
IL SEGRETARIO GENERALE ORTU REMO
Buongiorno, sono le ore nove e trentacinque; procediamo con l’appello.
Sono presenti tredici Consiglieri e otto Consiglieri sono assenti.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Nominiamo gli scrutinatori: il Consigliere Garau, il Consigliere Pireddu ed il Consigliere Nioi.
Passiamo ai punti all’ordine del giorno; volevo portare, un attimino, un contributo da parte del Consigliere Mostallino Giulio, che è assente, mi ha dato una comunicazione, e vuole portare un contributo all’assemblea in merito ai punti all’ordine del giorno.
Voglio comunicare anche la mancanza del Consigliere Collu, mi ha chiesto di scusarlo perché è impossibilitato a partecipare; e lo stesso vale per alcuni Consiglieri, sia il Consigliere Berretta, sia il Consigliere Melis di scusarli per problemi di lavoro, ed il Consigliere Fabio Meloni anche lui impossibilitato a partecipare all’incontro di oggi.
VIENE DISCUSSO IL PUNTO NUMERO 1 ALL’ORDINE DEL GIORNO CHE RECITA:
Ordine pubblico: contro la violenza e gli atti intimidatori nei confronti di amministratori e dirigenti pubblici.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Allora, leggo la comunicazione pervenuta da parte del Consigliere Mostallino.
“Alla cortese attenzione del signor Presidente, perché si faccia portavoce delle riflessioni e del messaggio di solidarietà in relazione ai punti all’ordine del giorno della seduta del Consiglio comunale dell’8 marzo 2012, da parte del sottoscritto Consigliere Giulio Mostallino.
Scusandomi anticipatamente per l’impossibilità a partecipare alla seduta consiliare convocata per il giorno 8 marzo 2012 alle ore 09.00, con l’ordine del giorno primo punto, ordine pubblico: contro la violenza e gli atti intimidatori nei confronti di amministratori e di dirigenti pubblici; secondo punto, liberate Rossella, la giovane volontaria impegnata per la pace e la libertà dei popoli.
In merito al primo punto, ritengo sempre utile una riflessione sulla vicenda verificatasi in data 2 marzo 2012, e questa è opportuno farla a freddo, senza farsi prendere dalla frenesia.
Le proteste sono legittime, e ci possono stare per mettere in difficoltà il potere, ma senza che le proteste degenerino nella illegalità e nella violenza cieca.
L’atto criminoso perpetrato nei confronti del comandante Mattana è un atto contro le istituzioni deputate, in modo che prevalga la crescita e la convivenza civile pacifica della nostra comunità. Sarebbe superficiale se noi Consiglieri, Sindaco, Giunta e personale non facessimo un ulteriore sforzo di critica e di analisi relativamente a questi atti che stanno assumendo carattere allarmante.
Cosa possiamo fare per impedire questa espansione del fenomeno? Molto semplicemente si è potuto verificare spesso, ma non sempre, che atti violenti sono stati generati da atti di sopraffazione, di indifferenza e di arroganza, ma tutto questo non giustifica assolutamente le azioni che si stanno compiendo nei confronti delle istituzioni, ed in particolare l’atto vile nei confronti del comandante dei vigili urbani, al quale si manifesta tutta la nostra solidarietà.
Inoltre, non bisogna dimenticare che siamo alla crisi economica che il Paese sta attraversando, e che i servizi giornalmente subiscono aumenti ormai insostenibili per l’intera comunità.
Pensiamo che tutti i cittadini siano disposti a fare dei sacrifici e delle rinunce talvolta insopportabili? Io credo proprio di no. Ed allora suggerirei una maggiore consapevolezza a tutti i soggetti richiamati sopra, per superare lo stato di malessere, e che a tal fine è necessario agire con prudenza, equilibrio e giustizia.
In merito al secondo punto, in assoluto è necessario salvare e liberare, nel più breve tempo possibile, la nostra contemporanea, che nella vita ha voluto intraprendere la strada della solidarietà umana e del volontariato, atteggiamento nobile ed apprezzabile sul piano civile nei confronti di queste popolazioni sub Sahariane.
Non è la prima volta che dei cittadini italiani si trovano coinvolti in rapimenti in questi luoghi. Allora mi chiedo: non sarà giunto il momento in cui lo Stato Italiano pretenda, in maniera categorica e forte, che i paesi ospitanti garantiscano l’incolumità di queste persone?
Pertanto, è naturale ed ovvio, nonché scontato, che ognuno di noi e le istituzioni si impegnino al massimo affinché la Rossella Urru possa fare rientro a casa, e vivere gli affetti familiari e dell’intera comunità.
Il Consigliere Giulio Mostallino”.
Interventi fuori ripresa microfonica
Consigliere Rivano, se qualche altro Consigliere non presente mi avesse dato una comunicazione io, nel rispetto del ruolo istituzionale di tutti... Non iniziamo a fare polemica anche su queste cose.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Presidente, io le voglio chiedere una cosa? Posso chiederle una cosa per l’andamento del Consiglio? Non ho capito come è l’andamento del Consiglio, signor Presidente.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Scusate, allora ho aperto il Consiglio Comunale con la comunicazione che mi è stata richiesta da parte del Consigliere Mostallino, e le altre comunicazioni; dopo di che si discute sui punti all’ordine del giorno, ed i Consiglieri hanno facoltà di intervenire.
Il signor Sindaco vuole intervenire su questo punto, prego.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Io le sto chiedendo un chiarimento perché all’inizio...
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Allora, il punto all’ordine del giorno è il primo.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Io voglio capire questo, cioè abbiamo iniziato già il punto all’ordine del giorno.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Esatto!
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Allora, io che come Consigliere volevo capire se, noi abbiamo iniziato un Consiglio, io potevo fare una comunicazione da parte del nostro gruppo per mancanza e roba del genere.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Certo, lo può fare anche lei.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Allora, abbiamo saltato le raccomandazioni e le interrogazioni.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Oggi non c’erano interrogazioni e raccomandazioni.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Lo ha deciso lei?
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Consigliere, oggi è un Consiglio straordinario urgente.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Io posso anche accettarlo come Consigliere, però lei...
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Se sono in merito, le raccomandazioni, sul punto all’ordine del giorno, prego Consigliere.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Lei ha deciso, ce l’ha imposto nel Consiglio, basta. Io voglio capire questo, l’ha deciso lei.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Io non ho imposto nulla.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
L’ha deciso lei! L’ha deciso lei, perché lei non ha parlato con noi, basta.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Esatto, se ci sono interrogazioni e raccomandazioni possono essere portate alla Presidenza.
Interventi fuori ripresa microfonica
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
... modo di poter portare discussioni di questa importanza, senza aver lei prima parlato ai gruppi consiliari per sapere come iniziare il punto all’ordine del giorno.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Guardi, c’è poco da discutere come si inizia un punto all’ordine del giorno, sono due i punti ed i Consiglieri possono intervenire.
Prego, signor Sindaco.
IL SINDACO MEREU PAOLO
Grazie signor Presidente.
Io penso che non sia il momento di fare polemiche sterili, perché siamo in un momento particolare, ed in una giornata particolare.
Quindi, essendo oggi l’8 marzo il mio primo saluto, ed il mio primo augurio è quello a tutte le donne ed ai diritti, ovviamente, delle donne che devono venire salvaguardati.
In questo momento penso che ci sia, o ci debba essere perlomeno, un senso comune che deve andare a toccare con mano quelle che sono le motivazioni gravi che hanno spinto sia l’Anci, ma soprattutto noi, nella nostra comunità, a convocare urgentemente questo Consiglio, perché il nostro oltre che su invito dell’Anci per l’argomento importante che è liberate Rossella, è quello della manifestazione nostra ad un nostro dirigente che ha subito una violenza.
