domenica 10 ottobre 2010

i numeri che danno fastidio ai ciarlatani....

MILIA GRAZIANO ERNESTO
2.257 61,66 2.624 38,80
PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO 1.629 25,84
LISTA LOCALE - ALLEANZA PER CAGLIARI NOI PER MILIA LISTA LOCALE - ALLEANZA PER CAGLIARI NOI PER MILIA 407 6,45
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' 236 3,74
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI 154 2,44
ROSSO MORI ROSSO MORI 33 0,52
FED.DEI VERDI FED.DEI VERDI 27 0,42
UNIONE POPOLARE CRISTIANA UNIONE POPOLARE CRISTIANA 14 0,22
Totale 2.500 39,66
FARRIS GIUSEPPE
1.403 38,33 2.548 37,68
IL POPOLO DELLA LIBERTA' IL POPOLO DELLA LIBERTA' 825 13,09
PARTITO SARDO D'AZIONE PARTITO SARDO D'AZIONE 473 7,50
UNIONE DI CENTRO UNIONE DI CENTRO 447 7,09
UDS PROGETTO NAZ. - SARDEGNA SOCIALISTA UDS PROGETTO NAZ. - SARDEGNA SOCIALISTA 292 4,63
RIFORMATORI SARDI RIFORMATORI SARDI 193 3,06
LISTA LOCALE - FARRIS PRESIDENTE LISTA LOCALE - FARRIS PRESIDENTE 88 1,39
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO PARTITO SOCIALISTA ITALIANO 75 1,19
MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE MPA MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE 20 0,31
Totale 2.413 38,28
MASSIDDA PIERGIORGIO
738 10,91
LISTA LOCALE - MASSIDDA PRESIDENTE LISTA LOCALE - MASSIDDA PRESIDENTE 338 5,36
FORTZA PARIS FORTZA PARIS 218 3,45
MSI-DN MSI-DN 31 0,49
LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA LIBERTAS DEMOCRAZIA CRISTIANA 29 0,46
LEGA NORD LEGA NORD 21 0,33
FIAMMA TRICOLORE FIAMMA TRICOLORE 12 0,19
Totale 649 10,29
PALOMBA FEDERICO
528 7,80
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 446 7,07
DEMURU ORNELLA
242 3,57
IRS IRS 228 3,61
TRADORI NICOLA
35 0,51
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI 29 0,46
LOI PIETRO
27 0,39
PARTIDU INDIPENDENTISTA SARDU MALU ENTU PARTIDU INDIPENDENTISTA SARDU MALU ENTU 21 0,33
MELIS GINO
20 0,29
FORZA NUOVA FORZA NUOVA 16 0,25

Caro zio...


