
Integrazione verbale C.C. del 1 Luglio 2011
Grazie Presidente, un saluto a lei al signor Sindaco, agli Assessori, ai colleghi Consiglieri ed al pubblico presente, noto con vero piacere che gli spalti sono gremiti più del solito, evidentemente si attendeva un Consiglio Comunale particolarmente importante, anche se qualche spettatore odierno ha visto Consigli Comunali non meno importanti di questo nella storia Amministrativa di Assemini e forse in certi casi ne è stato anche protagonista, nel bene e soprattutto nel male.
Mi piacerebbe ripartire da quanto avevo affermato durante l’intervento nel C.C. in cui si discuteva la “mozione di sfiducia” presentata dalla minoranza nel Novembre del 2010: l’attuale situazione politica risulta essere sempre figlia di quella che io ho politicamente definito “la guerra del Piano Urbanistico Comunale” ovvero una continua disputa tra gruppi e persone facoltose più o meno note che certe volte nelle vesti di attori altre in quelle di registi si confrontano sulla gestione del territorio.
Durante la campagna elettorale del 2008, in un quotidiano regionale, apparve un articolo molto indicativo sulla situazione politica di Assemini, mi restarono impresse le parole utilizzate dall’ottimo Umberto Aime che appunto ricordava puntuale: (leggo testualmente)“…come nel 2003 quando dieci candidati indiavolati, uno contro l’altro armati, fecero paura persino al prete, che rinunciò al faccia a faccia per non essere testimone di una possibile rissa. A uscire vittorioso da quella polveriera fu, al ballottaggio Luciano Casula del centro sinistra. Da allora molto è cambiato, non solo nel clima e negli umori, vuoi perché i notabili non hanno più l’animosità di altre stagioni, tutti invecchiano, vuoi perché c’è un PUC approvato nel 2007 che ha messo a tacere molti tromboni dell’edilizia privata. Anche la clamorosa storia del falso ingegnere a capo dell’ufficio tecnico ha fatto vergognare diversi potenti, scesi in fretta dal palco delle autorità per non essere coinvolti.…” .
Ecco, quell’articolo terminava con le parole, leggo testualmente: …il villaggio ritornerebbe ad essere quello che è stato: un covo di indiavolati.
A me sembra che tra notabili e tromboni si voglia in qualche modo ritornare al villaggio degli indiavolati, nonostante che l’elezione al primo turno (per la prima volta nella storia) del sindaco Paolo Mereu sembrava avesse messo un po’ di ordine e serenità al quadro politico locale.
Tutto quello che abbiamo sentito sino a questo momento sembra proprio farci propendere per altri scenari, eppure, questa maggioranza ha avuto il coraggio e la determinazione di raggiungere obbiettivi importanti per i cittadini, mi riferisco all’adozione del PUC, all’approvazione della variante al PDF, traguardi raggiunti in quest’aula in tempi celeri rispetto alle peripezie del passato.
E proprio nel rispetto del principio di maggioranza che il gruppo che rappresento in quest’aula “IL POPOLO DELLA AUTONOMIA” non siamo voluti entrare nelle dinamiche sostanziali che hanno determinato questi importanti passaggi nell’urbanistica. Non nego che anche noi abbiamo ingoiato qualche boccone amaro nelle regole che inquadrano la gestione del territorio come qualcuno che mi ha preceduto ha messo in evidenza, bocconi amari di cui non abbiamo molto chiare le motivazioni politiche che ne hanno determinato le scelte, mi viene in mente per esempio la triplicazione delle volumetria nell’agro, l’utilizzo delle volumetrie di lotti diversi nel raggio di alcuni chilometri ed altri passaggi non certo comprensibili alla maggioranza dei cittadini Asseminesi.
Anche certe zonizzazioni del piano urbanistico comunale non risultano essere frutto delle nostre indicazioni riferite in quest’aula durante la discussione delle linee guida e neanche di quello che abbiamo sostenuto in commissione urbanistica.