Quindi, è questo il succo ed è questo il momento importante di questo Consiglio; però, prima di iniziare, ovviamente, è importante anche introdurre nella giornata particolare dell’8 marzo e ricordare che tutto ciò che oggi è naturale, tutto ciò che oggi sono dei diritti che le donne hanno, sicuramente, in tempi addietro se non fosse mai nato il movimento delle donne, il movimento che poi anche con un certo spregio, qualche volta, era stato chiamato femminista, probabilmente, certi obiettivi non sarebbero potuti essere raggiunti e, sicuramente, ciò che oggi è la normalità un tempo non era normalità, come qualcuna che agli inizi del Novecento diceva: sono certa che un giorno le donne potranno persino votare.
Oggi siamo nella condizione, invece, che tutte le amministrazioni europee, e noi siamo come Italia abbastanza in ritardo, hanno una percentuale assicurata di presenza delle donne nella pubblica Amministrazione, sia in Senato, nel Parlamento ed in tutte le istituzioni.
Quindi, questo può essere anche uno spunto per partire, ma mi interessa vedere che oggi i temi attuali che interessano il dibattito sulle donne, visti gli avvenimenti dell’ultimo periodo, sono soprattutto due.
Il primo è la frequenza degli omicidi di cui le donne sono vittime, soprattutto nell’ambito familiare, perché ad un certo punto si stanno ripetendo, con una frequenza che prima non era pensabile, i delitti all’interno delle mura, oppure diciamo nel contesto dei rapporti.
L’altro, invece, è il protagonismo che è andato assumendo il corpo femminile nella sfera pubblica e televisiva. Ecco, questi due fattori, sicuramente...
Interventi fuori ripresa microfonica
Scusate, se dobbiamo andare così possiamo chiudere il Consiglio e andarcene, perché essersi deve, ad un certo punto, chiacchierare ed andare avanti io sono disponibile, se questi argomenti non interessano tranquillamente, io non capisco neanche perché uno venga in Consiglio.
Se, ad un certo punto, si deve ascoltare nel momento in cui si deve ascoltare, bene, altrimenti possiamo anche chiudere il Consiglio come l’abbiamo aperto.
Stavo dicendo solo due parole; stavo dicendo che questi segnali hanno una realtà inquietante, in cui viene enfatizzato da una parte il corpo femminile, e dall’altra invece ci sia questa incidenza, aumento di incidenza di delitti nell’ambito familiare.
Quindi, questo 8 marzo deve essere visto sì come quello della donna, e di quello che è stato negli anni il riscatto della zona, però, teniamo presente che ancora in tanti campi le donne sono molto, molto indietro, anche se si sono fatti tanti, tanti passi.
Pensate solo che i laureati in Italia, oggi come oggi sono, sulla percentuale ovviamente dei laureati, il 15,7% donne, ed i maschi sono il 13%, cosa che nel 1950 solo il 25% di laureati in Italia era di sesso femminile; quindi, facendo il paragone sono sessant’anni.
Fatto questo io passo al punto all’ordine del giorno, che è quello dell’ordine pubblico: contro la violenza e gli atti intimidatori nei confronti di amministratori e di dirigenti pubblici, ed è legato agli attentati che negli ultimi anni soprattutto sono state vittime tanti e tanti amministratori, e dirigenti e dipendenti degli enti pubblici.
Ho fatto un excursus così per vedere, ma nell’ultimo anno sono stati tantissimi gli amministratori che hanno subito attentati, anche nel sud Sardegna, cosa che prima ero un po’ inusuale, ma abbiamo visto Quartucciu, Sinnai, Cagliari stessa, adesso Monserrato, l’ultimo di Assemini che ha riguardato il nostro comandante dei vigili, senza pensare poi a quello della caserma dei carabinieri a Decimomannu, che lo stesso è molto vicino a noi.
Quindi, è qualcosa che sta prendendo piede dove, ad un certo punto, c’è un certo numero di persone che tende quasi, non riconoscendo la legittimità di certe decisioni, di voler da soli indirizzare o intimorire quella determinata persona che quelle decisioni le prende, anche se molte volte non sono altro che il mettere in pratica delle leggi nazionali, o delle leggi regionali, perché qui di questo si tratta.
Quindi, io penso che in un momento delicato come questo sia importante stare vicini, dare tutta la solidarietà e comprensione a chi ha subito questi atti intimidatori, perché il nostro comandante dei vigili, tra l’altro, non è la prima volta che è stato sottoposto, perché chi ha memoria negli anni, mi pare anche nel periodo in cui era alla Procura della Repubblica, ebbe un intervento abbastanza pesante nella sua casa di abitazione. Quindi, penso che sia una cosa da condannare da parte di tutti.
Io venerdì due mi sono messo in contatto con il signor Prefetto, e martedì mattina c’è stato un incontro in Prefettura, finalizzato solo all’ordine pubblico di Assemini, dov’ero presente io con il nostro comandante, era presente anche il Questore, oltre che il Prefetto, il comandante dell’Arma dei Carabinieri, e il comandante della Guardia di Finanza.
Quindi, c’è stato proprio anche un piano così di sicurezza, ed un’analisi di tutte le situazioni che si sono venute a creare di un certo tipo in tutto il nostro territorio; però, ripeto in un momento come questo bisogna avere e ci deve essere una mobilitazione, diciamo, di tutti cittadini onesti, ma soprattutto le amministrazioni e gli enti preposti devono dare tutto il supporto alle persone che sono vittime di questi attentati.
Anche l’altro ieri c’è stato un altro attentato ad Ilbono; stanotte mi pare uno legato a Cappai in una zona qui dell’hinterland; però, sono tutte cose che si susseguono con una frequenza abbastanza intensa.
In questo momento, quindi, io personalmente ho già espresso a nome mio, penso poi di condividere il sentimento di tutti e, quindi, l’ho già fatto di esprimere il sentimento di vicinanza al nostro comandante, ma penso che sia utile e sia importante per la persona che ci sia proprio un’espressione di questa comunità tutta, ed in particolare del Consiglio Comunale che prenda le difese e dia il suo contributo per la vicinanza al nostro comandante.
Ho avuto anche una comunicazione che è arrivata dal sindacato, da Cgil, Cisl e Uil, i quali tutti si uniscono sempre e, quindi, anche questa è particolarmente una nota positiva, perché esprimono proprio, a nome di tutti sindacati di tutti i lavoratori dell’ente, la solidarietà e la partecipazione al comandante e a tutta la famiglia.
Questo penso che sia stato veramente, anche da parte dei sindacati, un atto che sicuramente avrà la sua valenza. Io non voglio togliere spazio al dibattito dei Consiglieri, quindi, mi fermo qui e mi ripropongo, nel caso, di intervenire successivamente, se ce ne fosse la necessità.
Io non penso che sia un fatto personale quello, perché c’era stato un po’ un articolo nel giornale in cui si paventava anche la possibilità di qualche fattore legato alle sue attività familiari o personali, ma penso che, invece, sia proprio per il ruolo che occupa nella nostra Amministrazione, e che sia dovuto solo ed esclusivamente a quello.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Grazie signor Sindaco.
Consigliere Pireddu, prego.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
PIREDDU IGNAZIO
Grazie Presidente.
Un saluto al Presidente, al Sindaco, agli Assessori, a tutti i colleghi Consiglieri ed alle poche persone che stanno assistendo a questo Consiglio Comunale.
Io sento il dovere di esprimere alcune riflessioni su questo punto all’ordine del giorno nella triplice veste di Consigliere Comunale, di cittadino e di servitore dello Stato nella funzione di agente delle forze dell’ordine.
Premetto che la tutela della democrazia è un bene pubblico che dobbiamo preservare, ma pochi sono schierati a difenderla. Nonostante le informazioni ed i mezzi a disposizione siano numerosi, la vita democratica è minata dal problema degli attentati che in Sardegna sta assumendo frequenze sempre più allarmanti, in modo particolare negli ultimi anni, e specialmente contro amministratori e dipendenti pubblici.
Occorre vigilare sempre, e non solo quando ci tocca da vicino. Non so di che natura sia l’ultimo fatto avvenuto ad Assemini che ha colpito il comandante del corpo dei vigili urbani, che sia un incidente casuale, o sia doloso, o intimidatorio.