Illuminati dalle ultime evoluzioni politiche dettate dalla più esileranti e ossessive interpretazioni della realtà forniteci ancora una volta dal solito frustrato oste in cerca di un ruolo, rieccoci ad esaminare la politica locale alla luce degli ultimi avvenimenti.
In primo luogo sarebbe opportuno parlare di mensa scolastica, un argomento mai affrontato dai predecessori e dagli attenti osservatori locali della scuola pubblica (coloro che starnazzano tanto, fanno frequentare i figli le scuole private...mica scemi), infatti non c'è traccia di un regolamento comunale che chiarisca in modo lineare lo svolgimento di questo servizio, strano i nostri predecessori non se ne erano occupati, forse concentrati in modo totale sulla pianificazione del territorio (il loro) si erano dimenticati della scuola pubblica.
Oggi, illuminati da chissà quale spirito socio-educativo eccoli a sciorinare numeri ed elementi validi per dare un'altra mazzata a questa amministrazione comunale che viene spudoratamente (ed ossessivamente) accusata di tutto e di più.
Non c'è tragedia locale che non sia attribuibile ai nuovi amministratori ovvero, da una parte ci accusano di immobilismo, dall'altra di essere i responsabili di tutti i mali...certo questo denota che i delatori spesso soffrono di amnesie e altrettante volte si lasciano andare in modo esagitato a tal punto da non vedere la realtà.
Lunedì 11 ottobre in consiglio comunale si dovranno approvare debiti fuori bilancio per oltre un milione e mezzo di euro, circa tre miliardi delle vecchie e rimpiante lire che i cittadini di Assemini dovranno sborsare per pagare quanto i tribunali hanno disposto a seguito di sentenze definitive.
Si tratta di "leggerezze" commesse in passato dagli abili amministratori che ci hanno preceduto, non ci risulta che i fantastici amministratori del recente passato abbiano dato un'impronta risolutiva a questi problemi che detto in "soldoni" rischiano oggi di mandare le finanze locali nel bel mezzo di un dissesto difficile da arginare.
Ma cosa importa a questi signori di questi problemi finanziari?
L'importante per loro, è azionare il ventilatore e spalare escrementi a casaccio, per cartità tutto lecito quando si tratta di critica politica al quanto dannoso e sterile per quel che riguarda il senso di responsabilità che dovrebbe avere chi si candida a guidare le sorti amministrative di una cittadina come la nostra.
E' come la vicenda del parco eolico di macchiareddu...il partito che oggi grida allo scandalo è lo stesso che nel 2003 (anno in cui è stata stipulata la convenzione) era rappresentato in consiglio comunale niente popò di meno dal presidente intercontinentale che poi ha avuto in dono (molto generoso e inutile) anche un assessorato, ebbene in quasi sette anni di presenza nelle aule del palazzo, questi paladini della legalità non hanno mai sollevato il problema...oggi, scomparsi tra i flutti dell'indifferenza generale degli elettori, eccoli riproporre la vicenda del parco eolico con tanto di propaganda e minacce di azioni legali al seguito.
Che dire, ben vengano inchieste e procure, per quel che ci riguarda non solo non abbiamo nulla da nascondere ma vorremmo raccontare molti dettagli che riguardano cortigiane e parentele al servizio dei loro interessi innanzitutto.
Certo, ci scusiamo in anticipo con gli zii che verranno tirati in ballo con qualche lettera di protesta da parte di coloro che anche stavolta si sentiranno tirati in ballo per chissà quale motivo politico, per noi è doveroso suonare anche le nostre campane perchè quelle che sentiamo in giro sanno di lutto violaceo e la cosa onestamente, non ci piace.

mercoledì 15 settembre 2010

AVVISO PUBBLICO - SERVIZIO CIVICO COMUNALE


Con la determina n. 1001 del 09/09/2010 è stato approvato l'avviso pubblico per il bando inerente il SERVIZIO CIVICO COMUNALE, chi è interessato e rientra nei requisiti è invitato a fare domanda seguendo quanto stabilito dalla determina in questione ed entro il giorno 8 Ottobre 2010.

Con la determina n.994 del 01/09/2010 si è stabilito di indire la procedura aperta e l'approvazione del bando di gara inerenti i lavori di manutenzione di diverse strade comunali di Assemini, tra le altre, Vie: carmine, Sant'elia, Silius, bruscu Onnis, Tuveri, G. Deledda, Cabras, Sa costera, Conte cecconi, Mameli, Capri, Corso europa, Tevere, Coghinas, Pola, carbonia, Tortoli, Nuoro, Tempio...
Speriamo che i lavori si svolgano nel più breve tempo possibile e che sia l'inizio di una lunga serie....

sabato 11 settembre 2010

Assemini 13 Giugno 2008 di Umberto Aime


Una visione molto realistica di questa cittadina e della sua classe dirigente....
Assemini. Il primo miracolo c'è già stato: cinque anni fa i candidati alla poltrona di sindaco erano addirittura dieci. Oggi sono appena quattro. Uno del centrodestra, con sette liste al seguito, tre dello schieramento opposto, spezzettato tra Pd, Italia dei valori e Sinistra Europea.

