
Interrogazione parlamentare di Mauro Pili
PILI : RISCHIO SPECULAZIONE IMMOBILIARE
SULLA BOMBA ECOLOGICA DELL’EX FAS
L’INGRESSO DI CAGLIARI SAREBBE BLOCCATO DA UN INSEDIAMENTO DI 10.000 ABITANTI
...“Una bomba ecologica all’ingresso di Cagliari, centinaia di migliaia di metri cubi di volumetria industriale acquistati per quattro soldi, nessuna garanzia per la bonifica ambientale e soprattutto il progetto di una nuova città capace di congestionare all’inverosimile la principale porta d’accesso alla capitale della Sardegna”.
La denuncia è del deputato sardo Mauro Pili che ad aprile scorso aveva messo nero su bianco con una puntuale interrogazione ai Ministri competenti il progetto di una mega speculazione urbanistico immobiliare nell’area dell’ex FAS di Elmas, proprio all’ingresso di Cagliari.
Stamane alla Camera Pili ha chiesto ai Ministri di rispondere con urgenza all’interrogazione per la quale sarebbero stati già acquisiti tutti i documenti necessari.
“Siamo davanti ad un progetto – sostiene Pili - che per procedure, destinazioni urbanistiche e impatto ambientale, rischia di stravolgere l’assetto già precario dell’area vasta di Cagliari, pregiudicando in modo definitivo il già congestionato ingresso alla capitale della Sardegna”.
“Ci sono troppi elementi di questo affare – sostiene Pili – che devono essere chiariti. A partire dalle bonifiche ambientali. Nessuno, per esempio, – sostiene Pili – ha definito il costo degli interventi ambientali e certamente questo compito deve essere affidato ad un soggetto terzo, non certo al privato ma nemmeno al Comune. E’ quantomeno inopportuno – come invece è stato fatto – sostenere che per compensare un alto costo delle bonifiche occorre assegnare maggiori volumetrie residenziali ai privati”.
“L’area dell’ex Fas deve essere bonificata a prescindere dallo sviluppo immobiliare, e non può essere avanzata nessuna compensazione di quei costi sul piano urbanistico, qualsiasi altra interpretazione risulterebbe illegittima e illegale” – sostiene Mauro Pili.
“Un intervento di questa natura, in un’area così sensibile sia sul piano ambientale che territoriale, non può essere affrontato nel silenzio più totale e soprattutto senza un coordinamento regionale e provinciale. Le implicazioni sono di tale rilievo che è impensabile che lo sviluppo urbanistico dell’ingresso della principale città della Sardegna venga deciso senza il coinvolgimento di tutti i soggetti istituzionali interessati, a partire proprio dal Comune di Cagliari, dalla Regione e dalla Provincia.”
“E’ indispensabile che il Ministro dell’Ambiente – sostiene Pili -disponga con urgenza una verifica di concerto con l’assessorato regionale dell’Ambiente per accertare la reale situazione del disinquinamento e della bonifica ambientale. Prima di qualsiasi atto devono essere codificate le condizioni di bonifica e i relativi costi e fornite le opportune garanzie per il ripristino. La bonifica non la possono pagare né i Comuni, né la Regione, e tantomeno si può ricorrere alla trasformazione residenziale di quei volumi con l’unico intento di favorire un affare sulle spalle dei cittadini”.
“L'area dell’ex FAS, per tipologia e caratteristiche, potrebbe rispondere ai criteri di individuazione dei siti inquinati d'interesse nazionale e per questo motivo è indispensabile un immediato approfondimento ministeriale” – sostiene ancora il parlamentare sardo. Le norme – aggiunge Pili – esplicitano con chiarezza l'obbligo del proprietario del sito contaminato di farsi carico degli oneri connessi alla messa in sicurezza e bonifica nonché quelli conseguenti all'accertamento di ulteriori danni ambientali. Qualsiasi tentativo diverso confligge con la legge e con la corretta amministrazione”.
“Gli interventi di bonifica e messa in sicurezza – ribadisce Pili- devono essere verificati dal Ministero e dalla Regione e la quantificazione degli oneri deve essere iscritta, come previsto dalle norme vigenti, nel certificato di destinazione urbanistica. Questo è il primo passaggio da definire, qualsiasi altra strada amministrativa oltre ad essere illegittima favorirebbe una speculazione immobiliare destinata a compromettere l’intera area metropolitana di Cagliari”.
“L'affermazione contenuta nella delibera del Consiglio comunale di Elmas del 18 gennaio 2010 sull'area ex FAS, dove si afferma che la soluzione di bonifica richiesta «risulta particolarmente onerosa per l'operatore privato e crea in capo allo stesso un onere superiore rispetto a quello richiesto dalla legge» - ribadisce Pili - è destituita di ogni verifica e rappresenta un vulnus nell’applicazione della legge”.
“Non può essere il Comune – sostiene Pili - a definire il costo della bonifica e soprattutto non può disporre un “pagamento” delle stesse con una compensazione urbanistica”.
“Il presunto progetto di riqualificazione dell'area, con la paventata sostanziale modifica della destinazione urbanistica, - sostiene Pili - confligge con le principali funzioni pubbliche dell'area. La viabilità statale interessata a quell'area, con la funzione di raccordo di tutto il sud Sardegna con l'aeroporto di Elmas e lo stesso ingresso a sud della città di Cagliari, risulterebbe – prosegue il deputato - fortemente compromessa. Il congestionamento di quell’area avrebbe, poi, un impatto pesantissimo sulle infrastrutture aeroportuali strategiche della Sardegna”.
“Il carico urbanistico, – conclude Pili - risulterebbero ipotizzati oltre 10.000 nuovi residenti e strutture commerciali fruibili da decine di migliaia di utenti al giorno, sarebbe senza alcun dubbio in contrasto con i piani di sviluppo aeroportuali valutati da Enac e della viabilità statale pianificati e realizzati da Anas di concerto con la regione Sardegna”.