Lo spirito con cui ci riconosciamo in questa maggioranza ci ha fatto metabolizzare queste scelte considerandole nell’interesse di “tutti i cittadini”, certo i cittadini che ci onoriamo di rappresentare non sono solo quelli così attentamente rivolti alle questioni inerenti l’urbanistica e la gestione del territorio, onestamente ci preoccupiamo in maniera sentita degli oltre 5000 disoccupati che vanno ad incrementare il disagio sociale che risulta essere sempre più di difficile gestione a causa dei tagli alle risorse sempre più incisivi, ci preoccupa inaugurare quanto prima la ex casa dell’anziano (un’incompiuta che ha superato notevolmente i vent’anni) rimodulata con la ASL come CSM (centro di salute mentale) e PUA (punto unico di accesso) in modo da rendere utilizzabile dai cittadini una struttura costata tantissimo alle casse comunali, sempre nella stessa struttura è stato realizzato lo spazio da dedicare al centro diurno ed alle attività collegate dei Servizi Sociali comunali.
Come spesso abbiamo evidenziato in quest’aula, pensiamo agli intervanti per la messa in sicurezza dell’abitato e del territorio circostante dal rischio idrogeologico, pensiamo alla messa in sicurezza di tutti i plessi scolastici della cittadina, all’apertura e messa in funzione della piscina.
Ecco, ciò che ci preoccupa particolarmente è veder nascere e perdurare una crisi politica che mette in discussione la realizzazione di questi punti.
E’ vero, è importante (come qualcuno ha ricordato) che Assemini abbia un governo e quest’esigenza l’hanno ben rappresentata gli elettori quando in maniera inequivocabile hanno scelto questa maggioranza con il voto.
Io penso che gli stessi cittadini non capirebbero le ragioni di questa crisi, come noi del resto, non riusciamo a capire le ragioni che hanno portato un gruppo della maggioranza a far mancare il numero legale durante la discussione e l’approvazione del conto consuntivo.
Sono evoluzioni politiche che ricordano un passato lontano fatto di mosse tattiche e manovre di palazzo che tutto si propongono di raggiungere … fuorché gli interessi dei cittadini.
Mi rivolgo a tutti i consiglieri presenti in quest’aula e faccio un appello serio e convinto alla vostra sensibilità , alla vostra capacità di fare sintesi e ragionamenti politici, diamo un segnale forte di cambiamento; lavoriamo assieme per completare e raggiungere gli obbiettivi prima elencati, stravolgiamo il giuoco dei ruoli e quel “teatrino della politica” che non vorremo più vedere.
Lo so, è una sfida ambiziosa e molto difficile da vincere ma è anche una sfida che raccoglie le istanze rappresentate dalle difficoltà oggettive che viviamo e che non sono solo politiche.
In un momento in cui si accentua la crisi economica, l’impoverimento della popolazione, la contrazione dei servizi erogati, il disagio sociale in generale, ecco in un momento come questo, dobbiamo avere la capacità di generare nella politica uno spirito diverso, un nuovo modo di intendere la gestione del bene comune, quindi via gli steccati preconcetti e ampia apertura al confronto ed al dialogo costruttivo su contenuti precisi e concreti.
Io penso che questo sia un risultato realizzabile e confido nella disponibilità di tutti i componenti di questa assemblea consigliere.
Alcuni colleghi che mi hanno preceduto hanno fatto riferimento a passaggi storici o scrittori del passato per costruire metafore in grado di dare un immagine dell’attuale situazione politica.
Anche io vorrei fare la stessa cosa, prendendo in considerazione uno scrittore Siciliano come Leonardo Sciascia ed il suo celebre romanzo “il giorno della civetta”.
C’è un passaggio nel romanzo dove “Don Mariano” , un protagonista del Romanzo, afferma di conoscere l’umanità e di suddividerla in cinque categorie, ecco, io mi auguro di cuore che in quest’aula prevalgano gli appartenenti alla prima categoria menzionata da Don Mariano e non quelli dell’ultima (i quaquaraquà…).
Grazie.
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