
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO constatato il numero legale dei presenti, n.16
Consiglieri e l‟assenza di n.5 Consiglieri Sigg.ri: Berretta Giuseppe, Lecis Francesco, Nioi Ignazio, Rivano
Simone e Serra Filippo, dichiara aperta la seduta e procede alla nomina degli scrutatori nelle persone dei
Consiglieri Sigg.ri: Garau Luigi, Collu Sandrino e Meloni Fabio.
Il Presidente apre la fase delle interrogazioni alla quale intervengono:
CONSIGLIERE MELONI FABIO Grazie signor Sindaco e signor Presidente. Un saluto alla Giunta, ai Consiglieri e
al pubblico presente. Prendo spunto dai lavori evidenti che ci sono sulla 130, quelli di messa in sicurezza con
il guard-rail, e da notizie apprese dalla stampa, anche circa incontri avuti dalle amministrazioni interessate, dai
Sindaci stessi, con l‟ANAS. Perché, sollecitato anche da alcuni cittadini, preoccupati di quello che sta
avvenendo, non tanto per i lavori che ovviamente soddisfano tanti, perché stiamo parlando della messa in
sicurezza nella 130, da tanto tempo tutti i cittadini interessati chiedevano una soluzione, bensì dal fatto che,
ovviamente, sempre sul fronte della sicurezza, si dice che si stia già prendendo in considerazione la chiusura
degli accessi. Pertanto, raccomando al signor Sindaco di riferirci in merito agli incontri che stanno avvenendo
dell‟ANAS, eventualmente anche di dipanare questi dubbi e queste perplessità, in modo che, qualora ci
fossero anche iniziative di una certa importanza, che comunque possano investire quella che è la quotidianità
delle famiglie che stanno al di là della 130, possono essere avvertite per tempo. Non sarebbe male,
eventualmente, trovare un momento con il quale la stessa Amministrazione informi su quello che sta
accadendo e, magari, anche riprovare a pensare ad una viabilità alternativa, come a suo tempo fu fatto e che
poi, immagino anche per problemi non legati alla volontà dell‟Amministrazione, sono andati perduti. Parlo
ovviamente di controstrade che, in qualche modo, metterebbero in modo definitivo in sicurezza tutta la 130.
Si dà atto che entrano in aula i consiglieri Sigg.ri Giuseppe Berretta e Ignazio Nioi (consiglieri
presenti n. 18)
CONSIGLIERE SCANO ANTONIO Sempre sull‟argomento di cui ha appena parlato il collega Meloni.
Sembrerebbe, come ha detto lui, che chiudano gli incroci a raso, cioè di sicuro non possiamo permetterci di
fare come sempre, che aspettiamo che chiudano gli incroci a raso per poi vedere cosa fare. Io direi che,
siccome in ogni caso si andrà in quella direzione, è indispensabile che vengano attivate delle procedure di
esproprio delle fasce, per salvaguardare la viabilità di tutte le persone che hanno, comunque, le uscite in
quella zona. È necessario intervenire immediatamente, perché noi rischiamo, da un giorno all‟altro, di vedere
chiuse le strade e queste persone cosa fanno? Volano? I singoli cittadini, se non ci sono delle regole,
naturalmente, costruiscono i loro lotti. Noi abbiamo il dovere di fare le controstrade, anche velocemente e,
magari, vedendo almeno di approcciare e di farle in terra battuta, ma di farle immediatamente. Noi rischiamo
veramente di trovare i nostri concittadini isolati lì, con tutti i problemi che ne deriverebbero. Quindi, condivido
appieno la preoccupazione del collega Meloni, chiedo anch‟io che si prenda una decisione in tal senso.
CONSIGLIERE MELIS IGNAZIO Grazie signor Presidente, signor Sindaco, Assessori, Consiglieri e pubblico
presente. Ho alcune interrogazioni da presentare. La prima al Presidente del Consiglio, al signor Sindaco,
all‟Assessore competente. Nell‟arco di un anno e mezzo, con una serie di delibere, l‟Amministrazione ha dato
sostegno finanziario ad alcune iniziative editoriali, come ad esempio compartecipando ai costi di produzione
del libro “All‟ombra del campanile”, con la somma di 2.250 euro e stabilendo, nel contempo, che
all‟Amministrazione Comunale sarebbero state assegnate, a titolo gratuito, 500 copie. Intervenendo,
finanziando la stampa di 1.000 copie del libro di Hans Kitzmuller che tratta la monografia sul Conte Cecconi,
con una spesa di 5.500 euro. Ha finanziato i costi, complessivamente, pari a 1.600 euro derivanti dall‟acquisto
di novanta volumi del libro intitolato “Gioele Floris e altri racconti”, da donare agli alunni delle scuole e ha
finanziato una campagna di sensibilizzazione per l‟allattamento al seno, assegnando il contributo di 4.500
euro, di cui 4.200 per l‟acquisto di mille copie del volume “Il dono del latte” e 300 per la pubblicizzazione
dell‟evento. Dico subito che ritengo si tratti di iniziative e temi importanti e meritevoli, sicuramente, di maggiore
e costante attenzione. Dico, però, che denoto anche una certa sproporzione, anzi una sproporzione immensa,
solo a pensare che per la biblioteca, quindi per tutta la collettività, erano stati destinati in bilancio solamente
2.000 euro, mentre per gli eventi che ho appena indicato sono stati spesi circa 14.000 euro. È una
sproporzione che ha caratterizzato questa legislatura anche in quest‟ambito, che difficilmente cambierà rotta.
Non posso non fare, poi, una piccola riflessione sull‟acquisto del libro per una campagna di sensibilizzazione
per l‟allattamento al seno; io penso ad una campagna di sensibilizzazione come ad un intervento pianificato e
ripetuto nel tempo, per un certo periodo di tempo, per sensibilizzare, appunto, e attirare l‟attenzione delle
persone e delle loro coscienze verso un determinato tema. 3
Non è stato proprio così, tra l‟altro si è finanziata una ristampa del libro, in mille copie, dove la pagina
di prefazione è a firma dell‟Assessore alle Politiche Sociali, con tanto di fotografia e note autobiografiche, cose
che nulla hanno a che fare con una prefazione. L‟impressione, come è capitato spesso e volentieri, è che si
sia scambiata la campagna di sensibilizzazione per campagna elettorale. Chiedo, comunque, di sapere che
fine hanno fatto le copie dei volumi acquistati, sono state distribuite? A chi? Con quale criterio? Oppure si
trovano anche a marcire in qualche scantinato? Si chiede risposta scritta e orale. Ho un‟altra interrogazione,
al Presidente del Consiglio, al signor Sindaco, all‟Assessore competente. In merito al bando di concorso per
la formazione della graduatoria generale per l‟assegnazione, in locazione, degli alloggi di edilizia residenziale
pubblica, di proprietà dell‟Azienda Regionale per l‟edilizia abitativa, ancora in corso, si è riscontrato che, ai
cittadini che ritirano il modulo di domanda, viene consegnato un foglietto con l‟indirizzo di alcuni sportelli
afferenti ad alcuni sindacati, cui essi possono rivolgersi per avere ausilio nella compilazione delle domande.