Il villaggio delle risse oggi è un ricordo. L'ultimo dibattito fra i quattro leader in campo, organizzato come sempre dal parroco, stavolta è filato liscio, senza attacchi personali e senza quella passione (spesso cattiva) che da sempre colorano le elezioni da queste parti. Come nel 2003, quando dieci candidati indiavolati, uno contro l'altro armati, fecero paura persino al prete, che rinunciò al faccia a faccia per non essere testimone di una possibile rissa. A uscire vittorioso da quella polveriera fu, al ballottaggio, il candidato più forte del momento: Luciano Casula del centrosinistra. Da allora molto è cambiato, non solo nel clima e negli umori. Vuoi perché i notabili non hanno più l'animosità di altre stagioni, tutti invecchiano, vuoi perché c'è finalmente un Piano urbanistico, approvato dal Consiglio comunale nel 2007, che ha messo a tacere molti tromboni dell'edilizia privata.

Anche la clamorosa storia del falso ingegnere a capo dell'Ufficio tecnico ha fatto vergognare diversi potenti, scesi in fretta dal palco delle autorità per non essere coinvolti. È cambiato molto altro ancora in questo villaggio, che continua a crescere negli abitanti (seicento all'anno, la gran parte in fuga da Cagliari), dove l'edilizia è inarrestabile tra villette a schiera e palazzine e dove tutti sono orgogliosi di vivere in un comune considerato dagli esperti "l'unico possibile polo d'attrazione a nord ovest del capoluogo". A maggio il centrosinistra, con le primarie, ha scaricato l'inossidabile Luciano Casula e scelto a larga maggioranza Simone Rivano, 34 anni, molto più giovane del predecessore e capogruppo uscente del Pd. Il cambio generazionale ai più è apparso come l'ennesimo segnale di rottura con la rete avvolgente delle solite famiglie, alle quali è sempre piaciuto soffiare sul collo degli amministratori di centrosinistra o centrodestra a seconda delle circostanze e degli interessi.

I democratici avrebbero voluto presentarsi compatti, non ci sono riusciti. Rivano ha raccolto il sostegno dei Comunisti italiani e della lista civica Rinnovamento, ma è stato murato da Italia dei valori e ha rifiutato di allearsi con la Sinistra. Per motivi diversi, Massimo Sanna (Idv) e Giancarlo Lecis (Rc) hanno scelto così di correre da soli, dimezzando nei fatti il potenziale del Pd. Oggi Rivano sa bene che vincere al primo turno per lui sarà difficile - parte dal 34,5 per cento delle politiche - e pensa già al ballottaggio: gli apparentamenti potrebbero garantirgli il successo finale. Ma allearsi non sarà facile, scorie e invidie sono dappertutto. Ad aprile Di Pietro e i suoi qui hanno raccolto un entusiasmante 4 per cento e con il petto gonfio per quell'exploit vogliono cavalcare ancora la tigre: presuntuosi? La Sinistra ha trattato con il Pd ma l'odioso strappo nazionale era troppo fresco per essere dimenticato. Ancora scossi i rifondaioli, duri e puri, hanno preteso la corsa solitaria spinti dalla voglia di riscatto dopo la figuraccia patita alle politiche: orgogliosi.

Se nel centrosinistra il clima è ancora caldo, sul fronte opposto c'è un ex sindaco, Paolo Mereu, che ha chiuso subito il recinto e lo squadrone dei moderati, Udc compreso, è stato così catechizzato prima di qualsiasi ribellione. Poi ha incassato il sostegno del Psd'Az e della civica Popolo dell'Autonomia, coalizione voluta da Fortza Paris (ad Assemini vive il presidente nazionale Gianfranco Scalas) e dall'Uds di Mario Floris, che qui ha un consistente bacino elettorale. Sceso in campo con le spalle corazzate, Paolo Mereu sa che il suo esercito può vincere al primo turno (alle politiche il solo Pdl ha raccolto poco meno del 46 per cento e con i cinque punti e mezzo portati in dote da Casini e sardisti arriverebbe ben oltre la metà) ma vive sulla pelle anche il rischio di finire subito ostaggio degli alleati. Gli è già successo alla fine degli anni novanta, quando vinse facile e dopo pochi mesi fu sfiduciato. Adesso gli stessi miscredenti, oggi pentiti, lo portano in processione quasi fosse l'indimenticabile Madonnina di Assemini, quella delle lacrime rosso sangue, mai riconosciuta come miracolosa dalla chiesa e neanche dalla magistratura. A Mereu la lezione è servita e lui nell'accettare ha imposto a tutti voto di castità e assoluta devozione. Ma nel segreto dell'urna potrebbe riesplodere la rissa e allora il villaggio ritornerebbe a essere quello che è stato: un covo di indiavolati.
(13 giugno 2008)

