sabato 11 settembre 2010

STRANE AMNESIE


Bentornati, Fatti in Comune riprende la sua attività, lo fa dopo due mesi di meritato riposo, il blog in ferie l'attività politica no.
A parte gli inevitabili passaggi di carattere tecnico amministrativo, le ultime settimane hanno fatto registrare una certa stanchezza politica, dovuta soprattutto alla mancata realizzazione di alcuni punti programmatici che l'Amministrazione si era prefissa di raggiungere senza per altro indicare date precise. Viviamo in una realtà dove le problematiche si susseguono rapide e spigolose, ogni giorno c'è una novità che va ad aggiungersi alle tante disgrazie ereditate da un passato non molto lontano caratterizzato da iniziative discutibili e contorte dal punto di vista amministrativo.
Il ruolino di marcia che ci siamo posti può essere riduttivo ed apparire ai più attenti osservatori della politica locale una semplice indicazione delle cose da fare nell'immediato, ci riferiscono che ci sarebbe qualcuno che lavora per noi, raccogliendo tutto il malessere generale e trascrivendo testè su un fantomatico blog i mali del nostro tempo ed i responsabili cattivi da abbattere.
Sicuramente ci fa meraviglia riscontrare che il feroce cantore della sciagura cittadina soffra di evidenti amnesie, infatti non riusciamo a capire dov'era e cosa osservava questo genio della penna sino a qualche mese fa.
Allora Assemini sembrava non avere problemi, tutto filava liscio a meraviglia.
Il PUC poi, andava approvato subito, nell'immediato, cos'ì com'era, forse perchè qualche illustre rappresentante della maggioranza aveva a cuore le sorti della cittadina?
Chissà, il dubbio ci assale, anche se le voci dei maligni sono pronte a giurare che la "sacra famiglia" avesse in quel piano alcuni ettari da concimare a cemento....illazioni, i soliti malpensanti di paese, in effetti questi signori hanno sempre provveduto al bene comune, talmente presi dal prestarsi agli altri che in più di un'occasione si sono dimenticati di se stessi.
Ma noi su tutto questo dobbiamo ammutolire, non possiamo parlare di cose di estrema importantanza come quelle appena accennate, noi non abbiamo l'autorevolezza e le grandi capacità messe in campo dal cantore nella sua entusismante vita al servizio degli altri, dobbiamo accontentarci del consenso conferitoci dagli elettori ed esprimerci a nostro modo nelle sedi ufficiali.
Purtroppo (ma anche per fortuna) lavoriamo da sempre e le nostre attività politiche sono esclusivamente al servizio della cittadina, non abbiamo ettari da "bonificare" non abbiamo concorsi da vincere ed in servizio permanente ci siamo passati tanti anni fa, a schiena dritta e gambe chiuse!

martedì 29 giugno 2010

28 Giugno Consiglio Comunale


Un lunedi caldo e assolato riapre i lavori del Consiglio Comunale, i punti all'ordine del giorno vengono ben presto scardinati dalla voglia della minoranza di parlare delle elezioni provinciali. Normale, la conferma di Milia alla presidenza della giunta provinciale riporta tutti con i piedi per terra, la coalizione di centrodestra sembra aver smarrito lo smalto di due anni fa, quello vincente ed entusiasta, per ritrovarsi avvolto nelle beghe delle lotte intestine, lotte personali che di politico hanno ben poco.
La sconfitta che voglio sottolineare è quella del voto, al ballottaggio si sono recati alle urne solo il 15,7% degli aventi diritto: un'inezia, una sonora bocciatura della democrazia partecipata, del sistema partitico e della politica in genere.
Le elezioni provinciali hanno fatto registrare sempre vistosi cali di votanti ma mai si era arrivato ad un minimo storico come queste ultime, i politilogi si sforzeranno nel trovare le giustificazioni più appropriate per raccontare il fallimento elettorale, noi piccoli protagonisti dello scenario politico locale, siamo consapevoli di quanto sia drammatica la situazione socio-economica che sta interessando una fetta sempre più grande di cittadini.
E' molto difficile imbastire un progetto politico convincente quando le risorse si fanno sempre più scarne ed i problemi si moltiplicano a dismisura, non solo, spesso ci si dimentica che i problemi come la disoccupazione, difficilmente possono essere affrontati dall'ente locale che invece deve subirli e mettere in campo ulteriori risorse per arginarne gli effetti.
In un clima come quello descritto è facile lasciarsi andare all'irresponsabilità, è facile bastonare il cane che affoga è facile gettare fango nelle istituzioni con il solo intento di screditarne per trarne ipotetici vantaggi politici nef futuro immediato.
Io penso che in questo momento sia importante sottolineare l'esatto contrario, cioè il senso di responsabilità che ci ha portato in Consiglio Comunale a continuare il lavoro che ci è stato liberamente affidato dagli elettori.
Il senso della politica non può e non deve smarrirsi dietro agli insulti e le accuse senza senso mosse da coloro che non avendo il consenso democratico sparano a zero per il solo gusto di farlo, ho deciso di non parlare più di queste persone, tralatro è qualcosa che non faccio da tempo e che non serve a nulla per il tipo di lavoro che intendiamo svolgere.
L'impegno nell'esclusivo interesse comune per dare a questa cittadina un volto migliore ed una qualità della vita dignitosa e serena.

