
CONSIGLIERE GARAU LUIGI
Grazie Presidente. un saluto a lei, al signor Sindaco, ai colleghi Consiglieri, Assessori, pubblico presente. Mi scuso perché sono arrivato in ritardo per motivi di lavoro, manco a farlo a posta, quando sono entrato, già si parlava di un tema che io ho tante volte ricordato in quest’aula, ed è il tema che, ahimè, da diversi anni vive non solo il quartiere di Montelepre, ma anche i quartieri adiacenti a Corso America, corso Asia, ma anche via Tevere, adesso via Po, l’incrocio con via Cagliari, praticamente diverse zone della cittadina che alle prime manifestazioni di pioggia presentano uno spettacolo a dir poco allarmante, io direi anche vergognoso, perché non è ammissibile che in una cittadina, anche a seguito di precipitazioni abbastanza intense, ma anche di ridotte dimensioni, anche di cinque minuti, debba presentare uno spettacolo di questo tipo; in pratica, dai tombini fuoriescono liquami maleodoranti, che provocano grande disagio dal punto di vista igienico sanitario. Questo non significa, chiaramente, che quanto accade sia da addebitare a mancanze o ad interventi errati di questa Amministrazione, questo lo dico in maniera chiara e netta; quanto accade è la conseguenza di anni ed anni di crescita talvolta smisurata, talvolta improvvisa, talvolta poco calcolata e poco rispettosa di certi parametri, di certi indicatori. Il fatto che in questa cittadina ci siano i sottoservizi e che siano sottodimensionati è un dato di fatto, non lo sto raccontando io, l’ha raccontato la Protezione Civile nazionale durante l’alluvione del 1999. Non solo, anche il Genio Civile si è espresso in questa direzione sempre in quel frangente drammatico e ha inquadrato anche alcuni degli interventi prioritari per mettere in sicurezza l’abitato. Ma qui stiamo parlando, quindi ci stiamo allargando a grandi interventi. Il problema come quello di via Bologna, via Ancona, via Venezia, noi sappiamo, anche per testimonianza diretta degli abitanti di quei quartieri, che, se non vado errando, nel 2006 sono stati effettuati dei lavori. È stata mia premura chiedere copia degli elaborati di quei lavori, che sono stati eseguiti in via Venezia, in corrispondenza di via Padova, laddove poi si va ad immettere in quel cunicolo che sbocca sulla ferrovia. Sono stati realizzati dei lavori, di cui non siamo stati in grado di avere degli elaborati progettuali, delle relazioni tecniche e di cui vorremmo capire di più. Questo non perché cambia qualcosa se noi veniamo a conoscenza di questi interventi, delle indicazioni tecniche che, tra l’altro, non sono neanche di nostra competenza, ma è solo per fare una ricostruzione, per capire quale tipo di attività è stata fatta fino ad oggi, in che modo è stata fatta, con quali propositi è stata fatta. Da quello che abbiamo visto, e parlo delle precipitazioni che hanno causato problemi negli ultimi tre anni, è quasi inevitabile che alle prime piogge via Bologna e via Ancona facciano tracimare dei liquami, praticamente fuoriescono liquami da tutte le parti. È indubbio che c’è una commistione tra acque bianche ed acque nere, è indubbio che bisogna intervenire in quella direzione, dividere nettamente le acque bianche dalle acque nere, è anche indubbio che bisogna fare qualche cosa a monte, via Trieste praticamente, che abbiamo visto che molte di quelle precipitazioni si riversano nel punto più basso, che sarebbe di via Bologna; abbiamo visto tutte queste cose. Quello che non ho visto io personalmente e che vorrei vedere, è che comunque si crei innanzitutto una squadra di emergenza, che si coinvolga la Protezione Civile visto che fa servizio 24 ore su 24, che a tale scopo si destinino delle somme, che la squadra di emergenza sia ben strutturata in modo da intervenire rapidamente qualora si verifichino situazioni di allagamento, e soprattutto vengano ripristinate le condizioni igienico sanitarie degne di questo paese civile, che vengano ripuliti immediatamente i pozzetti, le caditoie e quant’altro.
Questi sono gli interventi pratici e concreti che si possono effettuare nell’immediato, e qualora tecnicamente fosse realizzabile, io consiglierei anche di prendere in considerazione la possibilità di fare una canalizzazione di attraversamento di via Venezia perché, a parere mio, ma a parere anche di molti cittadini, anche di tecnici e meno tecnici, il dramma starebbe proprio lì, cioè si è innalzata una diga in via Venezia e il deflusso naturale dell’acqua, per una differenza altimetrica, non avviene; questo non risolve nulla, questo intervento, cioè non risolve il problema, perché il problema dei liquami che fuoriescono ci sarebbe comunque, però darebbe la possibilità a quelle strade, momentaneamente allagate, di liberarsi dei liquami quanto prima. Poi è inevitabile che questa Amministrazione debba esercitare una pressione costante e convincente nei confronti delle Ferrovie dello Stato. Le Ferrovie dello Stato non sono immuni da responsabilità, a parere mio, per quanto riguarda il deflusso delle acque meteoriche e non del Comune di Assemini, perché le stesse rappresentano comunque una barriera di non facile superamento. Allora dobbiamo intervenire anche sulle Ferrovie dello Stato, ma anche su tutti quegli altri enti, per esempio, nel caso di via Ciusa c’è stato il problema del cavidotto fibre ottiche che si intersecava con il condotto, che doveva far defluire i liquami verso la ferrovia; è stato spostato, è stato un lavorio che la burocrazia ha prolungato nel tempo, non dimentichiamoci che in quella zona è da cinque anni che l’intervento è programmato, finanziato, progettato ed i lavori non sono ancora iniziati.
La burocrazia fa a pugni con l’emergenza, questa è una emergenza; secondo me, questa Amministrazione deve prendere una posizione netta, decisa e chiara nei confronti degli enti sovraordinati, compresa la Provincia di Cagliari che ha la sua fretta di responsabilità per quanto riguarda i canali che passano nell’agro di Assemini, ma soprattutto deve avere il coraggio di dire chiaramente che non è più sostenibile avere queste situazioni, avere dei cittadini che ad ogni avvisaglia di pioggia devono ricorrere costantemente, a questo punto non so più a quale santo si debbano invocare, perché ogni qual volta che piove, si ripete la puntualmente la stessa scena: i liquami che invadono le strade e, soprattutto, si riversano nelle case dei cittadini.
Non dimentichiamoci che ci sono cittadini portatori di handicap, diversamente abili, ultranovantenni; una serie di problematiche di carattere sociale che vanno ad essere interessate da questo problema. Mi associo a chi ha già fatto una raccomandazione in tal senso, e da questo punto di vista ritengo sia doveroso, da parte di tutto il Consiglio Comunale, stringersi unitariamente e con una indicazione congiunta affinché questi problemi siano risolti una volta per tutte.
P.S. Intervento tratto da stenorendicontazione informatica soggetto ad errori grammaticali.