Questi sportelli sono ubicati tutti a Cagliari. Si chiede, al riguardo, di sapere: considerando che in città
vi sono numerosi sportelli che svolgono le medesime funzioni, come mai e su quali basi e disposizioni
vengono indicati solamente i tre sportelli suddetti, costringendo i cittadini interessati a recarsi a Cagliari per la
compilazione delle domande. Se risulta che uno dei tre sindacati è stato indicato erroneamente, così come
dichiarato telefonando ai nume riindicati nel foglietto in questione. Se risulta, come emerge da numerose
lamentele, che l‟assistenza che viene fornita lascia a desiderare e spesso è disorientante per i cittadini. Se il
servizio è gratuito. Chiedo risposta scritta e orale. Ancora un‟altra piccola interrogazione, mi rendo conto che
questa non è la priorità, però al Presidente del Consiglio, al signor Sindaco, all‟Assessore competente. È da
tempo immemorabile che la chiesetta di Sant‟Andrea ha perso parte del piccolo campanile a vela, nonché
parte delle tegole del tetto, facendo da pessimo ed emblematico biglietto di presentazione della città ai cittadini
in transito nella statale. Si chiede, pertanto, di sapere se e cosa si è fatto finora per restaurare l‟edificio e, in
caso di risposta negativa, se non si ritiene di intervenire per restituire un minimo di decoro alla Chiesa e
all‟abitato e cosa osta ad un intervento che non sembra così impossibile da realizzare in termini operativi e
finanziari. Chiedo risposta scritta e orale. Un‟ultima piccola interrogazione, al Presidente del Consiglio, al
signor Sindaco e all‟Assessore competente. In relazione all‟iniziativa denominata “Apprendistato” si chiede, a
seguito della rimodulazione della stessa, qual è in maniera dettagliata lo stato di attuazione del progetto.
Chiedo risposta scritta e orale.
CONSIGLIERE BERRETTA GIUSEPPE Buonasera a tutti, è proprio telegrafica. Da più parti mi sento chiedere
perché ancora il centro di salute mentale di Piri Piri, con i servizi annessi, non è aperto. Vorrei sapere se, per
caso, il Sindaco è a conoscenza dei motivi per cui ancora la ASL non ha trasferito i servizi.
CONSIGLIERE NIOI IGNAZIO Grazie signor Presidente. Una raccomandazione e una interrogazione. Ho avuto
modo, come credo diversi colleghi Consiglieri, di recarmi all‟ecocentro, all‟isola ecologica aperta qualche mese
fa sulla ex via Sulcitana, oltre Assemini. Ancora l‟ecocentro, a distanza di alcuni mesi, ha le caratteristiche di
provvisorietà del sito che era prima ubicato in viale Francia, perché la provvisorietà c‟era al momento
dell‟apertura, e si poteva capire il motivo dell‟urgenza, però l‟ultima volta che mi sono recato all‟isola ecologica,
il mese scorso, aveva ancora alcuni difetti che sono di organizzazione, ma anche strutturali. Il sito ancora è
sprovvisto, non è dotato di energia elettrica, non è dotato di acqua, non è dotato di quel minimo di servizi che
mettono in sicurezza anche il lavoro degli operatori. Quindi, è qualcosa a cui bisogna urgentemente porre
rimedio, per tutelare l‟incolumità degli operatori, di chi opera lì e per tutelare anche l‟incolumità dei cittadini che
vi si recano. Perché sono quei motivi, quegli aspetti di disorganizzazione che disincentivano il cittadino, che
invece sta rispondendo abbastanza bene sul sistema di raccolta differenziata. Quindi, è il caso di provvedere
e di mettere in regola quel sito, perché diversamente è un sito che rischia la chiusura, in quanto non proprio
rispettoso di alcun canone di sicurezza. L‟interrogazione riguarda, invece, un altro aspetto, ne do lettura. “Al
signor Presidente del Consiglio Comunale, al signor Sindaco, al Signor Assessore dei Servizi Tecnologici e
Ambiente. I sottoscritti Consiglieri Comunali portano alla vostra attenzione una situazione riferita ad un singolo
appalto di servizi, che coinvolge però la generalità degli appalti di servizi che questa Amministrazione affida
con i relativi rapporti contrattuali”. La situazione che vado a rappresentare si riferisce ad un unico contratto,
però è estensibile agli altri contratti. “Il servizio di pulizia degli uffici comunali è affidato con contratto di servizio
stipulato con la ditta Medigas Società Cooperativa di Cagliari; essendo prossima la scadenza del contratto si
impone l‟esigenza di assicurare la continuità del servizio, finora svolto nel rispetto delle prescrizioni contrattuali
e, si ritiene, con soddisfazione dell‟Amministrazione per la qualità dello stesso servizio. La scadenza del
contratto induce preoccupazione per la continuità occupativa del personale impiegato, in disparte gli
adempimenti derivanti dalla disciplina dei contratti di servizio e della proroga che eventualmente
l‟Amministrazione intenda disporre, è indubbiamente l‟esigenza di dare notizie per rassicurare il personale e
l‟impresa sul prosieguo della loro attività lavorativa e del rapporto contrattuale. 4
Si chiede di conoscere, quindi, se si intende, in sede di bando di gara, applicare le tabelle di cui al
Decreto del Ministero del Lavoro, aggiornato con le tabelle al primo marzo 2012; Se si intende di confermare il
monte ore complessivo del precedente appalto; Se si intende di disporre l‟esclusione delle offerte al massimo
ribasso e di seguire altro metodo di aggiudicazione. Alla presente interrogazione si chiede risposta orale e
scritta, nei tempi possibilmente regolamentari, data anche l‟urgenza e la scadenza prossima del contratto”.
Si dà atto che alle ore 19.40 entra in aula il Consigliere Francesco Lecis (presenti n. 19)
CONSIGLIERE PIREDDU IGNAZIO Grazie Presidente. Un saluto a lei, al Sindaco e a tutto il Consiglio Comunale.
Questa interrogazione è riferita al signor Sindaco, riguardo il penultimo Consiglio Comunale, nel quale il
sottoscritto abbandonò l‟aula consiliare. Al signor Presidente e al signor Sindaco, il sottoscritto Consigliere
Comunale Ignazio Pireddu chiede alla Signoria Vostra quali iniziative ha preso, o intende prendere, in tempi
brevi per mitigare le valutazioni sul rischio idrogeologico espresso dall‟Agenzia di Distretto del piano fasce
fluviali, che riguardano una parte importante del centro abitato del nostro Comune. Signor Sindaco, ricordo
alla Signoria Vostra che, già durante la seduta del Consiglio Comunale del 14.12.2011, il sottoscritto
abbandonò l‟aula consiliare, chiedendo che lei fornisse alla cittadinanza delle indicazioni su come
l‟Amministrazione intende affrontare e risolvere tale problema. Alla presente chiedo risposta scritta e orale, se
possibile anche immediata. Grazie.
CONSIGLIERE GARAU LUIGI Grazie Presidente, un saluto a tutti i presenti. Io volevo fare alcune
raccomandazioni, visto anche il tempo che è passato dall‟ultimo Consiglio Comunale, in cui sono stato
presente, quindi abbiamo accumulato un po‟ di materiale. La prima, sicuramente, riguarda la nostra
conterranea Rossella Urru, che è una volontaria di Samugheo, che stava svolgendo un‟attività umanitaria in Mauritania ed è stata sequestrata da malviventi, è ormai dal 23 ottobre in mano a questi malviventi. A similitudine di quanto
hanno fatto altre amministrazioni pubbliche, altri consigli comunali, anche noi, con questa raccomandazione,
che mi auguro sia sostenuta da tutti i colleghi Consiglieri Comunali e da tutta l‟Amministrazione, vogliamo
unirci affinché si sensibilizzino gli attori principali di questa vicenda, al fine di riportare Rossella Urru a casa.