giovedì 3 giugno 2010

ELEZIONI PROVINCIALI 2010


Calano i votanti in maniera molto marcata, un astensionismo che sicuramente colpisce in modo più evidente i partiti classici indirizzando il voto su una scelta prettamente personale.
Assemini mette in campo una corsa al voto ai limiti dello spregiudicato, molti candidati che intrecciano il loro elettorato, è stata una battaglia.
I candidati signori si sono distinti nella campagna elettorale, sobria e improntata sul rispetto degli avversari, naturalmente qualcuno si è distinto al contrario.
Non avendo argomenti seri e costruttivi da mettere in campo, hanno cercato la rissa mettendo in campo una vera e propria diarrea politica.
Volantini stile BR anni '70 che circolavano in tutta la cittadina e dove venivano menzionate una serie di presunte inefficienze amministrative dell'attuale amministrazione comunale di Assemini.
Gli elettori hanno capito, il responsabile principale di quelle inefficienze è stato identificato in maniera netta e indiscutibile.
Allontanato dalla responsabilità di governo della cittadina per maninfesta incapacità e per nepotismo sfrenato e fuori controllo, i cittadini di Assemini hanno capito che il colpo di coda era solo l'ultimo atto propagandistico di una storia ormai alla fine.
I cittadini che sono andati a votare hanno scelto di premiare coloro che in consiglio comunale hanno dato prova di serietà e onestà, valori in cui crediamo e che vorremmo fossero i binari principali su cui far scorrere la vita politica.
La Sardegna al primo posto e l'idea che insieme possiamo farcela, dev'essere l'unico obbiettivo da raggiungere.
Noi siamo pronti, la sfida ci appassiona e sapremo affrontarla con la determinazione e la serietà che ci ha contraddistinto in questi anni.
Grazie a tutti gli elettori che ci hanno premiato portandoci ad essere i terzi più votati di Assemini, questo è un risultato straordinario, tenendo conto che la nostra campagna elettorale è cominciata con notevole ritardo ed in condizioni difficilissime.
Il 7,51% dei voti che ci sono stati attribuiti, sono solo l'inizio di una lunga riscossa, la riscossa di tutti coloro che credono nell'amore per la SARDEGNA!

martedì 18 maggio 2010

L'AMORE PER LA SARDEGNA VINCERA' SEMPRE...


Siamo in campagna elettorale, frenetiche e inconsuete le nostre ore trascorrono a contatto con gli amici e con tutti i cittadini che vogliono capire meglio le evoluzioni della politica locale.
Cerco di spiegare le competenze della Provincia, il punto cardine del nostro programma, cerco insomma di dare una caratterizzazione politica a questi confronti inusuali.
Nulla di nuovo all'orizzonte e invece no, c'è chi, in mezzo a queste vicende vuole riaccendere la fiamma dell'odio e dello scontro, fortunatamente si parla di pochissime persone la cui vita non si può definire propriamente "brillante".
Spìano, controllano e scrivono a sproposito le peggiori castronerie, non solo, si arrogano il diritto di esprimere giudizi loro che per natura sono ingiudicabili perchè inetti, inconsistenti e banali.
Se l'obbiettivo è quello di farci perdere la calma, hanno sbagliato per l'ennesima volta (nella vita sbagliano sempre), sono ossessionati e la loro ossessione ogni tanto riprende vigore e non si rendono conto che andranno a sbattere la faccia sul muro.
Continueremo per la nostra strada, semplici, concreti, onesti e decisi, lungo la strada dell'AMORE per la nostra TERRA E L'AMORE PER LA SARDEGNA VINCERA' SEMPRE SULL'ODIO E SULL'INVIDIA...