Se è un’intimidazione lo scopo è quello di provocare terrore, apprensione e paura. Da parte mia va tutta la solidarietà come collega impegnati nella tutela della legge, come amministratore pubblico, e come amico personale.
Questi atti criminali sono aspetti legati all’ambiente sociale ed economico; è, quindi, il derivato di una cultura retrograda; è il risultato di una reazione negativa al mondo esterno, e viene usato per perseguire interessi ed egoismi personali, per questo penso sia più facilmente individuabile.
Certi comportamenti vengono attuati non solo per regolare questioni tra privati, pur esistendo strumenti di tutela dei propri diritti, ma anche per commettere dei soprusi verso la parte avversa, o per rivendicare dei diritti verso la pubblica amministrazione.
Come si potrebbe uscire da questa spirale? Credo sia un’impresa molto difficile, e che non esistono facili scorciatoie. Penso che per prima azione sia necessario un impegno maggiore da parte di noi amministratori nei vari gradi di responsabilità, e nell’apparato burocratico, e si applichi maggiore attenzione ai cittadini che ci hanno delegato ad amministrare, evitando di perseguire interessi personali.
Come seconda azione occorre molta trasparenza nell’azione amministrativa; come terza azione sarebbe utile un organismo investigativo specifico ed organizzato, che possa leggere quello che avviene nei comuni interessati da intimidazioni.
In questi fenomeni, infatti, i Comuni sono le vittime, come lo sono i tantissimi amministratori ed i dipendenti che reggono il peso di una crisi pesante che coinvolge la nostra nazione. Le intimidazioni agli amministratori ed alle istituzioni locali sono una intimidazione a tutta la comunità.
Oggi c’è una grande distanza tra gli amministratori ed i cittadini, quindi, è importante recuperare la fiducia dei cittadini, e bisogna utilizzare tutto il nostro impegno e le nostre energie per far funzionare questa Amministrazione, che appare molto lenta, direi ferma, e provoca molto fastidio e disgusto nella cittadinanza.
Occorre, quindi, impegnarci a creare una forte solidarietà tra le varie realtà locali, e non si può continuare a vederlo come un fatto puramente sporadico.
Tralascio il richiamo ai doveri ed alle responsabilità dello Stato, ed alle sue articolazioni per quanto riguarda la tutela e la sicurezza dei cittadini.
Grazie.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Grazie Consigliere Pireddu.
Chi si iscrive a parlare sul punto? Ci sono altri interventi su questo punto, Consiglieri? Consigliere Lecis, prego.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
LECIS FRANCESCO
Grazie signor Presidente.
Io stamattina ho partecipato a questa adunanza perché, brevemente, volevo sollecitare l’Amministrazione sulla materia del nuovo federalismo fiscale, che nulla ha a che fare con l’argomento, ma visto che siamo a marzo volevo evidenziare che siamo in procinto di veder portare in aula il nuovo bilancio comunale, ma non si è minimamente discusso della nuova aliquota IMU, che una competenza che riguarda il Consiglio Comunale.
Per esempio, il Consiglio Comunale può approvare delibere di riduzione, delibere di aumento, può prevedere esenzioni per i fabbricati inagibili, e tante altre cose, noi di ciò non parliamo. Mi pare che questo argomento moralmente sia meno rilevante di quello di cui discutiamo, ma è sicuramente più premente, ed è di competenza del Consiglio Comunale.
Quindi, mi permetto di sollecitarvi in questa materia, perché si arriva sempre all’ultimo minuto, con atti amministrativi non condivisi e non condivisibili e, pertanto, si lascia andare tutto senza un minimo di discussione.
Detto questo, è naturale ed ovvio che noi esprimiamo vicinanza e solidarietà al comandante del corpo dei vigili urbani Mattana Giampaolo, lo facciamo e l’abbiamo sicuramente fatto anche a livello personale, senza aspettare ed enfatizzare quest’argomento, che ci sembra anche poco utile farlo in Consiglio Comunale.
Le materie di cui dobbiamo occuparci non le trattiamo, però, ci occupiamo di questi argomenti. Chi rappresenta l’ordine pubblico va, sicuramente, tutelato; sono sicuro che il Sindaco in questa materia si muova, comunque, con sensibilità, mi risulta che abbia fatto già dei passi concreti.
Ripeto, non è nostra intenzione cavalcare la tigre e fare, non so, grandi argomentazioni sulla tutela dei pubblici funzionari, è ovvio, è scontato, gliel’abbiamo già espressa la solidarietà al comandante.
Ripeto, ho poco da aggiungere se non una riflessione politica, che è questa: l’Amministrazione, per poter essere credibile, deve comunque sempre avere i numeri anche per fare gli atti; anche oggi non avete i numeri per poter deliberare.
Voi potete argomentare l’ordine del giorno che avete proposto perché in aula è presente la minoranza. Ecco, ci pare anche questo un modo di governare poco credibile, quindi, anche quello che fate poi è poco credibile, perché non è fondato su una consistente maggioranza politica.
Quindi, da parte nostra pur riconoscendo valore agli argomenti che volete trattare, ci pare di partecipare ad un Consiglio Comunale monco. Se voi non avete la maggioranza per governare, insomma, diventa difficile anche per noi ragionare su certi argomenti, mancano i presupposti per considerarvi un’Amministrazione credibile.
Di cosa volete parlare? Non potete fare nulla, quindi, dobbiamo garantirvi noi i numeri anche per le discussioni di questa natura. Un argomento così importante, e non siete in undici neppure oggi; ci sembra quasi demenziale.
Io, francamente, non so cosa voglia fare il gruppo, adesso ne parleremo, però, abbiamo anche poco da dire con questi presupposti.
Grazie Presidente.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Si è iscritto a parlare è il Consigliere Lecca, e poi il Consigliere Scano.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
LECCA GIORGIO
Grazie Presidente
Io riprendo, parzialmente, prima di entrare nella discussione sui vari punti dell’ordine del giorno, alcune considerazioni. Io credo che questi argomenti di cui andiamo a discutere oggi, non sono di secondo piano; io li ritengo, probabilmente, molto più utili di certe altre considerazioni, e sbaglia enormemente colui che è assente a questi dibattiti, sia che sia di maggioranza, sia che sia di opposizione, Consigliere Lecis.
Non è che solo la maggioranza deve essere responsabile su questi atti criminosi, o deve esprimere solidarietà su questi attimi di banditismo e di omertà che esiste, in particolar modo, sulla nostra isola; credo che sia un problema generale della società, e sul quale gli amministratori di qualsiasi estrazione essi siano devono sentirsi responsabilizzati, anche perché poi la criminalità non è che guardi molti i colori, non è che vada a distinguere se uno è di destra, di sinistra, di centro, se uno è di una cosa o di un’altra.
La criminalità sta agendo su vari fronti, in particolare sugli amministratori, quando le cose che fanno gli amministratori non stanno bene, perché questo sta succedendo nella nostra isola, che quando si toccano tasti che urtano le varie camarille che esistono nella nostra regione, automaticamente spuntano le bombe, o spuntano le pistole, perché questo è quando si toccano problemi che non si dovrebbero toccare.
Ed allora si ha tempo di dire di destra e di sinistra, quando si toccano certi punti, qualunque sia il colore, di solito gli mettono la bomba, affinché o si dimetta, così come stava succedendo al Sindaco di Monserrato, così come è successo al dirigente dell’area tecnica stesso di Monserrato, dove ha avuto una serie di attentati, e sui quali poi ha dovuto alzare bandiera bianca, e dove queste cose succedono a chi tenta di fare rispettare l’ordine, così come è successo al nostro comandante sicuramente, perché credo che gli attentati che ha subito vadano inseriti in una logica di rispetto delle norme e delle leggi che regolano l’attività pubblica, perché non è piacevole per nessuno subire multe o quant’altro, o impedimenti, e di solito quando queste cose avvengono si risponde in questi termini.