Questo è il desiderio e l‟augurio che tutti ci promettiamo di raggiungere; ho preparato questa
raccomandazione, che vorrò sottoporre anche all‟attenzione degli altri Consiglieri Comunali, chi la volesse
condividere può sottoscriverla. La finalità di questa raccomandazione è quella di affiggere, sulla parete di
questo edificio, uno striscione con la scritta “Rossella libera”, possibilmente anche con l‟immagine di Rossella
Urru. Questo per fare in modo che anche Assemini sia sensibile a questo problema e gridi con forza e con
coraggio, affinché ci si adoperi per la liberazione della nostra conterranea. Un‟altra raccomandazione riguarda
una sentenza della Corte dei Conti, che è un‟esecuzione di condanna del 19 settembre 2008. Si tratta della
condanna di un ex dipendente, che dovrebbe risarcire questa Amministrazione Comunale di una cifra che
supera i 300.000 euro, 318.588,36 per la precisione. Sono trascorsi praticamente tre anni e mezzo, io volevo
sapere a che punto è questa pratica, se gli uffici competenti si sono attivati per fare in modo di riscuotere
quanto dovuto, perché giustamente i cittadini notano che, quando devono pagare qualcosa, giustamente sono
sollecitati e gli vengono contate anche le ore, non solo i giorni, allo stesso modo vorrebbero vedere questa
solerzia, questa iperattività in campo anche quando l‟Amministrazione Comunale deve recuperare le somme
che gli sono dovute. Quindi, a tal proposito, faccio una raccomandazione affinché gli uffici interessati ci
spieghino un attimino come sta andando questa pratica, in che stato si trova, se sono state recuperate delle
somme, che tipo di attività si è messa in campo per fare in modo che queste somme vengano recuperate.
Un‟altra raccomandazione riguarda un‟interrogazione che feci sempre il 24 giugno 2009, a cui non ottenni
risposta. Ho dovuto richiamare più volte questa interrogazione con posta elettronica certificata, con altro tipo
di istanza per iscritto; la raccomandazione riguardava i contributi della Legge Regionale 37/98 articolo 19,
delle annualità 2001/20020 e i residui del „99, non si ha notizia a tutt‟oggi di come sia finita questa pratica. Ho
avuto modo di leggere una lettera indirizzata, tra l‟altro, al Sindaco e all‟Assessore competente, che fa una
disamina di alcuni numeri, però non arriva a determinare concretamente la fine di questa pratica. Io non ho
capito se questa pratica è finita, se si può mettere la parola fine, se eventuali contributi che sono stati revocati
lo sono anche concretamente, cioè se le somme sono state incassate dall‟Amministrazione Comunale e
quant‟altro. Gradirei, penso che siano maturi anche i tempi, dopo circa tre anni, avere una risposta definitiva
su questo punto, perché torniamo sempre al fatto che è giusto pretendere dai cittadini la massima precisione,
è giusto pretendere dai cittadini il rispetto delle norme, delle regole, però è anche giusto che i primi a
rispettarle siano coloro che pretendono questo rispetto. Quindi, sarebbe opportuno avere le risposte che ho
richiesto. In conclusione, qui mi riferisco al signor Sindaco, i primi di gennaio, abbiamo appreso dalla stampa
che a Assemini c‟è stata un‟attività degli organi giudiziari riguardo il sequestro di alcuni immobili nell‟agro di
Assemini. Io mi sarei aspettato che qualcuno avesse preso posizione, per tacciare di eccesso di zelo questi
signori che si sono permessi di fare questa cosa, invece no, è rimbalzato un silenzio assordante. 5
Un silenzio che, onestamente, mi lascia un po‟ perplesso, è abbastanza singolare, perché parrebbe
che nelle stanze di questo palazzo ci sia una attività abbastanza intensa di organi giudiziari riguardo presunte
anomalie di realizzazione di immobili nell‟agro. A me sarebbe piaciuto che il Sindaco avesse riferito in
proposito, nel senso che vogliamo conoscere a che punto è questa attività e, soprattutto, se per caso è
un‟attività che tende a coinvolgere il territorio comunale, in che dimensioni, di che tipo e, soprattutto, se per
caso, a tergo di questa attività, ci sia il coinvolgimento in qualche modo della macchina burocratica comunale.
CONSIGLIERE DEIDDA IVO Grazie Presidente. Mi associo anch‟io a quello che ha chiesto il Consigliere Garau
in ordine alla richiesta per Rossella, per questa ragazza che è stata sequestrata. Per quanto riguarda la
seconda parte del mio intervento, non si meravigli il Consigliere Garau se passano anni dalle richieste, perché
è già da più di due anni che ha terminato i lavori la Commissione di indagine e a tutt‟oggi, parlo per me, non
parlo per gli altri colleghi che ne hanno fatto parte, non sono ancora riuscito a sapere che decisione ha preso
l‟autorità comunale in ordine alle spese di funzionamento di questa Commissione. Io fino ad oggi sono venuto
a conoscenza, se non ho capito male il contenuto di questa cosa, anche perché non mi è stato mai indirizzato
direttamente qualcosa, soltanto di un parere o forse di due, che possono preludere alla decisione finale, ma
non certamente una decisione finale. Non è stato adottato, a mio parere, nessun atto che dica come l‟Autorità
Comunale intende risolvere questo problema, sì o no. Sono passati due anni, ancora io sono in attesa di
conoscere questa decisione. Premetto che, tutte le volte che ci sarà Consiglio Comunale, io richiamerò
questa questione, anche a costo di fare una cosa stucchevole e antipatica, però mi dispiace, non posso
rinunciare a questo, non posso rinunciare ad avere una risposta, a conoscere la decisione dell‟Autorità che
deve emanare questo provvedimento. Grazie.
IL PRESIDENTE concede la parola al Sindaco per le risposte alle richieste dei Consiglieri.
IL SINDACO MEREU PAOLO Grazie signor Presidente, un saluto al pubblico presente e ai signori Consiglieri, ai
signori Assessori presenti, al Segretario, allo staff di supporto. Al Consiglio precedente ero assente, ma avevo
intenzione di fare una relazione per quanto riguarda la 130; trattandosi di una seduta straordinaria e urgente
ritenevo opportuno rinviarla, ma dietro questa interrogazione sono sicuramente in grado di dare una risposta
immediata. Voi sapete quanto tempo, quanta fatica e quanto impegno sia stato messo in atto da tutte le tre
amministrazioni comunali di Decimomannu, Assemini e Elmas per portare l‟ANAS alla determinazione del
guard-rail centrale. Avevamo, addirittura, fatto intervenire il Prefetto e solo in seguito all‟intervento dello
stesso e al suo impegno personale, che si era messo in contatto direttamente con la centrale di Roma, si è
riusciti finalmente ad avere la certezza di un finanziamento che, però, ha previsto solo il guard-rail centrale.
Ovviamente, così come sta succedendo per la 554, dove tutte le amministrazioni locali si sono sollevate,
anche per la 130 siamo stati chiamati dall‟ANAS, ci siamo presentati insieme, l‟Amministrazione di Assemini,
quella di Decimomannu e quella di Elmas, per sentire che cosa, a un certo punto, intendesse fare l‟ANAS, la
quale ci diceva: “La messa in sicurezza”. Al che io ho detto questo: “Scusate, la messa in sicurezza da chi
dipende? È una strada statale, quindi è dell‟ANAS, la messa in sicurezza spetta all‟ANAS”. Chi ha progettato
la 130 negli anni ‟70? L‟ha progettata l‟ANAS. Se l‟ANAS, per risparmiare, allora ha creato dei lotti interclusi,
da cui si accede esclusivamente dalla 130, non è compito delle amministrazioni locali, né di Assemini né di
Elmas né tanto meno di Decimomannu, intervenire per creare un acceso diverso a quel lotto intercluso; deve
essere la stessa ANAS che si impegna a trovare la soluzione e questo è chiaro. Per quanto riguarda le
strade, invece, abbiamo chiesto, per quelle dove, in effetti, può esserci anche l‟uscita per andare a destra con
la velocità un po‟ pericolosa, perché come si esce ci si affaccia sull‟asfalto, essendoci anche il guard-rail
centrale non c‟è neanche la possibilità di spostarsi a sinistra, può essere pericolosa anche la svolta a destra.