martedì 20 aprile 2010

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE


Manca poco più di un mese alle elezioni provinciali che si terranno il 30-31 Maggio, solite schermaglie pre elettorali, solite strategie con minacce di divisioni e quant'altro.
La coalizione che si è imposta in maniera netta ed inequivocabile alle Regionali di un anno fa, sembra decisa e compatta, pronta a riproporsi all'attenzione dell'elettorato locale.
Onestamente non mi sembra utile e lungimirante partecipare al solito gioco delle spartizioni, ovvero, una specie di tavolo da gioco dove i partecipanti alzano la posta in gioco o peggio, millantano crediti e forze che non hanno.
Un film già visto tante volte e degno della miglior prima repubblica, una problematica che investe sia il centro destra che il centro sinistra, coalizioni che s'impoveriscono di voti ma si arricchiscono di liste, la politica è anche questo.
Abbiamo davanti ai nostri occhi un elettorato confuso e stanco, sicuramente provato dai tam tam che rinvigoriscono il dilagare della crisi economica come se il pessimismo frustrante, fosse l'unica soluzione ai mali che affliggono la società.
Sappiamo anche come andrà a finire, i tavoli regionali si rifaranno a quelli provinciali e così via, alla fine la paura prenderà il sopravento e tutti ritorneranno all'ovile, ognuno nella coalizione d'appartenenza, ognuno pronto a mettere in campo tutte le forze disponibili pur di accappararsi i voti degli ignari elettori.
La politica dei nostri tempi, stilata e plasmata in senso maggioritario, sembra aver ottenuto risultati opposti rispetto a quelli sperati, si pensava di ridurre i partiti che invece si sono moltiplicati, chi più ne ha ne metta.
Non mancheranno i frustrati egocentrici, quelli che si eleggono a casa loro, fanno e disfano come gli pare convinti di guidare chissà chi e chissà quanti, salvo poi svegliarsi con un bottino di voti a dir poco ridicolo.
Ma a loro non interessa, la volontà popolare è qualcosa di ininfluente nella mente bacata di costoro, si candidano, prendono mazzate, e loro niente, si ripresentano a testa bassa e cercano di rimettersi in gioco con facce diverse ma con teste uguali; insomma vengono cacciati dalla porta principale a pedate nel sedere e loro tranquili, rientrano dal buco della serratura con la faccia di bronzo.
E' gente spregiudicata e senza scrupoli, considerano i loro interessi personali un bene comune, qualcosa da condividere per il bene di tutti, tipo che so, rendere edificabile diversi ettari di terreno di loro proprietà anche se l'area è un acquitrinio alluvionale dove nessuno si sognerebbe mai di metterci un sol mattone, ma loro, loro no, hanno doti estemporanee e possono tutto.
Hanno potuto usare la diffamazione come arma politica cercando di infangare il nome pulito di gente per bene, la cosa più squallida che hanno fatto (e che per questo pagheranno per tutta la vita) è stata quella degli attacchi squallidi e indecenti all'integrità della famiglia, lettere anonime zeppe di squallide insinuazioni che solo chi è abituato a vivere nel degrado famigliare può concepire.
Non ci hanno spaventato allora, NON CI SPAVENTANO ADESSO, siamo e restiamo al nostro posto a disposizione della gente, pronti a mettere in gioco la nostra faccia per dare forza alle nostre idee, stare insieme a chi ci crede e per la condivisione di un'idea comune, è per noi qualcosa di prioritario rispetto alla spazzatura prodotta da questa gentaglia....oggi più che mai possiamo dire: FORZA, PARIS!

