martedì 9 marzo 2010

UNA RIFLESSIONE DEL 6 MARZO 2008

Seguo le vicende politiche di Assemini da oltre 20 anni, mai, mi era capitato di assistere ad uno spettacolo così confuso e indecente. Conosco la maggior parte dei protagonisti e in una proiezione futura, non promettono niente di nuovo. Soprattutto non si vedono speranze positive per una rapida soluzione delle istanze di cui la popolazione si rende protagonista. Conosco i problemi di questo Paese grazie al fatto di averli potuti osservare con occhio critico, distante e obbiettivo nel corso di questi anni, ritengo ci sia un gap culturale enorme da colmare, senza questa compensazione il nostro paese non ha nessuna speranza di invertire la rotta. Per anni si sono succedute lotte personali e familiari che hanno portato lo sconcio sociale a cui assistiamo; tutti si sentono autorizzati a risolvere problemi che non conoscono, situazioni che non vivono, il tutto per l'effimero desiderio di esserci al posto di altri. Poi se le nostre scuole sono degne del quarto mondo, se i servizi ai cittadini del quinto e se le sacche sempre più estese di disagio sociale s'ingrossano....chi se ne frega! Questo paese non ha spessore politico! E' una congrega di ciarlatani di strada che vivono di sensazioni improbabili. La politica è una cosa nobile! Chi ha un briciolo di cultura classica non può non identificare nei valori dell'antica grecia il significato di questa parola, le "polis", la "agorà" i luoghi in cui gli uomini di pensiero esprimevano le loro idee liberamente ed il popolo aveva l'obbligo di valutarli per ciò che erano capaci di rappresentare. Oggi la politica è uno spettacolo deprimente fatto di egoismo e improvvisazione. In un paese come il nostro c'è stato un delinquente che per dieci anni ha frodato l'intera comunità ed il consiglio comunale ha avuto paura di affrontare apertamente il discorso, addirittura si temeva di menzionarle il nome riducendo il tutto a consigli comunali a porte chiuse come se i fatti in questione fossero un problema privato e non di tutta la comunità. Una comunità dove esistono anche bambini abbandonati per strada che sognano di avere un frigorifero in casa e coloro che dovrebbero rappresentare gli interessi di questi bambini ne ignorano addirittura l'esistenza! Un consiglio comunale dove i consiglieri non provano nessuna vergogna nell'affermare che quando hanno votato la delibera inerente l'istituzione della compagnia barracellare non avevano capito di cosa si stava parlando........Un consiglio comunale che solo in un momento ha sfoggiato tutta la sua saccente capacità di interpretare i problemi del PAese, quando bisognava colorare le zone, dipingere il quadro di un territorio già abbondantemente devastato dai barbari dell'urbanistica e alla faccia dei bambini abbandonati per strada. Chiederanno scusa perchè non si potrà inagurare la piscina da undici miliardi di lire prima della fine di quest'anno con oltre due anni di ritardo, speriamo trovino le parole giuste per spiegarlo a quel bambino che sogna di avere un frigorifero in casa.....Io ho sempre dato un contributo alla politica di questo paese, sicuramente piccolo, piccolissimo ma sempre onesto, pulito e libero. Questo è e resterà il mio concetto di libertà. Continuerò a valutare gli avenimenti con la sobria intelligenza di chi la vita ha avuto il coraggio di viverla a viso aperto senza convenzioni insopportabili. L'onestà è un punto fermo dal quale partire ed è soprattutto il valore che mi è stato trasmesso da una famiglia umile e solida anzi solidissima. E' un punto che viene prima di tutto. In questo momento non sono in grado di prevedere gli scenari futuri, di solito "ci ho azzeccato", stavolta ho qualche difficoltà perchè la gente che mi è vicina, mi chiede qualcosa che nelle condizioni attuali sento irrealizzabile. Per quell'onestà di cui ho parlato, non posso tradire quelle persone che liberamente e senza nessuna contropartita hanno avuto il coraggio di scrivere il mio nome o un altro da me indicato, su un pezzo di carta. Sarebbe come tradire quei valori fondamentali su cui ho costruito questa esperienza politica, senza padroni e senza compravendite. Le cose che ho fatto e che faccio sono frutto della mia libera interpretazione della vita, quindi della politica. Posso trasmettere a questo mio Paese natale una grande esperienza ma a cosa serve questa esperienza se poi le cose vanno sempre allo stesso modo? In politica ci vuole rispetto e umiltà, prima di tutto per i colleghi di partito, secondo per gli avversari. Io penso che tutto questo nella polita d'oggi, non esite. Non ho il desiderio di dimostrare niente a nessuno, mi accontento (come sempre) di essere quello che sono, libero, testardo e onesto ASSEMINESE!

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