In questi casi, abbiamo detto, è l‟ANAS che deve dotare, laddove ci sono delle uscite laterali e in tutte
le strade che sono di una certa importanza, le corsia di accelerazione e decelerazione, in modo da evitare la
pericolosità quando si entra e, quindi, si va nelle corsie di decelerazione, oppure quando si esce e si va verso
destra, nella corsia di accelerazione. Ovviamente, non si può più andare contromano e questo è il dato più
importante, che dà sicurezza veramente ai cittadini, che finalmente impedirà un ulteriore sacrificio di vite
umane in questa strada. Le morti le abbiamo contate e sono veramente tante, perché ai primi anni 2000
c‟erano anche quelle da Iglesias a Decimomannu, però dal 2003/2004 sono rimaste quelle tra Decimomannu
e Elmas e sono veramente tante. C‟è stata la presa di posizione netta, di tutte e tre le amministrazioni
comunali e, su mia richiesta, c‟è stata la risposta da parte dell‟ANAS, perché io ho detto che si fa prima di tutto
un incontro tecnico, con l‟ufficio tecnico e con i vigili urbani locali, di ogni Comune, in modo che si veda quali
strade, perché due strade, per esempio laddove c‟è già una controstrada, si potrebbero anche chiudere, però
queste le dobbiamo valutare e vedere noi. Le altre vengono tutte concordate, con un cronoprogramma dove
loro ci devono assicurare la possibilità non di chiusura, ma di avere una corsia di accelerazione e
decelerazione, perché nel momento in cui tu chiudi una strada stai mettendo in sicurezza anche la 130, però 6
stai mettendo la circolazione urbana nella situazione di non poter sopportare una determinata mole di traffico;
non si può pensare che tutto il traffico di Assemini possa andare ai due semafori, quello di via Piave e quello di
via Sardegna, perché questo è impensabile. Siamo in questa fase, stiamo aspettando che ci sia questo tavolo
tecnico, quindi ogni chiusura non può essere fatta se prima non viene concordata con le amministrazioni locali
e tutto il seguito deve essere visto con un cronoprogramma, insieme ai tecnici del Comune e dell‟ANAS.
Questo, per ora, è quanto. Io sono in contatto anche con tutti i Sindaci che danno verso la 554, dove
effettivamente ci sono dei lotti interclusi; noi, addirittura, abbiamo delle abitazioni che vanno sulla 130 e hanno
il lotto intercluso, è impensabile che questo possa esistere ed è impensabile che l‟ANAS, da un giorno all‟altro,
possa chiudere le strade. Tra l‟altro in campagna, nella zona che va da Assemini verso Decimo, sulla destra,
ci sono anche delle attività importanti, di tipo produttivo, di ristorazione, quindi non permetteremo che questo
possa accadere, nel modo più assoluto. Questa, per quanto riguarda la 130, penso sia la risposta che avrei
dato, la relazione che comunque avrei fatto, se non ci fosse stata l‟interrogazione, ma colgo proprio
l‟occasione per dare questa risposta immediata. L‟altra risposta la vorrei dare al Consigliere Berretta, per
quanto riguarda il centro di salute mentale, tutto il centro di Piri Piri. Sapete benissimo che a Piri Piri doveva,
in un primo tempo, essere trasferito solo il CSM, che ha un suo ingresso autonomo e una sua autonomia
rispetto anche agli altri tre piani che ha preso in affitto la ASL. Ci sono stati dei problemi tecnici, perché noi
avevamo già i locali arredati, cioè anche i tre piani, la ASL non ha voluto gli arredamenti, ne ha preso solo
pochissimo, addirittura ci ha fatto smontare anche delle tende, perché mentre tutto l‟arredo del CSM era
completo, invece per quello del primo piano, del secondo e del terzo, hanno scelto solo ciò che a loro andava
bene. Adesso hanno problemi di questo arredamento e ci sono, poi, dei problemi di trasferimento e dei settori
che dovrebbero trasferire; è un problema solo ed esclusivamente di ASL, il contratto con la ASL è stato firmato
a settembre del 2011. Quindi, i problemi non sono più nostri, ma sono esclusivamente della ASL e sono di tipo
logistico, perché diventerà il centro di riferimento del PLUS Area Ovest dove, oltre il CSM per tutto il PLUS, ci
sarà la direzione sanitaria del PLUS, ci sarà il PUA, che è il punto unico di accesso e, con molta probabilità, ci
sarà anche tutta la medicina integrativa, per quello che ho potuto capire, ma ci saranno anche degli altri
servizi, che attualmente stanno ad Assemini, che potrebbero essere dislocati in quel centro che diventerebbe,
quindi, il polo sanitario. I tempi, però, non dipendono solo da noi, è in atto anche il termine per quanto
riguarda il poliambulatorio di Decimomannu e anche lì è questione di sei mesi, però entro l‟anno potrebbe
essere trasferito anche il Poliambulatorio di Decimomannu, dall‟attuale sede in via Parrocchia alla nuova sede
in via Giardini. Io sono in contatto con la ASL, oltre che come Sindaco, tutti i giorni anche per lavoro, quindi
sono sempre in contatto, soprattutto, con la Direzione Sanitaria della ASL. Un‟altra risposta che sento il
dovere di dare è quella al Consigliere Pireddu, perché ha portato un problema che sicuramente è spinoso per
il nostro Comune, che è quello delle conseguenze di quella delibera del piano stralcio delle fasce fluviali.
Parte delle risposte le avevo già date; se questa delibera è stata sospesa è, prima di tutto, merito
dell‟ANCI e della presa di posizione ferma di tutti i Sindaci della Sardegna. In secondo luogo, per quanto
riguarda la nostra zona, noi abbiamo avuto degli incontri a Uta con i comuni limitrofi e che riguardano l‟ultimo
percorso del fiume, del Rio Mannu; da quello è scaturito un documento che abbiamo inviato alla Regione e
che riteniamo sia eccessivamente rigido. Si lamentava, poi, il fatto che non fossero stati assolutamente
convocati tutti gli enti locali, per concordare almeno in parte o per essere messi a conoscenza di questo
progetto. Oggi come oggi, siamo in una determinata fase, che sono stati rifatti gli incontri in tutte le otto
Province della Sardegna, noi abbiamo presentato le nostre osservazioni, quelle che potevamo presentare e,
nello stesso tempo, abbiamo presentato all‟Assessorato ai Lavori Pubblici tutta una serie di interventi
necessari per far sì che l‟assetto idrogeologico della nostra comunità venga rivisto completamente, vengano
portate a termine tutte le opere necessarie perché venga mitigato questo rischio, in tutto e per tutto, in tutte le
sedi. Siamo a conoscenza che certe situazioni sono già state riviste, soprattutto per quanto riguarda il nord
Sardegna, siamo fiduciosi che venga rivisto e venga abbassato, per lo meno, anche nella nostra zona; però di
questo potremo avere certezza solo fra dieci, quindici giorni, perché certe zone sono state riviste, per esempio
quella di Bosa, tutta quella dei Comuni limitrofi dell‟Oristanese, quindi Marrubiu, Terralba, Cabras e qualche
altro comune. Siamo, quindi, fiduciosi che venga rivista in un certo modo anche la nostra zona.