martedì 9 marzo 2010

UNA RIFLESSIONE DEL 6 MARZO 2008

Seguo le vicende politiche di Assemini da oltre 20 anni, mai, mi era capitato di assistere ad uno spettacolo così confuso e indecente. Conosco la maggior parte dei protagonisti e in una proiezione futura, non promettono niente di nuovo. Soprattutto non si vedono speranze positive per una rapida soluzione delle istanze di cui la popolazione si rende protagonista. Conosco i problemi di questo Paese grazie al fatto di averli potuti osservare con occhio critico, distante e obbiettivo nel corso di questi anni, ritengo ci sia un gap culturale enorme da colmare, senza questa compensazione il nostro paese non ha nessuna speranza di invertire la rotta. Per anni si sono succedute lotte personali e familiari che hanno portato lo sconcio sociale a cui assistiamo; tutti si sentono autorizzati a risolvere problemi che non conoscono, situazioni che non vivono, il tutto per l'effimero desiderio di esserci al posto di altri. Poi se le nostre scuole sono degne del quarto mondo, se i servizi ai cittadini del quinto e se le sacche sempre più estese di disagio sociale s'ingrossano....chi se ne frega! Questo paese non ha spessore politico! E' una congrega di ciarlatani di strada che vivono di sensazioni improbabili. La politica è una cosa nobile! Chi ha un briciolo di cultura classica non può non identificare nei valori dell'antica grecia il significato di questa parola, le "polis", la "agorà" i luoghi in cui gli uomini di pensiero esprimevano le loro idee liberamente ed il popolo aveva l'obbligo di valutarli per ciò che erano capaci di rappresentare. Oggi la politica è uno spettacolo deprimente fatto di egoismo e improvvisazione. In un paese come il nostro c'è stato un delinquente che per dieci anni ha frodato l'intera comunità ed il consiglio comunale ha avuto paura di affrontare apertamente il discorso, addirittura si temeva di menzionarle il nome riducendo il tutto a consigli comunali a porte chiuse come se i fatti in questione fossero un problema privato e non di tutta la comunità. Una comunità dove esistono anche bambini abbandonati per strada che sognano di avere un frigorifero in casa e coloro che dovrebbero rappresentare gli interessi di questi bambini ne ignorano addirittura l'esistenza! Un consiglio comunale dove i consiglieri non provano nessuna vergogna nell'affermare che quando hanno votato la delibera inerente l'istituzione della compagnia barracellare non avevano capito di cosa si stava parlando........Un consiglio comunale che solo in un momento ha sfoggiato tutta la sua saccente capacità di interpretare i problemi del PAese, quando bisognava colorare le zone, dipingere il quadro di un territorio già abbondantemente devastato dai barbari dell'urbanistica e alla faccia dei bambini abbandonati per strada. Chiederanno scusa perchè non si potrà inagurare la piscina da undici miliardi di lire prima della fine di quest'anno con oltre due anni di ritardo, speriamo trovino le parole giuste per spiegarlo a quel bambino che sogna di avere un frigorifero in casa.....Io ho sempre dato un contributo alla politica di questo paese, sicuramente piccolo, piccolissimo ma sempre onesto, pulito e libero. Questo è e resterà il mio concetto di libertà. Continuerò a valutare gli avenimenti con la sobria intelligenza di chi la vita ha avuto il coraggio di viverla a viso aperto senza convenzioni insopportabili. L'onestà è un punto fermo dal quale partire ed è soprattutto il valore che mi è stato trasmesso da una famiglia umile e solida anzi solidissima. E' un punto che viene prima di tutto. In questo momento non sono in grado di prevedere gli scenari futuri, di solito "ci ho azzeccato", stavolta ho qualche difficoltà perchè la gente che mi è vicina, mi chiede qualcosa che nelle condizioni attuali sento irrealizzabile. Per quell'onestà di cui ho parlato, non posso tradire quelle persone che liberamente e senza nessuna contropartita hanno avuto il coraggio di scrivere il mio nome o un altro da me indicato, su un pezzo di carta. Sarebbe come tradire quei valori fondamentali su cui ho costruito questa esperienza politica, senza padroni e senza compravendite. Le cose che ho fatto e che faccio sono frutto della mia libera interpretazione della vita, quindi della politica. Posso trasmettere a questo mio Paese natale una grande esperienza ma a cosa serve questa esperienza se poi le cose vanno sempre allo stesso modo? In politica ci vuole rispetto e umiltà, prima di tutto per i colleghi di partito, secondo per gli avversari. Io penso che tutto questo nella polita d'oggi, non esite. Non ho il desiderio di dimostrare niente a nessuno, mi accontento (come sempre) di essere quello che sono, libero, testardo e onesto ASSEMINESE!