Interventi fuori ripresa microfonica
Allora, se mi fate la cortesia e mi fate un po’ di silenzio io continuo, sennò mi sto zitto e poi riprenderò, però, dall’inizio, glielo dico prima, riprendo dall’inizio e chiederò altri venti minuti al Presidente per riprendere il discorso dall’inizio, perché io le ritengo importantissime queste cose, badate, enormemente importanti.
Perché io non credo neanche che il problema di questa ragazza, di questa Rossella Urru che io conosco solo per i fatti in televisione e, quindi, entro sull’argomento principale di stamattina, e anche questo ci deve portare a fare delle riflessioni, perché è assurdo che chi si mette a disposizione dei più deboli, di nazioni in cui vi è tantissima povertà, poi alla fine venga rapita, umiliata, vessata, tolta la libertà.
Ci troviamo di fronte a chi dà il sangue, e poi alla fine gli tolgono la pelle. Voglio dire, è come un donatore di sangue che va a dare il sangue poi, ad un certo punto, non è sufficiente e gli tolgono anche la pelle.
È assurdo, bisognerà fare delle riflessioni anche su questo, perché il volontariato in questa maniera, che non è solo questo fatto di Rossella, di fatti di questo genere ne sono successi tantissimi negli ultimi anni, così come succedono ai missionari, che di tanto in tanto ne ammazzano qualcuno, eppure dedicano la vita al servizio sempre dei più umili, dei più poveri; sempre dalla parte dei più poveri, di coloro che non hanno niente, voglio dire.
Quindi, bisognerà riflettere, e bisognerà che lo Stato abbia anche più autorevolezza con le nazioni dove questi fatti avvengono, perché sembra assurdo che lo Stato non si è ancora riuscito a liberare da quattro banditi questa ragazza, perché uno Stato con più dignità, probabilmente, l’avrebbe già liberata.
Interventi fuori ripresa microfonica
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Consigliere Lecca, si rivolga al Presidente.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
LECCA GIORGIO
Ma voglio silenzio, allora lei mi faccia rispettare il silenzio, glielo sto dicendo, a me disturbano le voci e mi offendono anche, non voglio aggiungere altro. Quando sto parlando, disturbarmi a me offende; se uno mi vuole offendere, mi offende quando esce da quella porta, bene?
Allora, faccia la cortesia, mi faccia fare silenzio, perché io le ho già detto che su queste cose sono abbastanza nervoso, perché io queste cose le sento, per me non è una cosa così, facciamo una kermesse, io su queste cose, sulla solidarietà, sull’altruismo ci ho passato la vita, ci sto passando la vita; quindi, queste cose sono basilarmente importanti per me.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Chiedo un attimino di attenzione e di evitare di disturbare. Prego, Consigliere Lecca.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
LECCA GIORGIO
Finisco parlando solo un attimo sulle donne; non è un augurio formale nel giorno che dovrebbe essere una festa, che poi proprio festa non è questa della donna. È un ricordare le grandi umiliazioni che hanno subito le donne nei secoli scorsi.
E c’è il pericolo, lo volevo porre, che si ritorni indietro enormemente sul problema delle donne, non solo per i fatti criminosi che stanno intaccando malamente la vita delle famiglie, quindi, delle donne che si separano e che hanno dei problemi con i compagni, perché sta emergendo in questa nazione roba che è da Medio Evo, delle barbarie assurde nei confronti delle donne, ma sta emergendo un altro fatto enorme, che è quello dell’emarginazione femminile.
Le donne subiscono, peggio di altri, l’emarginazione nel posto di lavoro, l’emarginazione della società; credo che bisognerà tenerne conto anche di queste cose, perché la società sta regredendo enormemente, e chi ne subisce di più in larga misura sono le donne.
Allora, la disoccupazione, l’emarginazione, la non tenuta di questa nazione, a pagarne di più sono sempre le donne. Io chiudo, e ringrazio per avermi ascoltato.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Grazie Consigliere Lecca.
Si è scritto parlare il Consigliere Scano, prego.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
SCANO ANTONIO
Grazie Presidente.
Naturalmente, anche da parte mia e degli amici che fanno politica insieme a me, non ci può essere che piena solidarietà con il comandante Mattana, e con tutto il corpo della polizia locale.
Detto questo, penso che sia opportuno fare un documento di presa di posizione e di condanna per l’atto. Mi associo alle parole del collega Lecis per quanto riguarda anche l’attività del Sindaco, che in questo caso specifico si è, comunque, attivato in modo efficace con le massime autorità di ordine pubblico della Regione.
Poi, per quanto riguarda il punto della solidarietà di Rossella Urru noi a livello comunale possiamo, naturalmente, anche in questo caso fare un documento, poi sono altri gli organi che possono, in qualche modo, incidere in queste situazioni, che è comunque il Ministero degli Esteri e delle relazioni internazionali.
Noi, naturalmente, abbiamo il dovere come ente locale di associarci alla solidarietà e dare forza all’azione del Governo centrale.
Poi, per chiudere, fuori dagli argomenti all’ordine del giorno di oggi, naturalmente si fanno gli auguri anche le donne, ma penso che poi sia un atteggiamento quotidiano che debba portare al rispetto delle donne, anche perché non è una questione di rispetto, ma anche perché naturalmente tutti sappiamo che sono una risorsa nel mondo del lavoro, nella famiglia, ed è necessario, a livello comunale, quello che si può fare è attivare delle politiche sociali che favoriscano, naturalmente, il lavoro femminile, cioè dare quei servizi che permettano alle donne, alle mamme che oltre a lavorare hanno anche, spesso e volentieri, il maggior peso dell’educazione dei figli, che gli permettano di poter fare le due cose se non in modo leggero, perché è pesante, dobbiamo cercare in qualche modo di agevolarle.
Questo è quello che può fare un ente locale attraverso le sue politiche sociali dando dei servizi, e possibilmente dando degli sgravi esclusivamente a chi veramente ne ha bisogno, perché anche su questo argomento il fatto di dare agevolazione tout court a tutti, a pioggia, non permette poi di dare una mano a chi veramente ne ha bisogno.
Di questo bisogna prenderne atto, anche nelle ultime vicende che sono accadute per quanto riguarda le problematiche delle scuole delle mense, è il tempo di fare delle azioni coraggiose ed incisive. È il tempo anche di dare il massimo apporto alle famiglie che hanno bisogno, specialmente alle giovani coppie, alle ragazze madri, ma è anche il tempo di far pagare chi può pagare.
Quindi, non è necessario punire, ma è necessario essere giusti, specialmente in questi periodi di crisi.
Poi, per quanto riguarda, uscendo fuori dal tema, l’osservazione che ha fatto il collega Lecis, che condivido appieno, sull’IMU, le assicuro che ce ne stiamo occupando, cioè io prima persona me ne sto occupando, e ritengo anche valida la sua proposta, e sicuramente me ne sto occupando sapendo anche di cosa parlo tra l’altro.
Ritenendo valida proposta del Consigliere Lecis di portare in Consiglio Comunale prima del bilancio le proiezioni, perché noi abbiamo il dovere di avere le proiezioni, e di stabilire le aliquote. In base alle aliquote stabilite poi noi possiamo costruire il bilancio.
Quindi, mi associo alla proposta del Consigliere Lecis di portare prima le aliquote con delle proiezioni e, magari, con una bozza di bilancio che ci faccia capire, con le varie aliquote che noi intendiamo porre in essere per il 2012, cosa viene fuori dal bilancio.
Questo sarebbe un modo auspicabile di agire per quanto riguarda la costruzione di un bilancio, ed il tempo c’è. Quindi, ben vengano in questo caso anche i consigli e le sollecitazioni degli amici della minoranza.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Grazie Consigliere Scano.
Consigliere Garau, prego.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
GARAU LUIGI
Grazie Presidente.
Un saluto al Presidente, al Sindaco, agli Assessori, ai colleghi Consiglieri, al pubblico presente.