Nel contempo abbiamo fatto pressioni anche all‟Assessorato all‟Industria e all‟Assessorato
all‟Ambiente, per la situazione della vecchia Mineraria Silius, perché noi sappiamo che, in tutto il percorso del
colatore sinistro di Rio Mannu, non possono essere terminate tutte le opere di miglioramento, perché c‟è il
dissesto ambientale di tutta questa zona. Saremo lì a chiedere, giorno per giorno, com‟è la situazione; ci
hanno riferito che è la questione di questo mese, di febbraio, perché doveva essere rivista la possibilità, nel
caso, di riaprire la miniera e di spostare tutto verso Silius, nel caso fosse stata riaperta. Quindi, siamo in
attesa di questa decisione, però il filo diretto con l‟Assessore c‟è sempre. Grazie.
Si dà atto che alle ore 20.00 è entrato in aula il Consigliere Simone Rivano (presenti n. 20)7
CONSIGLIERE SCALAS GIANLUIGI Grazie Presidente. Chiedo scusa, ma intervengo in riferimento a quanto
adesso annunciato dal Sindaco, che ritengo sia una comunicazione su cui fare una riflessione, con riguardo in
particolare al piano fasce fluviali. Il Sindaco dice che il Comune, lui in prima persona, si sta adoperando, fa
pressioni, eccetera; sarebbe interessante conoscere qual è il tenore delle pressioni, quali sono i contenuti che
vengono portati, perché l‟Amministrazione Comunale ha un dovere imprescindibile, che è quello di studiare il
proprio territorio. Il risultato del piano stralcio fasce fluviali è non la conclusione, ma il risultato di studi fatti su
larga scala, mancano chiaramente elementi di dettaglio e un‟Amministrazione Comunale che ha, al proprio
interno, quasi un intero quartiere coinvolto dal piano fasce fluviali, in modo grave, cioè stiamo parlando di
rischio molto elevato, HI4. Lei, Sindaco, non può pensare di assolvere alle sue funzioni semplicemente
raccontandoci che fa delle pressioni, eccetera. L‟Amministrazione deve promuovere studi, il percorso del
piano fasce fluviali è un percorso molto lungo, lei prima accennava a quindici giorni, noi sappiamo che prima
che quei vincoli, così come sono stati individuati o speriamo rivisti, diventino in posizione di vincolo,
trascorreranno degli anni. Fino a che, quindi, il risultato dell‟eventuale partecipazione dell‟Amministrazione o di
studi o di quant‟altro, lo si vedrà tra qualche anno, quando il vincolo appunto diventerà definitivo e noi
potremo, sulla base della perimetrazione e dei contenuti, capire se siamo riusciti a incidere oppure no. Finito
questo percorso, solo allora l‟Amministrazione Regionale si metterà al lavoro, eventualmente, per individuare
gli interventi di mitigazione. In tutto questo lasso di tempo non può mancare la presenza dell‟Amministrazione.
Volevo, poi, osservare ancora sull‟osservazione che ha fatto il Comune di Assemini pare che ne abbia fatto
una, credo, noi non siamo a conoscenza, anzi faccio richiesta ufficialmente di poter acquisire questa
osservazione, voglio vedere qual è lo sforzo vero che sta facendo il Sindaco al riguardo. Intanto, mentre il
Sindaco spera, o meglio auspica che tra quindici giorni, ha detto il Consigliere Pireddu, qualcosa possa
accadere, giusto per non sbagliare la nuova proposta di piano, che il Consiglio Comunale ignora, o almeno noi
della minoranza, ma non mi pare che i Consiglieri di maggioranza siano granché informati, da quanto detto
dalla stampa e da una lettera che è stata diffusa, avente come mittente la Provincia, con riguardo alla
proposta di VAS, che contiene quindi le controdeduzioni fatte dal Comune, contengono una nuova proposta di
piano urbanistico. In questa proposta di piano urbanistico, dice la Provincia, sono state ridotte le aree di
espansione e di trasformazione urbanistica, ma la Provincia lamenta il fatto che oltre cento ettari (non ricordo
esattamente, ma sicuramente oltre i cento ettari) sono il frutto dell‟applicazione immediata dei vincoli, derivanti
dal piano fasce fluviali. È bene sapere che, mentre il Sindaco dice che si sta impegnando, ha inviato una
proposta la Provincia che, invece, decreta come fatto compiuto lo studio del piano stralcio fluviale.
IL SINDACO MEREU PAOLO Sa benissimo che in questo momento il piano stralcio non è in vigore, però ci fu la
nota della Regione che diceva: “Anche se è stato momentaneamente, prima che ci sia il nuovo, tenete conto
per evitare che ci siano delle conseguenze negative”. Quindi non stiamo facendo altro che seguire quelle che
sono le indicazioni dell‟Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici; non dimentichiamoci che il piano stralcio
fasce non è stato commissionato quest‟anno, ma nel 2006, è stato preso lo stato d‟arte della situazione del
2007 e, poi, nel 2011 è venuta la prima delibera, che dopo neanche un mese è stata sospesa. È stata
sospesa perché si è mossa l‟ANCI, insieme a tutti i Sindaci. Io ho detto che questi sono i fatti che contano, nel
frattempo noi abbiamo fatto un incontro a Uta, dal quale è venuto fuori un documento che abbiamo inviato
all‟Assessorato, al Presidente Cappellacci e a tutti; è visibile da tutti perché l‟altra volta io l‟ho dato, poi non so
se tutti ne abbiano preso visione. Nel contempo, abbiamo inviato all‟Assessorato ai Lavori Pubblici non
progetti, ma un elenco di opere, d‟accordo anche con il Consorzio di Bonifica che aveva già qualcosa pronto,
delle opere che dovrebbero essere realizzate nel contesto di Assemini, se il piano fasce rimane in questo
modo qui, che poi sarebbe necessario avere. Questo è stato fatto; poi, ovviamente, non è che io posso
entrare nel comitato del piano stralcio, però sono a contatto con qualcuno che è dentro, con qualche
amministratore locale che mi tiene informato di quello che sta succedendo. Le notizie sono su questo; poi,
invece, sulla realtà, in questo momento capisco che per la nostra comunità è una realtà anche abbastanza
spinosa, ma altri Comuni, parlo per esempio di Villasor, paradossalmente ha una situazione ancora peggiore
della nostra, per la questione di Rio Malu che si immette in Rio Mannu. Quindi, io dico che è paradossale, ma
è così. Stiamo facendo una battaglia comune, tutte le amministrazioni dell‟ultimo tratto di Rio Mannu, perché il
problema più grosso che ha posto l‟Agenzia del piano fasce è quello che l‟argine di Rio Mannu non debba
tenere. Quindi il problema grosso è quello e noi vogliamo che venga rivisto. Ecco perché, poi, faccio
riferimento, perché è quello che ci interessa ancora di più, per tutti i nostri canalicoli laterali, al colatore sinistro
del Rio Mannu, perché quello per noi ha un‟importanza veramente vitale; anche se l‟abbiamo già sagomato a
monte, se però non si fa l‟ultimo tratto verso la foce, tutto il lavoro che è stato fatto viene vanificato. Ecco
perché è importante tutta la questione e il dissesto ambientale della Mineraria Silius. 8
ASSESSORE PIGHEDDU ANTONIO – COMMERCIO, ARTIGIANATO, INDUSTRIA E SPORTELLO UNICO Buonasera a
tutti, pubblico presente, Sindaco, Consiglieri, Assessori, Segretario e Presidente. Consigliere Melis, la
ringrazio per l‟interrogazione, perché proprio dal nostro batti e ribatti, alla fine, stiamo riuscendo a trovare le
soluzioni ottimali affinché il corso abbia inizio e abbia la sua effettiva efficacia, come noi abbiamo visto sin
dall‟inizio. In due brevi battute: con riferimento al primo modulo stanno partendo a brevissimo i primi ragazzi,
di cui quattro della ceramica. Si è semplificato l‟iter, con riferimento al discorso assicurativo, anche su
suggerimento delle indicazioni degli amici Consiglieri e sue personalmente, prevedendo un rimborso diretto
agli artigiani delle quote assicurative che sono di importo molto contenuto, evitando quindi l‟intervento del
CESIL, come lei aveva anticipato in precedenza, che avrebbe prolungato un attimino l‟iter. Con riferimento alla
rimodulazione, il Segretario Comunale mi conferma, come già anticipato qualche giorno fa, che il tutto verrà
pubblicato nei prossimi giorni, forse anche già domani; avremo, in questo modo, il corso rimodulato e il nuovo
bando degli artigiani sarà esplicitato quanto prima, con una durata temporale molto breve, di pubblicazione,
affinché il tutto si possa svolgere nel più breve tempo possibile. Grazie.