lunedì 8 marzo 2010

La valutazione nella progettazione didattica


Un progetto pilota per valorizzare Qualità e Merito

Le indagini internazionali come TIMMS, OCSE Pisa 2006, ma anche la recente “prova nazionale” svolte per gli alunni di fascia d’età che va dai 13 ai 15 anni, hanno dato tutte lo stesso risultato: la qualità dell’apprendimento, soprattutto in matematica, nel nostro paese non è soddisfacente. Con un punteggio fortemente sotto la media, e grandi differenze tra nord e sud, le performances degli studenti italiani si sono posizionate a livelli molto bassi rispetto ai loro compagni di altre nazioni europee. Un dato oggettivo questo, che fa riflettere e dal quale emerge chiara la necessità di un ripensamento generale dell’intera attività scolastica: se da un lato si rende rende necessaria una formazione professionale continua e costante per tutto il personale scolastico, dall’altra si inevitabile una rivisitazione di metodologie e strategie didattiche sotto una luce nuova. Non è facile però intervenire in modo efficace all’interno del sistema scolastico che, in quanto sistema complesso, risente di una serie di una serie di variabili come quelle di carattere interno (es. l’auto-organizzazione) o esterno (di raccordo e di rete con altri sistemi organizzati o come l’adattamento all’ambiente).
Tra gli obiettivi del progetto P.Q.M. (Progetto Qualità e Merito) infatti, che per questo primo anno si presenta in forma di progetto pilota e solo sulla matematica, c’è quello di introdurre la valutazione come elemento sostanziale per la progettazione delle attività didattiche, un ottimo proposito, anche se il vero auspicio è quello che la valutazione diventi in futuro prassi normale all’interno del sistema scolastico, strumento utile al lavoro dell’insegnante ed all’intera scuola.
Ciò permetterebbe per esempio di determinare in modo più oggettivo gli obiettivi che la scuola stessa si prefigge, come per esempio i livelli di apprendimento degli studenti e il miglioramento in generale.
IMMAGINE TRATTA DA DIA INDIREIl progetto PQM, promosso dal MIUR in collaborazione con ANSAS e INVALSI, ormai a metà del suo percorso, ha visto impegnate due classi delle 400 scuole secondarie di primo grado, distribuite in tutta Italia, che si sono candidate nella somministrazione di un test in entrata (che si è svolto in ottobre a cura dell’Invalsi) e che ripeteranno il test in uscita a metà maggio. Nel lasso di tempo che separa le due verifiche sia i docenti delle classi coinvolte nei test (Tutor d’Istituto), che i docenti che li affiancheranno, supportandoli e sperimentando con loro nuove metodologie di lavoro (Tutor/coach di Progetto), saranno impegnati nella stesura e nell’attuazione di un piano di miglioramento con lo scopo di potenziare le performances degli studenti.
L’ANSAS è stata impegnata nella formazione degli 80 Tutor/coach di Progetto, che si è articolata su due piani: disciplinare e metodologico.
Data la complessa architettura del progetto (ad ogni tutor/coach è affidato un network di cinque scuole, raggruppate su base territoriale) ha richiesto uno sforzo notevole dal punto di vista progettuale: prima tra tutte, nella pianificazione dell’impianto formativo, la difficoltà di riuscire costruire un modello capace di sostenere il docente, affiancarlo nella pratica didattica, di riflettere sulle eventuali innovazioni sul piano della metodologia e dei contenuti.
Basata sulla tesi che considera l’apprendimento di un individuo contemporaneo sottoposto ad una continua trasformazione, la pratica del coaching, per la parte metodologica, è parsa quella più vicina a rispondere alle necessità che si sono presentate. Utilizzata soprattutto nel settore della formazione aziendale, ma anche nello sport e nel mondo dello spettacolo, l’attività di coaching ha avuto larga diffusione in Gran Bretagna anche in ambito scolastico, dove è stata impiegata nella sperimentazione di un articolato modello basato sull’individuazione ed il perseguimento degli obiettivi (GROW).