Un augurio alle donne presenti in aula, mi preme rimarcare anche che questa Giunta è ben rappresentata dal punto di vista femminile, perché siamo con oltre il 40% di Assessori donne, quindi, è anche una cosa che non è capitata molto frequentemente ad Assemini avere una così folta rappresentanza femminile in Giunta.
Quindi, auguri e veniamo all’argomento appunto all’ordine del giorno, che è l’attentato vile, e vigliacco al comandante dei vigili urbani di Assemini.
È chiaramente una manifestazione violenta che si va ad aggiungere alle tantissime manifestazioni violente che, purtroppo, si verificano nella nostra isola. Il sottoscritto ha più volte in quest’aula denunciato questi attentati, io mi riferisco al Sindaco di Siliqua, e al Sindaco di Ottana, quante volte abbiamo espresso la nostra solidarietà all’amico Giampaolo Marras, e a tanti altri colleghi amministratori che hanno subito attentati violenti, che hanno coinvolto anche i loro familiari, le loro famiglie, ma non solo.
C’è anche un altro tipo strisciante di violenza, quella dei delatori, delle lettere anonime, di questi serpenti a sonagli che girano spesso e volentieri nelle città, vigliacchi, nati vigliacchi, che agiscono in questo modo, recapitando lettere anonime, talvolta diffamando, calunniando, cercando di destabilizzare anche gli affetti familiari, e questo lo si fa ad Assemini come lo si fa da altre parti.
Addirittura qualcuno, qualche Consigliere Comunale, il sottoscritto per esempio ha subito anche visite a lavoro riconducibili all’attività amministrativa. Sono, chiaramente, situazioni che lasciano anche indifferenti da un certo punto di vista, perché dimostrano anche la pochezza di chi le compie. La cosa che non dobbiamo mai perdere di vista è il salvaguardare, in tutti i modi, con tutte le nostre forze disponibili, tutti coloro che operano, che si adoperano per far rispettare le regole.
E in un momento drammatico come questo, dove la crisi economica, i drammi sociali si vanno sommando quotidianamente, in un momento come questo, secondo me, è fondamentale salvaguardare coloro che devono proporsi per fare rispettare le regole, coloro che hanno scelto questo tipo di attività, questo tipo di lavoro, e questo a tutti i livelli.
L’attentato subito dal comandante Giampaolo Mattana, e da noi subito condannato, ed al quale abbiamo rivolto la nostra solidarietà sincera, amichevole, ci ha fatto riflettere. Ci ha fatto riflettere per il modo in cui è maturato, alle 07:30 di mattina davanti alla chiesa, sembra quasi una doppia sfida.
Non è che il nostro comandante dei vigili è stato attaccato mentre faceva chissà cosa, no, mentre era a messa. Sembra quasi un doppio attacco, un attacco anche in un momento di serenità, di pacatezza, e di riflessione. E tutto questo accade in un momento in cui ad Assemini c’è un’attività giudiziaria in corso, che noi non dobbiamo far finta che non esista, c’è.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Assessore, per cortesia, se vogliamo ascoltare l’intervento.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
GARAU LUIGI
Non ne conosciamo i risvolti, non ne conosciamo le origini, non è conosciamo i traguardi, non conosciamo nulla perché anche nel Consiglio precedente io ho chiesto che il Sindaco, quanto meno, ci riferisse circa la veridicità degli articoli apparsi sulla stampa regionale, che parlavano di una certa attività di non poco rilievo sul territorio comunale di Assemini.
Ne volevamo sapere qualcosina in più per farci un’idea, perché se c’è un’attività giudiziaria nel nostro territorio è giusto che noi ce ne facciamo un’idea di quello che sta succedendo, giusto per esercitare quei compiti che sono previsti dalla norma, indirizzo e soprattutto controllo dell’attività amministrativa, che deve essere, è giusto ricordarlo, sempre trasparente, e non deve essere mai viziata da azioni di vessazione verso i cittadini.
A tal proposito il sottoscritto ha più volte rimarcato la necessità che questa Amministrazione Comunale si doti di un ufficio relazioni con il pubblico, che deve essere la prima finestra, la prima porta alla quale i cittadini devono bussare, e con la quale i cittadini devono interfacciarsi, perché altrimenti si crea un rapporto dispersivo tra amministratori e cittadini, tra funzionari e cittadini; insomma, non c’è un’azione chiara.
L’ufficio relazioni con il pubblico, tra l’altro previsto dalla legge, è quello strumento che ci aiuta a definire meglio le problematiche, e soprattutto ad individuarle, a dargli una cronistoria.
Ecco, questa è un’attività concreta, un’azione concreta che l’Amministrazione deve mettere in campo per affrontare i rapporti tra cittadini ed Amministrazione, perché dico questo? Perché vogliamo anche scendere nel concreto, non restare solo agli attestati di solidarietà generici, vogliamo parlare anche di cose pratiche.
Perché se fosse vero che taluni utilizzano la loro carica o di politici, o di funzionari, o di dipendenti per agevolare o, diciamo, privilegiare determinate pratiche a scapito di altre, questo sarebbe molto grave, e sarebbe anche alla base di certi problemi.
Ecco, la trasparenza amministrativa, questo, secondo me, è lo strumento che noi dobbiamo utilizzare per cercare di prevenire la violenza, gli attentati e, soprattutto, per cercare di essere imparziale il più possibile davanti ai cittadini.
Con questo voglio rimarcare l’amichevole solidarietà al comandante Giampaolo Mattana e alla sua famiglia, perché il problema, quando si subiscono atti vili di questo genere, non riguarda solo la persona che li subisce, ma anche tutta la famiglia, viene messa a dura prova anche la serenità della famiglia e quant’altro.
Io personalmente ho grande stima delle capacità professionali del comandante Mattana, penso che abbia sempre agito con grande trasparenza e grande professionalità, quindi, non riesco neanche a capire il perché di tanto accanimento e di tanta violenza.
Dovremo imparare un po’ tutti ad essere meno aggressivi, abbiamo visto l’attività talvolta violenta, becera di volantinaggio ingiustificato da parte di taluni personaggi, che sono arrivati a definire gli amministratori di questo Comune degli assassini.
Ecco, anche in quel frangente il sottoscritto aveva denunciato i fatti in quest’aula, perché si possono accettare tutti i tipi di critiche, si possono accettare tutti i tipi di osservazioni, ma non si può andare oltre, perché tutti comunque abbiamo una famiglia, abbiamo dei figli, anche i nostri figli leggono i volantini, leggono i quotidiani, e quando leggono che i genitori sono definiti degli assassini un figlio che idea si può fare? Ma dove abitiamo?
Allora, per evitare che si creino situazioni di disagio, e di deriva violenta, secondo me, bisogna imparare ad avere un approccio un po’ meno violento, un po’ meno aggressivo anche nella politica.
Grazie.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Grazie Consigliere Garau.
Si è iscritto a parlare il Consigliere Billai.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Grazie Presidente.
Allora, in primis io prima a lei Presidente ho contestato il modo come si dovevano fare i lavori in questo Consiglio, con lei una decisione molto arrogante confronto a noi Consiglieri, lei ha preso decisione e, quindi, noi dobbiamo accettare quello che dice lei.
Le dico, sinceramente, sono rientrato, sono mancato al discorso del Sindaco proprio per una contestazione del suo metodo che ha usato oggi, in primis.
Poi, vorrei rispondere al Consigliere Giorgio Lecca che prima si lamentava del chiacchiericcio che c’era nella minoranza, le spiego, forse è anche per quello, perché non sappiamo che cosa dobbiamo fare, e stavamo cercando di chiarirci come portare... qual è la discussione, su che cosa la dobbiamo indirizzare, e su che cosa vogliamo proporre.
Quindi, io ritenevo che il Presidente del Consiglio, se lui è Presidente di tutto il Consiglio, doveva magari riunire i gruppi, perché non c’è stata riunione dei capigruppo, non c’è stato niente, e si sarebbe deciso come potevano andare i lavori di questo Consiglio. Questo è per chiarire il tutto.
Poi, per quanto concerne il primo punto, perché adesso stiamo parlando del punto in questione alla solidarietà al comandante dei vigili, oggi venire a dire solamente la solidarietà per il comandante è veramente puerile, perché? Perché vorrei capire che cosa dobbiamo poi portare, quali sono le problematiche, perché stanno succedendo queste cose.
Perché oggi ha toccato un dipendente comunale, perché parliamo chiaramente di un dipendente comunale, tempo fa è capitato ad altri due cittadini Assemini e noi cosa si è fatto, cosa ha fatto questa Amministrazione per intervenire?
Rammentiamo che ad oggi, da più settimane c’è un cittadino asseminese che minaccia i negozianti, minaccia con cacciavite e roba del genere, è uscito nel giornale, io voglio capire il Sindaco cosa sta facendo su questo punto? Ha fatto qualche riunione, qualche conferenza di servizio per capire col sociale, per vedere di intervenire su questa persona?
Siamo arrivati che in via Sardegna stiamo facendo le ronde nei vari negozi per controllare che non succeda qualcosa con questo ragazzo. È stato portato via con un cacciavite di venti centimetri, questo ragazzo, da un locale, però, sembra che qui non succeda niente.
Devono succedere cose importanti, mettere fuoco alla macchina di un dipendente comunale, che gli ha fatto dei danni morali, ma soprattutto anche materiali, la paura che può avere adesso.
Io, invece, la leggo diversamente, perché qualcuno dice, le voci: è perché lui sta facendo gli interventi... C’è la giustizia, ha detto il Consigliere Gigi Garau, che nel Comune di Assemini, ma quelli...
Interventi fuori ripresa microfonica
Sulla stampa, perché poi alla fin fine noi non sappiamo niente, sappiamo solo dalla stampa le cose. Io rimango, invece, con un’idea molto differente; l’Amministrazione cosa sta facendo?
Rammentiamo che da quattro anni questa Amministrazione non ha fatto una conferenza di servizi con i responsabili di settore, per vedere quali sono le problematiche. Questa Amministrazione non ha un polso per sapere veramente cosa succede.
Noi tutti siamo andati a dare la solidarietà al comandante, da lui direttamente, però, effettivamente qual è la cosa che vuole fare questa Amministrazione?
Signor Sindaco, io invece la vedo in diverso modo, questa Amministrazione non c’è; è normale che poi la gente, i cittadini le problematiche le scarica sul responsabile, perché pensano che stanno amministrando loro.
L’abbiamo già detto altre volte qua in Consiglio, abbiamo detto, signor Sindaco, che lei non è più considerato il Sindaco di questo Consiglio. Qua, spesso e volentieri, l’abbiamo detto l’altra volta, l’ho detto io, il Sindaco è la Salvato, lo dico chiaramente, perché fa atti che deve fare il Sindaco, e la gente legge queste cose, vede queste cose. Questo è il problema.
Assessori che rispondono ai cittadini: per problemi politici non possiamo prendere nessuna decisione. Allora, è questo il problema. Mi sembra che qui bisogna cambiare la rotta di questa Amministrazione. Voi dovevate intervenire, vedere quali sono le problematiche, non lasciare.
Io sento gli uffici che non hanno indicazioni, non hanno niente, lavorano per conto loro. Per questo che dico, cosa vuol fare signor Sindaco? Vuole intervenire, vuole lasciare ancora come è, oppure come va avanti?
Invece, su questo punto qua bisogna essere forti, vedere, fare subito la conferenza dei servizi coi responsabili, intervenire, chiedere un intervento. Non devo fare solidarietà solamente al comandante, gli dobbiamo far capire che dietro c’è un’Amministrazione che vuole mettere a posto queste problematiche che sono pesanti.
Dopo che leggiamo l’articolo nel giornale, signor Sindaco, cosa ha fatto anche per questo ragazzo che sta combinando queste cose in via Sardegna? C’è gente che ha paura, siamo in quattro, in cinque che facciamo la ronda lì, è assurdo. Lì ha un problema sociale, si deve intervenire, veda cosa deve fare, però non glielo dobbiamo chiedere noi.
Come l’abbiamo detto noi il giornale, l’hanno letto tutti, e lei è stato contattato, spero, per questo problema. Quindi, bisogna intervenire in questo modo.
Quindi, mi dispiace per il comandante, io ho letto anche il giornale dove ha fatto un excursus delle problematiche che ci possono essere, io lo dico chiaramente, oggi questo Consiglio, o questa Amministrazione, forse doveva intervenire subito lei anche con gli altri problemi che ci sono, deve prendere una decisione, ma quale?
Presidente, ecco perché le ho detto non c’è un indirizzo per questo Consiglio, non c’è che cosa dobbiamo fare? Lei doveva riunire prima, non siamo usciti prima...
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Consigliere Billai, i Consiglieri intervengono, è già scaturita una richiesta da parte del Consigliere Scano di fare un documento, quello è un indirizzo, adesso vediamo se lo vuole fare.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Su un argomento così importante non è un documento, Antonio Scano ha fatto la sua proposta.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Lei faccia la sua.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Sinceramente, non prima dovevamo discutere per sapere cosa dovevamo fare; non siamo usciti per non far mancare il numero legale, perché poi non potevate manco continuare a discutere, però, lei come Presidente doveva riunire prima di iniziare il Consiglio, e sapere qual era l’indirizzo che volevamo fare, perché non serve dare solo solidarietà, ma fare interventi.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Sì, sì, va bene, completi l’argomento.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Interventi seri per poter rimettere in sicurezza questa cittadinanza.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Consigliere Rivano, prego.
Poi il Consigliere Deidda.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
RIVANO SIMONE
Grazie Presidente.
Colleghi Consiglieri noi anche oggi, come ha anticipato il collega Lecis, per senso di responsabilità abbiamo deciso perlomeno di iniziare i lavori di questo Consiglio, ma al termine del mio intervento annunciò già che abbandoneremo l’aula, perché comunque non si può anche gestire un Consiglio su argomenti di questo genere, un Consiglio ad hoc convocato per esprimere solidarietà al comandante dei vigili, e per la vicenda di Rossella Urru, e poi presentarci come al solito in undici, in dodici, quanti siamo, solo perché la minoranza garantisce il numero legale.
Tra l’altro, non capisco perché l’abbiamo convocato di mattina, se non c’erano le condizioni si sarebbe fatto comunque di sera.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Mi scusi, Consigliere Rivano, io ho chiamato quasi tutti i Consiglieri per sapere se c’era la disponibilità di mattina, quindi, ho detto quasi tutti i Consiglieri. Mi scuso, io ho chiamato anche il Consigliere Melis, ho chiamato il Consigliere Berretta, ho chiamato lei, ho chiamato altri Consiglieri.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
RIVANO SIMONE
Presidente, al di là della disponibilità, preciso che siccome non ho sentito, ci sono poi altri interventi che succedono al mio, garantiremo naturalmente poi l’opportunità anche al Consigliere, credo, Deidda di intervenire, pensavo che il mio fosse l’ultimo intervento.
Allo stesso tempo, Presidente, prima di tutto devono essere i Consiglieri della maggioranza a garantire il numero legale, poi vengono eventualmente quelli della minoranza.
Non per altro, soprattutto in un Consiglio convocato ad hoc per esprimere solidarietà su due fatti all’ordine del giorno facciamo una figuraccia del genere. Figuraccia, tra l’altro, perché non c’è nessuno, siamo quattro gatti, la gestione del Consigliere è pessima e, quindi, tra l’altro, ripeto, non è un Consiglio che, in qualche modo, sta portando vanto al Comune di Assemini rispetto a questi due fatti.
Quindi, ecco perché la mia posizione è piuttosto critica, Presidente. Mi dispiace, forse oggi non sarebbe neanche il momento giusto, però, non riusciamo neanche a gestire situazioni di questo genere. Quindi, vuol dire che la gestione politica, veramente, di questo Comune è alla frutta.