CONSIGLIERE MELIS IGNAZIO Ringrazio l‟Assessore, come al solito sempre solerte nel rispondere. Se non ho
capito male quattro persone sono state avviate ai corsi nelle ceramiche, poi ci sarà un‟altra fase in cui saranno
avviate altre persone?
ASSESSORE PIGHEDDU ANTONIO Sono quattro più tre, quattro nella ceramica più altri...
CONSIGLIERE MELIS IGNAZIO Mi sembra pochino rispetto a quello che si prospettava; quindi, al momento, è un
piccolo risultato positivo, anche se adesso continuiamo a monitorare e valutare se, effettivamente, per tutto ciò
che è stato messo in campo, che mi sembra parecchio, anche in termini di tempo e non solo finanziario, sia
valsa la candela. Grazie.
ASSESSORE PIGHEDDU ANTONIO Sono perfettamente d‟accordo con lei. Il tutto nasce anche dalla disponibilità
degli artigiani, quindi il numero dei ragazzi e il discorso assicurativo ha rallentato un attimino, speriamo adesso
di recuperare in itinere.
CONSIGLIERE PIREDDU IGNAZIO Grazie Presidente. Ho appena ascoltato il Sindaco, la risposta che mi ha dato.
Devo dire che non sono soddisfatto, ma se è vero quello che ha detto, la risposta che mi ha dato, ne prenderò
atto. Aspetto dieci giorni, riservandomi in questi dieci giorni, ai prossimi Consigli Comunali andrò a scogliere
questa mia riserva.
IL PRESIDENTE dà lettura dell‟argomento di cui al punto 1 dell‟o.d.g. recante individuazione degli
immobili ricadenti in zona B di interesse storico e architettonico, nei quali limitare o escludere gli
interventi di demolizione e ricostruzione di cui all’articolo 8 della Legge Regionale 4/2009 e similari.
CONSIGLIERE BILLAI DAVIDE Presidente, devo presentare una mozione pregiudiziale sull‟atto. “Mozione
pregiudiziale ai sensi del vigente regolamento consiliare.
I sottoscritti Consiglieri Comunali, con riferimento alla presente proposta deliberativa avente per
oggetto: “Individuazione degli immobili ricadenti in zona “B” ritenuti di interesse storico e architettonico, nei
quali limitare o escludere gli interventi di demolizione e ricostruzione di cui all‟articolo 5 della Legge Regionale
4/2009 e modifiche”. Preso atto delle imprecisioni, superficialità, irregolarità e illegittimità che caratterizzano
l‟atto in esame, come da seguente relazione; Ai fini dell‟individuazione degli immobili nei quali limitare o
escludere gli interventi di demolizione e ricostruzione, la Legge Regionale numero 4/2009 e modifiche
prescrive che vengano specificate le qualità storiche, architettoniche o urbanistiche degli stessi immobili.
È appena il caso di ricordare che tale individuazione deve essere condotta nel rispetto dei principi di
trasparenza e imparzialità e che, a tal fine, dovevano essere preventivamente individuati gli obiettivi
dell‟Amministrazione in tema di tutela degli edifici aventi qualità storiche e architettoniche e i criteri o i
parametri da utilizzare per il conseguimento di detti obiettivi. Al contrario di ciò che ci si doveva aspettare,
dalla presa visione degli atti non si trova traccia di una relazione illustrativa e neanche di una relazione
istruttoria. Il fatto in sé è particolarmente grave stante la delicatezza dell‟argomento e le limitazioni, non
obbligatorie, che si vorrebbero porre a carico delle potenzialità di un vasto patrimonio edilizio.
Lo “studio” (si fa per dire) dell‟Amministrazione è tutto contenuto in una raccolta di schede formulate in
modo semi clandestino (nessuno le conosceva) che, oltre ad una ricognizione fotografica, riferiscono, per ogni
malcapitato edificio, di scarse informazioni limitate più che altro alle facciate, tirando spesso a indovinare sui 9
materiali di costruzione. In certi casi è bastato intravedere, da parte degli sconosciuti operatori, qualche
mattone crudo per poter con sicurezza affermare che tutto l‟edificio era realizzato in “ladiri”.
Sulla proposta di delibera è scritto: “… la relazione istruttoria esplicita la ragione delle scelte effettuate
ed evidenzia i caratteri architettonici e tipologici tipici della tradizione asseminese”. Al contrario di quanto la
proposta ha voluto affermare, non esiste alcuno studio o atto amministrativo che definisca l‟architettura della
tradizione asseminese. Gli elementi presi in considerazione dalle schede allegate sono, oltre che insufficienti,
privi di alcuna loro interconnessione all‟interno di un inesistente schema di indagine o relazione illustrativa.
Diciamo che sono stati rilevati un po‟ a casaccio. Altro metro di giudizio, indicato dalla richiamata
Legge Regionale per l‟individuazione degli immobili dove limitare gli effetti della stessa legge, è quello della
ricerca e specificazione delle qualità storiche e urbanistiche. Sotto il profilo urbanistico la proposta di
deliberazione non è particolarmente illuminante, dato che nulla riferisce sui contesti urbanistici di
appartenenza degli immobili rendendo impossibile comprendere quali assetti e qualità si intendono tutelare,
tanto meno si dice sul futuro urbanistico degli immobili individuati. Con riguardo alle “qualità storiche” non si
ritrova nulla che abbia almeno una vaga rassomiglianza con un‟indagine, un‟esposizione di natura storica.
Nulla è detto sull‟eventuale importanza nella tradizione asseminese di quegli edifici che si vorrebbero
salvaguardare. Si fa evidente confusione tra ciò che è vecchio, antico, con ciò che ha un significato storico,
che invece doveva costituire l‟oggetto dell‟indagine. La datazione degli edifici è, oltretutto, quasi sempre
assente salvo qualche rara eccezione, dove le date riferite sembrano più frutto di intuizione (presunta), che
frutto di ricerca autentica. La proposta deliberativa chiede infine al Consiglio Comunale di individuare gli
immobili nei quali la demolizione e ricostruzione non può trovare applicazione, sulla base di una mera
elencazione di numeri civici. Non corrisponde infatti al vero che tali immobili sono individuati nella planimetria
riassuntiva – la cartina allegata dove vengono messi degli asterischi e non si sa quali sono gli immobili, perché
facciamo persone che lei mi mette un numero civico, ma noi non sappiamo a quel numero civico quanti
immobili ci sono e nella cartina non viene indicato – se sono così come affermato nella detta proposta
deliberativa. Nessuna perimetrazione planimetrica risulta allegati agli atti e, dunque, non risulta possibile
comprendere quale sia la profondità e la larghezza degli edifici interessati e se il vincolo proposto debba
essere esteso a più unità immobiliari quando le stesse corrispondano allo stesso numero civico.