In Italia non è la prima volta che vi si ricorre, già nel progetto Digiscuola nel 2004, sempre promosso dall’Ansas, il coach aveva il compito di accompagnare il docente nella sperimentazione di una nuova didattica in conseguenza ad una massiccia introduzione di strumenti tecnologici nella scuola. Nel progetto PQM, tale concetto è stato ripreso e rafforzato: il tutor di progetto/coach, nel periodo di formazione previsto, ha il compito di sostenere e guidare i suoi colleghi del network, titolari delle classi sottoposte al test, verso una nuova ridefinizione dei metodi e delle strategie didattiche sottese agli obiettivi prefissi. L’Ansas ha inoltre predisposto un ambiente di formazione online che comprende strumenti di comunicazione sincrona ed asincrona (forum, condivisione materiali) e messo a disposizione dei materiali sia di supporto metodologico sia disciplinari; quest’ultimi sono stati elaborati da un gruppo di esperti, provenienti da Università ma anche dal mondo della scuola. Il gruppo, che ha lavorato secondo le indicazioni del Prof. Giorgio Bolondi (Università di Bologna), ha sviluppato attività principalmente su due delle 4 aree (Numeri Spazio e figure Relazioni e funzioni Misure, dati e previsioni) che sono state indicate dall’Invalsi particolarmente deboli: Misure dati e previsioni e Relazioni e funzioni.
Ciò che caratterizza particolarmente queste attività è l’approccio ad una didattica laboratoriale, dove per laboratorio non s’intende un luogo fisico ma, come ben spiega il Prof. Bolondi nel materiale formativo a disposizione di tutor e corsisti: in un laboratorio si parte dal problema, non dalla sua soluzione, nel laboratorio si crea una situazione in cui si opera e si progetta, in un laboratorio ben fatto, il lavoro non è mai individuale, nel lavoro di laboratorio non si riesce a tracciare una linea di demarcazione netta tra teoria e pratica.
I Tutor d’Istituto, docenti in formazione, coadiuvati dai loro Tutor/coach di progetto potranno sperimentare le attività nelle proprie classi, seguendo le metodologie proposte, ed avere così la possibilità di approfondire concetti vecchi sotto una nuova luce, ripensarli e riproporli in forma diversa. Ed è proprio in questa delicatissima fase che si manifesta in modo particolare la funzione del coach, il cui intervento tenderà a sostenere la professionalità dell’insegnante verso una riflessione sui processi di trasformazione e di miglioramento attivati, fino al consolidamento delle pratiche innovative.
Al Tutor di Progetto/coach, oltre ad un seminario, che si è già svolto nel mese novembre, di approfondimento sulle attività disciplinari proposte dagli esperti, è stata riservata una recente formazione di due giorni concentrata sulle metodologie proprie del coaching, per appropriarsi di metodi e tecniche. Questa esperienza rappresenta per l’Agenzia e per i docenti che la sperimenteranno un modo nuovo di lavoro da cui, ci auspichiamo potranno nascere, anche grazie agli strumenti di condivisione on line, proposte innovative che si potranno inserire di un progetto ben più ampio. E in questa prospettiva, ci sembra importante mettere a fuoco alcuni concetti chiave come valutazione, ricerca, formazione ed innovazione che si avvicendano all’interno del progetto: la valutazione, che si compone di fasi importanti, come la predisposizione di schemi per rilevazione dei dati e l’analisi dei risultati, alimenta il sistema della ricerca di cui è una delle parti fondamentali. La ricerca, approfondisce le cause dei risultati, estrae criticità e positività, ma soprattutto fornisce modelli trasferibili alla comunità scientifica. Ed infine la formazione, momento fortemente operativo, permette di calibrare gli obiettivi, progettare interventi a breve e a lungo termine, oltre che prevedere i risultati attesi. L’innovazione, intesa come capacità di apportare un cambiamento, come possibilità di ripensare un sistema per migliorarlo, è realizzabile solo se queste componenti lavorano in modo sinergico e costante, se si integrano e si succedono in fasi di lavoro grazie a competenze specifiche e strategie condivise.

di Francesca Storai
01 Febbraio 2010
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