Rispetto a questi due argomenti, naturalmente, anch’io dico due parole. Il nostro segretario cittadino ha già visitato, naturalmente, il comandante dei vigili portando la solidarietà del Partito Democratico, e del gruppo consiliare.
Questa solidarietà che, naturalmente, viene in qualche modo rinnovata oggi da tutti noi al comandante, ma io dico all’intero corpo municipale perché, in qualche modo, non è stata solo colpita la figura del comandante, ma secondo me è stata colpita proprio l’istituzione intera.
Quindi, su questo naturalmente noi del gruppo del PD non possiamo che rinnovare la solidarietà al comandante Mattana, ed invitarlo a continuare a fare al meglio il suo lavoro.
Naturalmente, lo stesso per la vicenda di Rossella Urru, stamattina leggevo un pochettino la rassegna stampa, e sentivo, appunto, che diversi Consigli Comunali si riunivano oggi, credo anche su invito dell’Anci, in qualche modo per portare il proprio contributo affinché questa vicenda si concluda nel modo in cui tutti noi ci auguriamo.
Qualche giorno fa si pensava che la vicenda fosse arrivata a conclusione, ancora oggi non si capisce bene. A me in, qualche modo, conforta il fatto che la notizia in primis sia stata data dall’emittente Al Jazira che, in qualche modo, in questi anni ci ha abituato quasi sempre a darci delle notizie vere, perlomeno sui fatti successi in quella zona.
Probabilmente, ci sono ancora delle situazioni, ed è giusto che magari anche chi sta gestendo le trattative non faccia ancora, al momento, uscire o in qualche modo traspaiono come sono, però, credo e spero che nei prossimi giorni si arrivi definitivamente ad una conclusione della vicenda di questa ragazza.
Quindi, io mi fermo qui, Presidente, naturalmente garantiremo gli interventi dei prossimi Consiglieri, però, poi al termine abbandoneremo l’aula.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Grazie Consigliere Rivano.
Io, prima di dare la parola al Consigliere Deidda, voglio ricordare che mi sono prodigato per questo Consiglio Comunale, prima di tutto per una raccomandazione sottoscritta da tutti i Consiglieri per quanto riguarda il problema di Rossella Urru, perché comunque è un documento del 27 febbraio, quindi, ho cercato di fare prima possibile il Consiglio Comunale.
Seconda cosa, è stata fatta una richiesta da parte dell’Anci proprio per l’8 marzo, per convocare i Consigli Comunali, come stanno convocando in tutta la Sardegna.
Poi, non è compito mio verificare se c’è maggioranza in aula per i Consiglieri, io ho l’obbligo, nelle richieste fatte da tutti i Consiglieri, della convocazione; poi, che ci sia maggioranza, non ci sia maggioranza non è di mia competenza, tanto per essere chiari.
Quindi, ecco le problematiche, perché ho convocato il Consiglio poi, mi scuso con chi non è stato... ma io ho chiamato tutti i capigruppo per sapere la disponibilità per oggi, tutti mi hanno confermato, quindi, io sono tranquillo per quanto riguarda la responsabilità della convocazione.
Poi, visto che si trattava proprio di un Consiglio Comunale straordinario e urgente, il discorso delle interrogazioni e raccomandazioni ho evitato di farle, qualche Consigliere è intervenuto e ha fatto le sue raccomandazioni, quindi, chiunque poteva farle tranquillamente.
Detto questo, penso che sia stato chiaro sulla convocazione urgente; poi, volevo anche ricordare che oltre alla solidarietà che noi dobbiamo dare sia al comandante ed anche per quanto riguarda la Rossella, dare anche la solidarietà ad alcuni cittadini di Assemini che, comunque, hanno subito degli atti di violenza, hanno dato fuoco ad alcune abitazioni di alcuni cittadini residenti ad Assemini.
Quindi, esprimo anche solidarietà a queste persone che, comunque, hanno subito degli atti vandalici nel veder distruggere la propria abitazione con un’azione, come dire, che non è assolutamente giustificabile.
Prego, Consigliere Deidda.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
DEIDDA IVO
Grazie Presidente.
Intervengo su questi due punti all’ordine del giorno di questo Consiglio Comunale. Uno, per il comandante dei vigili, come detto da qualche altro Consigliere, la solidarietà gliel’ho data sotto il profilo personale, per l’affetto che mi lega a questa famiglia, e qui in questa sede ribadisco ancora una volta la mia solidarietà nei confronti del comandante Mattana, anche perché ha subito un atto che per quanto grave, io spero che non lasci traccia sulla sua vita familiare, e non pregiudichi l’attività istituzionale.
Lasciamo fare alle forze dell’ordine il percorso investigativo che è giusto che venga fatto, e se si arriverà ad una conclusione, ad una conclusione di vedere chi sono i colpevoli di questa azione, che il Comune ne tragga le giuste conseguenze, e tuteli il buon nome del Comune di Assemini, della cittadinanza di Assemini, perché molte volte è capitato che vengano fatti degli atti vandalici nei confronti della cosa pubblica, e benché si sappia chi è stato il colpevole o meno, non mi risulta che il Comune si sia mai costituito parte civile, e questo io credo che debba essere un punto di riflessione per l’Amministrazione.
Sì, è vero che nel Comune di Assemini si stanno verificando delle situazioni di pericolo, situazioni che portano ad incendi, a distruggere case sulla proprietà privata, però, non vorrei che il Comune di Assemini, la cittadinanza di Assemini nel suo complesso venisse etichettata come un’entità poco sicura e, come dire, poco vivibile.
Voglio soltanto dire una cosa, che la solidarietà che stiamo dando al comandante Mattana, personalmente ma credo tutti i colleghi del Consiglio Comunale, la devono dare all’intero corpo dei vigili urbani di Assemini, e non dimentichiamoci dell’Arma dei Carabinieri, del Comando Stazione Carabinieri.
Parlo per dati di fatto, Assemini è uno dei pochi comuni che sembra quasi, non voglio dire un’isola felice perché non ci sarebbe da nessuna parte, ma non si verificano grandi scippi, non si verificano rapine, non si verificano cose eclatanti che leggiamo negli altri centri del nostro hinterland.
Abbiamo una media di denunce mensili, qui nel Comune di Assemini, che vengono fatte alla Stazione dei Carabinieri, tra cinquanta e sessanta denunce. Di queste cinquanta o sessanta denunce almeno il 25% sono fatte da cittadini che non abitano nel Comune di Assemini, vengono fatte da abitanti del Comune di Elmas, che non hanno stazione dei carabinieri, vengono fatte da cittadini anche di Sestu, dove la caserma è stata arretrata da un’altra parte; a Decimo la caserma chiude ad una certa ora.
Dei restanti tipi di denunce sapete qual è la maggioranza? Danneggiamenti. Danneggiamenti soprattutto riferiti a graffi nella carrozzeria, che si può bene intuire a che cosa vadano a parare. È stata fatta una denuncia nel mese di febbraio per truffa ed un’altra, mi pare, per furto.
Questa è la grave situazione che c’è nel Comune di Assemini. Questo non vuol dire che non bisogna stare vigili, non vuol dire che tutto va bene, dobbiamo pensare che cosa genera anche queste situazioni di malessere, e questo è un compito che spetta anche a noi come amministratori.
Detto questo, sono stati trattati alcuni argomenti, proposti alcuni problemi per la gestione di questo Comune, sono d’accordo anch’io sul fatto che si debba discutere in via preventiva dell’applicazione dell’IMU, e di tutto quello che, comunque, probabilmente, comporterà un’applicazione o un aumento d’imposta.
È indubbio, e bisogna parlare in via preventiva del bilancio del Comune per vedere quali sono le soluzioni migliori. Aumentare le entrate? Non credo che sia questa una delle vie percorribili, salvo i casi in cui non sia proprio necessario, ed io credo che bisognerà operare molto seriamente sul fronte delle spese.