Dalla lettura delle schede allegate capita di trovare edifici in origine costituenti un unico complesso
abitativo, poi nel tempo frazionati in due unità delle quali solo per una viene chiesto di sottoporla a tutela.
La scheda numero 46 descrive unicamente un portale di ingresso e, pur riferendo che nessun rilievo è
stato fatto a carico della residenza, si chiede comunque di individuarla come immobile su cui porre le
limitazioni di legge in esame. Quindi un vincolo da porre senza cognizione di causa, senza conoscere lo stato
di conservazione, le condizioni statiche e, dunque, se l‟immobile è risanabile oppure no. Ma uno straordinario
esempio di genericità lo ritroviamo nella scheda numero 19, dove manca anche la stessa rappresentazione
fotografica dell‟edificio e la descrizione così recita: “Casa campidanese in ladiri su due livelli, copertura in
coppi sardi”, descrizione che, si può intuire, può ricomprendere agevolmente numerose centinaia di edifici
presenti nelle zone “B” di Assemini, ma tanto è bastato per inserire il fabbricato in questione (ma non gli altri)
tra quelli da tutelare. Insomma, la proposta di deliberazione è un altro pasticcio confezionato
dall‟Amministrazione con obiettivi tutt‟altro che coincidenti con l‟interesse pubblico. Ritenuto, per quanto
esposto, che l‟atto deliberativo sia viziato da irregolarità e illegittimità derivanti da conclusioni prive di
fondamento e da eccesso di potere in quanto all‟individuazione degli immobili, pur non definita e
incomprensibile, si è giunti senza l‟adozione di criteri trasparenti e ispirati all‟imparzialità, ma facendo ricorso in
larga parte a valutazioni dettate da pura discrezionalità e arbitrio. Considerato anche che i cittadini interessati
non sono stati coinvolti nel processo della formazione dell‟atto, negando in tal modo un loro inviolabile diritto.
Proponiamo, anche in sede di autotutela, mozione pregiudiziale alla discussione della proposta di
deliberazione, al fine di evitare ingiustificate discriminazioni e a danno dei cittadini e l‟insorgenza di inevitabili
contenziosi”. Signor Presidente, voglio anche dire che, allo stesso tempo, in questo atto non ci sono i nomi
dei proprietari. Oggi stiamo vincolando delle aree che non so, effettivamente, di chi sono e non posso neanche
valutare se sono incompatibili nella discussione di quest‟aula. Quindi ritengo, lei Presidente lo dovrebbe fare
direttamente, con questa ammenda che abbiamo inserito, di prendere atto che quest‟atto oggi non può essere
discusso. Grazie.
IL PRESIDENTE Siccome si tratta di un‟articolazione complessa, io non sono un tecnico, posso anche capire gli
indirizzi e, giustamente, anche il Consigliere Billai ha verificato, non essendo lui a conoscenza di chi sono i
proprietari ci potrebbe essere incompatibilità da parte di alcuni Consiglieri. Quindi, intanto vorrei una risposta
sulla pregiudiziale da parte del dottor Ortu, perché non posso decidere io. Ha fatto una lettura molto
complessa, è chiaro che è da discutere, bisognerebbe sospendere un attimino il Consiglio, verificando;
naturalmente, poi si prenderà una decisione. 10
IL SEGRETARIO GENERALE ORTU REMO Posso solo dire che, su moltissime schede, tutto quello che lei ha
detto non ha nessun significato, perché sono già vincolate dal PUC. La maggior parte di queste schede,
trentadue, sono già vincolate dal PUC se sono al centro storico, quindi non esiste il problema.
CONSIGLIERE BILLAI DAVIDE Questa è zona B, non stiamo parlando di centro storico.
IL SEGRETARIO GENERALE ORTU REMO Trentadue di quelle schede sono già vincolate dal PUC, perché sono
all‟interno del centro matrice; almeno mi sembra, per quel poco che ho valutato io.
IL PRESIDENTE Capisco benissimo che il problema è complesso, se l‟Assessore vuole rispondere,
eventualmente sospendiamo il Consiglio, poi riprenderemo. Prego, Assessore.
ASSESSORE ALL’URBANISTICA ING. FEDERICA CASULA Buonasera a tutti. Volevo confermare quello che ha detto
dottor Ortu, su sessanta immobili delle schede tecniche allegate trentasette già ricadono nel centro matrice,
per cui sono di per sé vincolate. Infatti, abbiamo due tavole allegate al PUC, che sono già state votate il 13
aprile 2011, che vincolano gli immobili. Prima di demolire e ricostruire vanno alla tutela del paesaggio, che
sicuramente non darà parere positivo. Comunque, anche nelle norme tecniche di attuazione sono individuate,
articolo 39, le restrizioni delle discipline urbanistiche all‟interno del centro matrice. Gli altri ventitré sono stati
individuati dall‟ufficio preposto, perché noi abbiamo la fortuna di avere, al quarto piano, un architetto che ha
fatto una ricognizione di tutti gli immobili di particolare pregio storico architettonico, li ha individuati, fotografati
e li ha inseriti all‟interno di questa delibera. Per quanto riguarda i due immobili citati dal Consigliere Billai, il 19
e il 46, rientrano fra quelli già vincolati dal centro matrice, quindi non dovrebbero creare problemi.
CONSIGLIERE BILLAI DAVIDE Scusi, Assessore, io oggi sto votando il piano urbanistico o sto votando…?
IL PRESIDENTE Consigliere Billai, mi scusi un attimino, le ha dato una risposta. C‟è la sua proposta, la
possiamo mettere ai voti.
CONSIGLIERE BILLAI DAVIDE Presidente, lo chiedo a lei, le faccio solamente una domanda. Oggi stiamo
votando quest‟atto o sto andando…? Altrimenti agli atti non mi risultano allegate altre cose, io sto votando un
atto e mancano documenti, chiaramente.
IL PRESIDENTE La documentazione a disposizione, quella che mi hanno dato, è quella.
CONSIGLIERE BILLAI DAVIDE Allora parliamo chiaramente, io metto la pregiudiziale perché manca tutta la
documentazione per poter capire che cosa stiamo andando a votare. Io sto vincolando delle aree e non ho
una spiegazione sugli atti; oggi l‟ha ammesso anche l‟Assessore, perché sta dicendo che sono vincolate da
altre cose, non c‟è scritto nella delibera, non c‟è scritto niente. Mi scusi, Assessore, ma lei ha dichiarato delle
cose che in delibera non ci sono e non ci sono gli atti in Consiglio. Io oggi devo votare quell‟atto, non sto
votando il piano urbanistico, sono passati due anni, è passato un anno e io non vedo niente di tutto questo.
Oggi lei doveva inserire questi atti all‟interno perché io li valutassi; io oggi voto quegli atti, non voto gli altri
vecchi. Quindi, io sto vincolando delle cose e dovrei stare alla sua parola; mi scusi se parlo così, ma delle
parole dei regionali o di questo o degli Assessori ci siamo ormai scocciati, quando arrivano in Consiglio io
devo avere tutti gli atti, perché allora prendo atto di quello che vedo, non di quello che non vedo. Grazie.
