giovedì 14 aprile 2011

IS LARDONIS DE PISA...



La saggezza ironica dei nostri avi ci faceva sorridere quando da ragazzi ascoltavamo in silenzio le battute sfornate senza esitazioni per descrivere gli eventi più starni.
A distanza di tanti anni ci viene ancora da sorridere, pensando per esempio alle attuali evoluzioni del quadro politico cagliaritano.
Siamo sotto elezioni e le provinciali sono un ricordo di appena 11 mesi or sono, fu una campagna elettorale strana dove la guerra al centro-destra arrivava da sinistra e da destra, sembra un gioco di parole ma è la realtà sacrosanta di quei tempi.
Arrivò il ballottaggio ed alcuni cultori dell'etica politica sbandierarono ai quattro venti l'anomalo sostegno al candidato condannato in attesa di giudizio.
La ragione poco politica e molto personale, veniva giustificata con l'atteggiamento dispettoso del bambino rinnegato dal gruppo, cioè: se voi non mi considerate io vado con gli altri!
Ragioni politiche di grande spessore che altro non fanno che rimarcare il fenomeno dell'area vasta, l'ideologo e stratega incompreso, il santone del nulla.
Oggi, a pochi giorni dalla presentazione delle liste per le elezioni amministrative, ecco il colpo di scena, il sostenitore del candidato condannato riconverte le sue teorie e si schiera apertamente con l'odiato centro-destra.
Le dinamiche della politica sono veramente strane di questi tempi, i buoni sono leali se offrono qualcosa, diventano nemici quando non hanno nulla da offrire, tutto sommato un film già visto in un'amministrazione comunale del passato, nemico a costo zero, amico a conti fatti...come direbbe la buon'anima di mia nonna: cummenti a is lardonis de Pisa..

giovedì 31 marzo 2011

MASANIELLI...


Riceviamo e pubblichiamo volentieri questo post di Giorgio Todde

Masanielli

Lo sgretolamento delle nostre polverizzate realtà locali ha concorso a diffondere l’idea che le norme, le regole e perfino le sentenze possano essere modificate – come durante una rivoluzione - dalla cosiddetta “volontà popolare” aizzata e infiammata da un Masaniello che guida la “rivolta”.
Ora, avviene ad Orosei – un territorio bellissimo e ambìto dagli speculatori – che il tribunale abbia emesso un’ordinanza di demolizione. Insomma alcune costruzioni e parti di costruzioni abusive, devono essere abbattute dalle ruspe. Così, contro il sindaco di quel paese è stata esplosa una bomba. Una specie di ordalia nostrana per il sindaco che supera la prova.

Un ex sindaco (sindaco del paese per dieci anni e vicesindaco per altri cinque) ha acrobaticamente proclamato che il legittimo abbattimento di costruzioni illegittime, provocherà conseguenze nefaste. Ci ha perfino spiegato, l’ex sindaco, che la faccenda delle demolizioni “ non è affrontabile con il solo metro giuridico” e che la questione rappresenta “un problema politico di giustizia sostanziale”. Come se quella dei giudici del tribunale di Nuoro non fosse una giustizia sostanziale. Come dire che la Giustizia si deve adeguare all’idea di “giusto sostanziale” dell’ex sindaco. L’ex primo cittadino, conscio o no della gravità del proclama, ingrossa il corteo di chi istiga contro la sentenza di un tribunale cavalcando senza sella il “giudizio popolare”. Infine minaccia un atto estremo: le dimissioni da consigliere se le demolizioni andranno avanti e se il suo distinguo tra giustizia formale e giustizia sostanziale non verrà recepito. Noi ci auguriamo che la legge faccia il suo corso e che il consigliere mantenga la promessa.

Ma la questione dell’abbattimento di poche case, poggioli e balconcini ne nasconde un’altra più sostanziosa e complessa.
Il territorio di Orosei ha trovato, in questa amministrazione, chi ha compreso l’elementare verità che un territorio è una ricchezza soltanto se lo si conserva integro, se si evitano orrori ( e a Orosei ne sono avvenuti ) e che l’urlo di guerra di tanti sindaci vista mare, “valorizziamo, valorizziamo”, ha un effetto distruttivo perché la cosiddetta “valorizzazione” è consistita nel togliere il sangue al territorio sino a renderlo esausto e privo di ogni valore. Orosei ha ancora molte meraviglie da salvare e può diventare un esempio di diffusione della ricchezza ( per tutti e non per affaristi e loro servitori ) proprio attraverso la conservazione del bello naturale. Sostenere la linea della legalità, del rispetto delle norme che regolano l’uso dei suoli significa battere l’unica via possibile perché Orosei si conservi. Le novecento irregolarità rilevate nel suo territorio sono un segno di cattiva gestione nei quindici anni durante i quali anche l’ex sindaco amministrava e lottava contro l’abusivismo. Cosa è successo al tesoro di famiglia di Orosei negli anni novanta, sino a qualche anno fa, è sotto gli occhi di tutti. E non ha scusanti.