Assemini 13 Giugno 2008 di Umberto Aime

Una visione molto realistica di questa cittadina e della sua classe dirigente
Assemini. Il primo miracolo c'è già stato: cinque anni fa i candidati alla poltrona di sindaco erano addirittura dieci. Oggi sono appena quattro. Uno del centrodestra, con sette liste al seguito, tre dello schieramento opposto, spezzettato tra Pd, Italia dei valori e Sinistra Europea.

Il villaggio delle risse oggi è un ricordo. L'ultimo dibattito fra i quattro leader in campo, organizzato come sempre dal parroco, stavolta è filato liscio, senza attacchi personali e senza quella passione (spesso cattiva) che da sempre colorano le elezioni da queste parti. Come nel 2003, quando dieci candidati indiavolati, uno contro l'altro armati, fecero paura persino al prete, che rinunciò al faccia a faccia per non essere testimone di una possibile rissa. A uscire vittorioso da quella polveriera fu, al ballottaggio, il candidato più forte del momento: Luciano Casula del centrosinistra. Da allora molto è cambiato, non solo nel clima e negli umori. Vuoi perché i notabili non hanno più l'animosità di altre stagioni, tutti invecchiano, vuoi perché c'è finalmente un Piano urbanistico, approvato dal Consiglio comunale nel 2007, che ha messo a tacere molti tromboni dell'edilizia privata.

Anche la clamorosa storia del falso ingegnere a capo dell'Ufficio tecnico ha fatto vergognare diversi potenti, scesi in fretta dal palco delle autorità per non essere coinvolti. È cambiato molto altro ancora in questo villaggio, che continua a crescere negli abitanti (seicento all'anno, la gran parte in fuga da Cagliari), dove l'edilizia è inarrestabile tra villette a schiera e palazzine e dove tutti sono orgogliosi di vivere in un comune considerato dagli esperti "l'unico possibile polo d'attrazione a nord ovest del capoluogo". A maggio il centrosinistra, con le primarie, ha scaricato l'inossidabile Luciano Casula e scelto a larga maggioranza Simone Rivano, 34 anni, molto più giovane del predecessore e capogruppo uscente del Pd. Il cambio generazionale ai più è apparso come l'ennesimo segnale di rottura con la rete avvolgente delle solite famiglie, alle quali è sempre piaciuto soffiare sul collo degli amministratori di centrosinistra o centrodestra a seconda delle circostanze e degli interessi.

I democratici avrebbero voluto presentarsi compatti, non ci sono riusciti. Rivano ha raccolto il sostegno dei Comunisti italiani e della lista civica Rinnovamento, ma è stato murato da Italia dei valori e ha rifiutato di allearsi con la Sinistra. Per motivi diversi, Massimo Sanna (Idv) e Giancarlo Lecis (Rc) hanno scelto così di correre da soli, dimezzando nei fatti il potenziale del Pd. Oggi Rivano sa bene che vincere al primo turno per lui sarà difficile - parte dal 34,5 per cento delle politiche - e pensa già al ballottaggio: gli apparentamenti potrebbero garantirgli il successo finale. Ma allearsi non sarà facile, scorie e invidie sono dappertutto. Ad aprile Di Pietro e i suoi qui hanno raccolto un entusiasmante 4 per cento e con il petto gonfio per quell'exploit vogliono cavalcare ancora la tigre: presuntuosi? La Sinistra ha trattato con il Pd ma l'odioso strappo nazionale era troppo fresco per essere dimenticato. Ancora scossi i rifondaioli, duri e puri, hanno preteso la corsa solitaria spinti dalla voglia di riscatto dopo la figuraccia patita alle politiche: orgogliosi.

Se nel centrosinistra il clima è ancora caldo, sul fronte opposto c'è un ex sindaco, Paolo Mereu, che ha chiuso subito il recinto e lo squadrone dei moderati, Udc compreso, è stato così catechizzato prima di qualsiasi ribellione. Poi ha incassato il sostegno del Psd'Az e della civica Popolo dell'Autonomia, coalizione voluta da Fortza Paris (ad Assemini vive il presidente nazionale Gianfranco Scalas) e dall'Uds di Mario Floris, che qui ha un consistente bacino elettorale. Sceso in campo con le spalle corazzate, Paolo Mereu sa che il suo esercito può vincere al primo turno (alle politiche il solo Pdl ha raccolto poco meno del 46 per cento e con i cinque punti e mezzo portati in dote da Casini e sardisti arriverebbe ben oltre la metà) ma vive sulla pelle anche il rischio di finire subito ostaggio degli alleati. Gli è già successo alla fine degli anni novanta, quando vinse facile e dopo pochi mesi fu sfiduciato. Adesso gli stessi miscredenti, oggi pentiti, lo portano in processione quasi fosse l'indimenticabile Madonnina di Assemini, quella delle lacrime rosso sangue, mai riconosciuta come miracolosa dalla chiesa e neanche dalla magistratura. A Mereu la lezione è servita e lui nell'accettare ha imposto a tutti voto di castità e assoluta devozione. Ma nel segreto dell'urna potrebbe riesplodere la rissa e allora il villaggio ritornerebbe a essere quello che è stato: un covo di indiavolati.
(13 giugno 2008)

STRANE AMNESIE


Bentornati, Fatti in Comune riprende la sua attività, lo fa dopo due mesi di meritato riposo, il blog in ferie l'attività politica no.
A parte gli inevitabili passaggi di carattere tecnico amministrativo, le ultime settimane hanno fatto registrare una certa stanchezza politica, dovuta soprattutto alla mancata realizzazione di alcuni punti programmatici che l'Amministrazione si era prefissa di raggiungere senza per altro indicare date precise. Viviamo in una realtà dove le problematiche si susseguono rapide e spigolose, ogni giorno c'è una novità che va ad aggiungersi alle tante disgrazie ereditate da un passato non molto lontano caratterizzato da iniziative discutibili e contorte dal punto di vista amministrativo.
Il ruolino di marcia che ci siamo posti può essere riduttivo ed apparire ai più attenti osservatori della politica locale una semplice indicazione delle cose da fare nell'immediato, ci riferiscono che ci sarebbe qualcuno che lavora per noi, raccogliendo tutto il malessere generale e trascrivendo testè su un fantomatico blog i mali del nostro tempo ed i responsabili cattivi da abbattere.
Sicuramente ci fa meraviglia riscontrare che il feroce cantore della sciagura cittadina soffra di evidenti amnesie, infatti non riusciamo a capire dov'era e cosa osservava questo genio della penna sino a qualche mese fa.
Allora Assemini sembrava non avere problemi, tutto filava liscio a meraviglia.
Il PUC poi, andava approvato subito, nell'immediato, cos'ì com'era, forse perchè qualche illustre rappresentante della maggioranza aveva a cuore le sorti della cittadina?
Chissà, il dubbio ci assale, anche se le voci dei maligni sono pronte a giurare che la "sacra famiglia" avesse in quel piano alcuni ettari da concimare a cemento....illazioni, i soliti malpensanti di paese, in effetti questi signori hanno sempre provveduto al bene comune, talmente presi dal prestarsi agli altri che in più di un'occasione si sono dimenticati di se stessi.
Ma noi su tutto questo dobbiamo ammutolire, non possiamo parlare di cose di estrema importantanza come quelle appena accennate, noi non abbiamo l'autorevolezza e le grandi capacità messe in campo dal cantore nella sua entusismante vita al servizio degli altri, dobbiamo accontentarci del consenso conferitoci dagli elettori ed esprimerci a nostro modo nelle sedi ufficiali.
Purtroppo (ma anche per fortuna) lavoriamo da sempre e le nostre attività politiche sono esclusivamente al servizio della cittadina, non abbiamo ettari da "bonificare" non abbiamo concorsi da vincere ed in servizio permanente ci siamo passati tanti anni fa, a schiena dritta e gambe chiuse!