ozieri»

OZIERI. La deliziosa copuletta di Ozieri e una squisita panada di Assemini, entrambe accompagnate dai vini di Sennori, rappresenteranno la Sardegna nella prossima edizione della fortunata trasmissione televisiva di Rai Uno «La prova del cuoco».

Questo il responso di Anna Moroni, co-conduttrice della trasmissione e capo della giuria che ha scelto i vincitori della decima rassegna enogastronomica «Città di Ozieri». Primo posto per la copuletta preparata da Gavina Satta di Ozieri. La giuria composta dall'enogastronomo Giovanni Fancello, da Gian Luigi Madau e dal presidente dell'Onav Gian Mario Tosi ha abbinato allo squisito dolce il pregevole moscato di Salvatore Ogana di Sennori. Secondo posto per la panada con anguille, presentata dall'associazione culturale «Le amiche di zia Lella» di Assemini, in abbinamento ancora a un vino di Ogana, questa volta un vermentino.

Al terzo posto due ozieresi: Lucia Iacomino, con uno squisito agnello al finocchietto selvatico; e Giuseppe Manca, produttore di un eccellente vino rosso. Quarte ex aequo cinque ozieresi (Michela Cherchi, Annetta Bua, Elisa Iacomino, Maria Antonietta Pasciu, Laura Dettori); Maria Fiori di Banari e Piera Marras di Mores.

Gavina Satta e «Le amiche di zia Lella» parteciperanno quindi a «La prova del cuoco» nella prossima stagione televisiva, garantendo così una ribalta nazionale anche ai prodotti della tradizione culinaria sarda. Un risultato che premia i dieci anni di lavoro della rassegna ideata e organizzata dallo chef Mario Amati, presidente per il nord Sardegna della associazione professionale «Cuochi italiani».

Il raggiungimento di questo prestigioso traguardo significa la riuscita del principale obiettivo della rassegna, nata appunto per riscoprire e promuovere i tesori della gastronomia e dell'enologia locale. «Stiamo rischiando di perdere questi importanti valori della cultura e del nostro cibo perché se ne fa e se ne parla sempre meno - dice Mario Amati -. Stiamo consumando cibi sui quali non faccio commenti: se non si recupera in tempo, tutto è destinato a cadere nell'oblio. Riscoprire queste tradizioni è un onere prima di tutto delle famiglie, quindi poi delle istituzioni e delle associazioni di categoria».
24 maggio 2011

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