CONSIGLIERE SCALAS GIANLUIGI Assessore, mi perdoni, però se avevamo dei dubbi è riuscita a amplificarli,
perché praticamente ha riferito al Consiglio che per trentadue immobili, già compresi all‟interno del centro
matrice, la delibera è assolutamente superflua. Ho capito male? Questi trentadue immobili, queste schede,
eccetera, sono già vincolati, ma perché all‟interno del centro matrice, che pure dava garanzia di tutela, come
spiegava lei prima, che tanto devono andare alla tutela del paesaggio, l‟Amministrazione ha deciso di
pescarne trentadue? Qual è il significato amministrativo di questa evidenza che si vuole dare a questi
trentadue immobili, visto che erano già tutelati dal centro matrice? Può darmi una spiegazione? 11
ASSESSORE CASULA FEDERICA Sono già stati messi nella tavola cosiddetta AS1D2 del PUC.
CONSIGLIERE SCALAS GIANLUIGI Non mi spiego, se c‟è già un atto che ha risolto il problema, perché lo
dobbiamo rinforzare con un altro atto? Non trovo proprio giustificazione al riguardo.
ASSESSORE CASULA FEDERICA Volevamo fare qualcosa di più organico, siccome anche questi sono all‟interno
della zona B.
CONSIGLIERE SCALAS GIANLUIGI Noi oggi stiamo parlando di piano casa e, quindi, degli effetti del piano casa,
di cui la delibera del piano urbanistico di sicuro non parlava, perché la legge modificativa è del novembre
scorso.
CONSIGLIERE GARAU LUIGI Alla luce delle affermazioni, anche abbastanza gravi, fatte in quest‟aula, noi
chiediamo una breve sospensione del Consiglio Comunale.
IL PRESIDENTE L‟ho proposto io, anche per chiarirci le idee, di sospendere un attimino il Consiglio.
CONSIGLIERE MELONI FABIO Ho necessità di un chiarimento in merito alla convocazione del Consiglio, perché
nella delibera viene evidenziato il fatto che la data ultima di scadenza per l‟approvazione di quest‟atto sarebbe
oggi.
IL PRESIDENTE È il 27.
CONSIGLIERE MELONI FABIO Qui c‟è una seconda convocazione.
IL PRESIDENTE Le spiego, le avrei dovuto dare un chiarimento. In previsione, la Regione ci avrebbe dato una
proroga, oggi ci avrebbe comunicato una proroga eventuale, quindi l‟abbiamo inserito, non sapendo chi era
incompatibile abbiamo…Oggi è il 27, è l‟unica data disponibile per la votazione di questo punto all‟ordine del
giorno, quindi non c‟è occorrenza di seconda convocazione. Sarà, poi, mio dovere informare chi non è
presente che non c‟è seconda convocazione, questo è chiarito. Io chiedo di sospendere il Consiglio un
attimino, per chiarire il problema in conferenza dei capigruppo, per capire la richiesta fatta dal Consigliere
Billai.
CONSIGLIERE DEIDDA IVO Mi interesserebbe sapere, siccome l‟articolo 6 bis, almeno di quello che si sta
votando, parla del termine perentorio di novanta giorni, alla fine dell‟articolo si dice che, se non verrà adottato,
si applicherà l‟articolo 8 della stessa legge. Siccome non c‟era allegato nel fascicolo, l‟articolo 8 di questa
legge cosa dice? La seconda è una questione procedurale, se dobbiamo sospendere il Consiglio è per
decidere su che cosa?
IL PRESIDENTE Sulla richiesta fatta dal Consigliere Billai, sulla pregiudiziale.
CONSIGLIERE DEIDDA IVO È sempre una questione di rispettare i regolamenti, le mozioni vanno presentate
da…
IL PRESIDENTE Non è una mozione, è una pregiudiziale sul punto all‟ordine del giorno. Non si discute nulla, si
decide se c‟è la pregiudiziale per andare avanti o no.
CONSIGLIERE DEIDDA IVO Mi scusi, Presidente, io ho sentito “mozione pregiudiziale”.
IL PRESIDENTE Non è una mozione, che è tutta un‟altra cosa. È una pregiudiziale sul punto all‟ordine del
giorno.
CONSIGLIERE BILLAI DAVIDE Nel nostro regolamento a volte si parla di mozione pregiudiziale, perché viene
firmata da otto Consiglieri. La possiamo mettere pregiudiziale, tranquillamente; però si dovrebbe votare prima
la pregiudiziale. 12
IL PRESIDENTE Voteremo solo quello, altro non voteremo. Sospendiamo il Consiglio e vediamo di verificare.
Egli quindi alle ore 20.40 sospende la seduta e la riapre alle ore 21.20 invitando il Segretario Generale
di procedere all‟appello dei presenti per la verifica del numero legale:
L‟esito è il seguente:
consiglieri presenti n. 19
consiglieri assenti n. 2 (Meloni e Serra)
IL PRESIDENTE Riapre il lavori consiliari e concede la parola al Consigliere Garau.
CONSIGLIERE GARAU LUIGI Grazie Presidente. La sospensione ci ha permesso di confrontarci su quello che è
l‟aspetto politico e tecnico di questo atto. Pur ritenendo la tutela dei beni di valenza architettonica culturale una
priorità di questa Amministrazione Comunale, abbiamo rilevato che non sussistono, nella proposta di
deliberazione, informazioni tali da metterci nelle condizioni di individuare, in maniera esatta, la titolarità dei lotti
in questione, degli immobili in questione. Questo potrebbe aprire ad eventuali incompatibilità dei Consiglieri
Comunali chiamati a votare su questo atto; per questo motivo siamo indirizzati al ritiro dell‟atto in questione.
Chiaramente riteniamo anche non accoglibile la richiesta di mozione pregiudiziale, in quanto appunto
l‟indirizzo che abbiamo condiviso è quello di ritirare cautelativamente l‟atto. Grazie.
CONSIGLIERE BILLAI DAVIDE Grazie Presidente. Prendiamo atto delle dichiarazioni da parte del rappresentante
della maggioranza e intendiamo noi la pregiudiziale che avevamo inserito un interesse per i cittadini, ma da
quello che si evince, che soprattutto noi che siamo in minoranza, il gruppo di minoranza, con altri Consiglieri,
perché poi ne prende atto anche la maggioranza, vogliamo che qui in Consiglio arrivino degli studi seri e che
le proposte dagli uffici non arrivino in Consiglio così carenti. Quindi, per l‟accordo preso con tutti i Consiglieri,
io ritiro la mozione a nome della minoranza, però mettiamo questo punto, che in Consiglio arrivino atti
completi. Grazie.
Si dà atto che sono usciti dall’aula i Consiglieri Sigg.ri Antonio Scano, Luigi Scalas e Ignazio
Pireddu (presenti 16)
IL PRESIDENTE invita il consesso ad esprimere il proprio voto in merito al ritiro proposta di deliberazione di cui
al punto 1 dell‟o.d.g. odierna recante ad oggetto: individuazione degli immobili ricadenti in zona B, di
interesse storico e architettonico, nei quali limitare o escludere gli interventi di demolizione e
ricostruzione, di cui all’articolo 5 della Legge Regionale 4/2009 e similari>>.
L‟esito della votazione resa in forma palese per alzata di mano, proclamato dal Presidente è il
seguente:
- Consiglieri presenti e votanti n. 16
- Voti favorevoli al ritiro della proposta n. 16 unanimità
IL PRESIDENTE comunica l‟esito della votazione e alle ore 21,25 dichiara chiusa la seduta.