Con questo ho finito, e vorrei ringraziare anche i colleghi dell’opposizione per essere stati in aula.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Grazie Consigliere Deidda.
Chiedo scusa, si è iscritto a parlare il Consigliere Tedde; ascoltiamo anche il Consigliere Tedde, poi se c’è qualche altro Consigliere...
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
TEDDE MASSIMILIANO
Grazie Presidente.
Sarò breve, due parole; sono persone che nella vita hanno scelto un ruolo preciso, che è quello di dedicarsi agli altri. Nel nostro caso abbiamo quelli che hanno deciso di intraprendere il percorso di dedicarsi, diciamo, alla sicurezza delle persone.
Sono persone che lavorano con serietà, con responsabilità, e che ogni giorno sono per le strade, diciamo, per garantirci la sicurezza. Poi, spesso diciamo in generale assistiamo a questi episodi violenti, che noi condanniamo fermamente.
Il Partito Sardo d’Azione, anche se l’ha già fatto in altra sede, anche in questa esprima la piena solidarietà al comandante e a tutto il corpo della polizia municipale.
Poi, volevo riallacciarmi anche così un attimino al discorso del Consigliere Deidda, che ha rimarcato, comunque, che la nostra è una cittadina abbastanza tranquilla, ci sono questi episodi sporadici che, magari, ci fanno un attimino spaventare, però, diciamo che negli anni non mi sembra che il paese abbia avuto frequentissimi episodi.
Questo, però, non deve comunque faccio abbassare la guardia sicuramente e, quindi, cercare di mettere in campo tutte le iniziative per cercare di arginare questi vigliacchi, perché non ho altri aggettivi per apostrofarli.
Oggi, poi, è l’8 marzo, una festa che ha un suo significato, e che oggi la Sardegna dedica alla volontaria Rossella Urru, una donna sicuramente molto altruista, che ha deciso di mettere a rischio se stessa, sicuramente sapendolo, così per aiutare il prossimo.
Quindi, noi ci auguriamo che la vicenda si concluda presto e bene, che possa essere riabbracciata dalla sua famiglia, ed idealmente da tutta la Sardegna che l’aspetta.
Grazie.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Grazie Consigliere Tedde.
Se non ci sono altri interventi, il signor Sindaco voleva dare una risposta in merito alla situazione che si è venuta a creare in via Sardegna con questa persona che, comunque, sta creando forte disagio ai cittadini.
Prego, signor Sindaco.
IL SINDACO MEREU PAOLO
Il signore di cui si tratta è un malato di mente; come malato di mente è seguito dal CSM. Circa quaranta giorni fa io ho firmato un ricovero coatto, il signore è stato trasferito al reparto di Is Mirrionis, dopo ventiquattro ore è scappato, è stato ripreso in loco e riportato, ed è stato dimesso. Come sempre succede, non li trattengono più di una settimana, dieci giorni; è stato dimesso con una terapia.
Ovviamente, chi poi non segue quello che è il rituale della terapia, o peggio ancora fa la terapia ma assume sostanze di tipo alcolico, o ancora peggio qualche psicofarmaco diverso, diciamo, al livello di droghe leggere o che, diventa una miscela esplosiva, e da lì nascono i problemi.
Noi abbiamo, però, le mani legate perché la forza pubblica un malato di mente non lo può prendere, non lo può toccare, non lo può portare dentro perché da quando è in atto la legge Basaglia non è pensabile che possa essere fatto lo stesso trattamento che si fa ad una persona normale.
Per cui, quando ci sono le forze dell’ordine arrivano sì, vanno a vedere, però, in effetti non possono fare niente. Avvertiamo sempre lo psichiatra che segue il paziente, in questi casi, però, se il paziente non si presenta, a meno che non ci sia un ricovero coatto, e per avere il ricovero coatto c’è la necessità di due firme, una deve essere dello psichiatra e l’altra che convalida un altro medico, e solo dopo il Sindaco può emanare l’ordinanza di ricovero coatto.
Purtroppo, è così. Tutta la situazione tende sempre a peggiorare, perché quando c’è un disagio sociale, sicuramente, tutti i problemi psichiatrici aumentano, e qui ad Assemini vi assicuro che c’è un numero, ma un numero veramente consistente di persone che vengono seguite dal servizio psichiatrico.
Fra poco dovrebbe trasferirsi qua ad Assemini, speriamo a breve, il CSM, che è il centro di salute mentale e, quindi, queste persone potrebbero essere seguite un po’ più da vicino, perché ora devono andare a Cagliari, oppure venire qui lo psichiatra di turno, e le questioni vengono sempre, diciamo, tenuta meno sotto controllo.
Non è facile, perché qui in Italia si mettono in atto delle riforme senza pensare che per poi mettere in pratica quelle riforme che vengono, ad un certo punto, concordate ci vogliono delle strutture.
La stessa legge, diciamo, a Trieste va bene perché è una provincia autonoma che ha più strutture di tutta la Sardegna messa insieme, quindi, se quel progetto ha una validità per Trieste non è detto che ce l’abbia qualche Sardegna, perché è un territorio molto più vasto, molto più complesso e, soprattutto, non è stato dotato di tutte le infrastrutture che sono necessarie.
Siamo in attesa di avere una risposta dal CSM perché gli facciano un ulteriore controllo, però, la mia paura è che sì gli facciano un ricovero coatto, poi ritorna qui e comincia la stessa trafila.
Una certa responsabilità, qualche volta, ce l’ha il nucleo familiare, perché questo giovane è stato per diverso tempo nel centro di Ippocrate, lì era sotto controllo ed in una struttura protetta, solo che poi se il genitore firma per portarlo via diventa poi una mina vagante, che non può essere controllata dal pubblico, non c’è niente da fare. Noi possiamo solo segnalare, ma non possiamo fare interventi diretti su nessun malato di mente.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Grazie signor Sindaco.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
BILLAI DAVIDE
Signor Sindaco, è solamente per chiarire questa cosa perché la conosco. La potestà della mamma è un problema, e la mamma non può seguirlo. Lei, come Sindaco, per sicurezza, può tranquillamente intervenire con un Giudice per levargli la potestà.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Allora, Consigliere Billai, intanto si deve alzare; se vuole parlare, si deve alzare.
IL SINDACO MEREU PAOLO
Se non arriva dal Giudice...
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Scusate un attimino; prego Consigliere...
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO CONCEDE LA FACOLTÀ DI PAROLA AL CONSIGLIERE
MAZZULLO DOMENICO
Grazie signor Presidente.
Io volevo fare un appello agli amici dell’opposizione, che sono già usciti, però, per concludere questo Consiglio in un modo fruttuoso, ci riuniamo come capigruppo e stiliamo un documento, e sulla questione del Rossella Urru, e sulla questione degli attentati agli amministratori in generale.
Quindi, è questo l’appello che faccio io agli amici dell’opposizione.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Numericamente ci siamo, quindi, se c’è la disponibilità da parte dei Consiglieri.
Interrompiamo il Consiglio per verificare, un attimino, la disponibilità da parte dei Consiglieri; grazie.
ALLE ORE 10.58 SONO SOSPESI I LAVORI DEL CONSIGLIO
ALLE ORE 11.00 RIPRENDONO I LAVORI DEL CONSIGLIO
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Per favore, prendere posto Consiglieri; dottor Ortu l’appello, riapriamo il Consiglio Comunale e facciamo l’appello per verificare il numero. Comunque, si è discusso ampiamente anche sul problema di Urru Rossella, quindi, vediamo un attimino.
Penso che tutti i Consiglieri presenti hanno dato un contributo, anche se non verrà discusso il punto; però, durante il primo punto abbiamo ampiamente parlato anche del caso di Rossella Urru.
Prego, dottor Ortu, se vuol fare l’appello.
IL SEGRETARIO GENERALE ORTU REMO
Allora, sono le ore undici; sono presenti dieci Consiglieri.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DESOGUS FRANCESCO
Manca il numero legale; la seduta è chiusa.
Grazie.
Nessun commento:
Posta un commento