Il paese della Baronia è oggi una metafora dell’intera Isola assediata da speculatori che raccontano la balla luccicante di come ci arricchiremmo moltiplicando metri cubi, attracchi, porti, aeroporti e strade sino alla scomparsa del nostro paesaggio, spremuto, frantumato e violentato da un’impossibile idea di sviluppo infinito e progressivo.
Schierarsi, come ha fatto l’ex sindaco di Orosei, contro la sentenza di un tribunale è legittimo anche se inopportuno. Ma dichiarare che esiste un’altra giustizia, parallela e “sostanziale”, beh, significa spararla grossa, significa propagandare l’idea avvelenata che di giustizie ne esistano tante.

domenica 13 marzo 2011

Al Comune il centro pilota della ceramica


Assemini
Al Comune
il centro pilota
della ceramica
Domenica 13 marzo 2011
I l Comune acquisisce i locali del Centro pilota della ceramica al prezzo simbolico di un euro. Dal 1994 il locale è stato impiegato per la mostra mercato permanente della ceramica locale insieme a rassegne e concorsi nazionali sul tema, adibendo alcuni locali anche a uffici comunali. Una delibera regionale del giugno del 2009 ha poi assegnato al Comune i locali insieme alle attrezzature contenute e ora sono state acquisite al patrimonio comunale. «I locali diventeranno ora il fulcro dello sviluppo artigianale della nostra città», annuncia l'assessore alle Attività produttive Antonio Pigheddu, «e attorno a loro si accentreranno le nostre attenzioni». Propositi condivisi anche se mai nessuno aveva posto ostacoli per il suo pieno utilizzo rimasto ad uso esclusivo della mostra permanente. «Vorremmo invece che il locali diventassero un vero centro professionale», auspica il consigliere Psi Giorgio Lecca, «così da far crescere i nostri giovani in termini professionali e artigianali». «La struttura può essere ampliata», spiega il consigliere Psd'Az Luigi Garau, «e allora sarebbe opportuno non rimanesse solo uno spazio per esposizione e vendita dei prodotti artigianali». (g.l.p.)

venerdì 11 marzo 2011

"Sa Die de sa Sardigna"

LEGGE REGIONALE 14 settembre 1993, n.44

ISTITUZIONE DELLA GIORNATA DEL POPOLO SARDO

"Sa Die de sa Sardigna"

Art.1

1. Il 28 aprile è dichiarata giornata del popolo sardo "Sa Die de sa Sardigna"
2. In occasione della ricorrenza, la Regione Autonoma della Sardegna organizza manifestazioni ed iniziative culturali.
3. A tal fine la Giunta regionale approva annualmente, sentita la competente Commissione consiliare, uno specifico programma, predisposto dall'Assessore della pubblica istruzione anche sulla base delle iniziative indicate dagli enti locali ed associazioni senza scopo di lucro.
4. Detto programma deve mirare a sviluppare la conoscenza della storia e dei valori dell'autonomia, in particolare tra le nuove generazioni.

PRESENTAZIONE DEL PUC



P.S. LA PRESENTAZIONE E' PREVISTA ALLE ORE 17.00 DEL 14.03.2011

sabato 5 marzo 2011

La Nuova Sardegna - 5 Marzo 2011- Mense Scolastiche


Dalla prossima settimana si lavorerà sodo per dare a questo servizio un regolamento che ne qualifichi e quantifichi la qualità e gli oneri...

sabato 5 febbraio 2011

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LIBRO SECONDO DEI DELITTI IN PARTICOLARE TITOLO II
Dei delitti contro la Pubblica Amministrazione Capo I

Art. 338.
Violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario.

Chiunque usa violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso o ad una qualsiasi pubblica autorità costituita in collegio, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l'attività, è punito con la reclusione da uno a sette anni.

Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto per influire sulle deliberazioni collegiali di imprese che esercitano servizi pubblici o di pubblica necessità, qualora tali deliberazioni abbiano per oggetto l'organizzazione o l'esecuzione dei servizi.


Art. 339.
Circostanze aggravanti.

Le pene stabilite nei tre articoli precedenti sono aumentate se la violenza o la minaccia è commessa con armi, o da persona travisata, o da più persone riunite, o con scritto anonimo, o in modo simbolico, o valendosi della forza intimidatrice derivante da segrete associazioni, esistenti o supposte.

Se la violenza o la minaccia è commessa da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi, la pena è, nei casi preveduti dalla prima parte dell'articolo 336 e dagli articoli 337 e 338, della reclusione da tre a quindici anni e, nel caso preveduto dal capoverso dell'articolo 336, della reclusione da due a otto anni.

Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano anche, salvo che il fatto costituisca più grave reato, nel caso in cui la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone.