sabato 11 settembre 2010

Assemini 13 Giugno 2008 di Umberto Aime


Una visione molto realistica di questa cittadina e della sua classe dirigente....
Assemini. Il primo miracolo c'è già stato: cinque anni fa i candidati alla poltrona di sindaco erano addirittura dieci. Oggi sono appena quattro. Uno del centrodestra, con sette liste al seguito, tre dello schieramento opposto, spezzettato tra Pd, Italia dei valori e Sinistra Europea.

Il villaggio delle risse oggi è un ricordo. L'ultimo dibattito fra i quattro leader in campo, organizzato come sempre dal parroco, stavolta è filato liscio, senza attacchi personali e senza quella passione (spesso cattiva) che da sempre colorano le elezioni da queste parti. Come nel 2003, quando dieci candidati indiavolati, uno contro l'altro armati, fecero paura persino al prete, che rinunciò al faccia a faccia per non essere testimone di una possibile rissa. A uscire vittorioso da quella polveriera fu, al ballottaggio, il candidato più forte del momento: Luciano Casula del centrosinistra. Da allora molto è cambiato, non solo nel clima e negli umori. Vuoi perché i notabili non hanno più l'animosità di altre stagioni, tutti invecchiano, vuoi perché c'è finalmente un Piano urbanistico, approvato dal Consiglio comunale nel 2007, che ha messo a tacere molti tromboni dell'edilizia privata.

Anche la clamorosa storia del falso ingegnere a capo dell'Ufficio tecnico ha fatto vergognare diversi potenti, scesi in fretta dal palco delle autorità per non essere coinvolti. È cambiato molto altro ancora in questo villaggio, che continua a crescere negli abitanti (seicento all'anno, la gran parte in fuga da Cagliari), dove l'edilizia è inarrestabile tra villette a schiera e palazzine e dove tutti sono orgogliosi di vivere in un comune considerato dagli esperti "l'unico possibile polo d'attrazione a nord ovest del capoluogo". A maggio il centrosinistra, con le primarie, ha scaricato l'inossidabile Luciano Casula e scelto a larga maggioranza Simone Rivano, 34 anni, molto più giovane del predecessore e capogruppo uscente del Pd. Il cambio generazionale ai più è apparso come l'ennesimo segnale di rottura con la rete avvolgente delle solite famiglie, alle quali è sempre piaciuto soffiare sul collo degli amministratori di centrosinistra o centrodestra a seconda delle circostanze e degli interessi.

I democratici avrebbero voluto presentarsi compatti, non ci sono riusciti. Rivano ha raccolto il sostegno dei Comunisti italiani e della lista civica Rinnovamento, ma è stato murato da Italia dei valori e ha rifiutato di allearsi con la Sinistra. Per motivi diversi, Massimo Sanna (Idv) e Giancarlo Lecis (Rc) hanno scelto così di correre da soli, dimezzando nei fatti il potenziale del Pd. Oggi Rivano sa bene che vincere al primo turno per lui sarà difficile - parte dal 34,5 per cento delle politiche - e pensa già al ballottaggio: gli apparentamenti potrebbero garantirgli il successo finale. Ma allearsi non sarà facile, scorie e invidie sono dappertutto. Ad aprile Di Pietro e i suoi qui hanno raccolto un entusiasmante 4 per cento e con il petto gonfio per quell'exploit vogliono cavalcare ancora la tigre: presuntuosi? La Sinistra ha trattato con il Pd ma l'odioso strappo nazionale era troppo fresco per essere dimenticato. Ancora scossi i rifondaioli, duri e puri, hanno preteso la corsa solitaria spinti dalla voglia di riscatto dopo la figuraccia patita alle politiche: orgogliosi.

Se nel centrosinistra il clima è ancora caldo, sul fronte opposto c'è un ex sindaco, Paolo Mereu, che ha chiuso subito il recinto e lo squadrone dei moderati, Udc compreso, è stato così catechizzato prima di qualsiasi ribellione. Poi ha incassato il sostegno del Psd'Az e della civica Popolo dell'Autonomia, coalizione voluta da Fortza Paris (ad Assemini vive il presidente nazionale Gianfranco Scalas) e dall'Uds di Mario Floris, che qui ha un consistente bacino elettorale. Sceso in campo con le spalle corazzate, Paolo Mereu sa che il suo esercito può vincere al primo turno (alle politiche il solo Pdl ha raccolto poco meno del 46 per cento e con i cinque punti e mezzo portati in dote da Casini e sardisti arriverebbe ben oltre la metà) ma vive sulla pelle anche il rischio di finire subito ostaggio degli alleati. Gli è già successo alla fine degli anni novanta, quando vinse facile e dopo pochi mesi fu sfiduciato. Adesso gli stessi miscredenti, oggi pentiti, lo portano in processione quasi fosse l'indimenticabile Madonnina di Assemini, quella delle lacrime rosso sangue, mai riconosciuta come miracolosa dalla chiesa e neanche dalla magistratura. A Mereu la lezione è servita e lui nell'accettare ha imposto a tutti voto di castità e assoluta devozione. Ma nel segreto dell'urna potrebbe riesplodere la rissa e allora il villaggio ritornerebbe a essere quello che è stato: un covo di indiavolati.
(13 giugno 2008)

Assemini 13 Giugno 2008 di Umberto Aime

Una visione molto realistica di questa cittadina e della sua classe dirigente
Assemini. Il primo miracolo c'è già stato: cinque anni fa i candidati alla poltrona di sindaco erano addirittura dieci. Oggi sono appena quattro. Uno del centrodestra, con sette liste al seguito, tre dello schieramento opposto, spezzettato tra Pd, Italia dei valori e Sinistra Europea.

Il villaggio delle risse oggi è un ricordo. L'ultimo dibattito fra i quattro leader in campo, organizzato come sempre dal parroco, stavolta è filato liscio, senza attacchi personali e senza quella passione (spesso cattiva) che da sempre colorano le elezioni da queste parti. Come nel 2003, quando dieci candidati indiavolati, uno contro l'altro armati, fecero paura persino al prete, che rinunciò al faccia a faccia per non essere testimone di una possibile rissa. A uscire vittorioso da quella polveriera fu, al ballottaggio, il candidato più forte del momento: Luciano Casula del centrosinistra. Da allora molto è cambiato, non solo nel clima e negli umori. Vuoi perché i notabili non hanno più l'animosità di altre stagioni, tutti invecchiano, vuoi perché c'è finalmente un Piano urbanistico, approvato dal Consiglio comunale nel 2007, che ha messo a tacere molti tromboni dell'edilizia privata.

Anche la clamorosa storia del falso ingegnere a capo dell'Ufficio tecnico ha fatto vergognare diversi potenti, scesi in fretta dal palco delle autorità per non essere coinvolti. È cambiato molto altro ancora in questo villaggio, che continua a crescere negli abitanti (seicento all'anno, la gran parte in fuga da Cagliari), dove l'edilizia è inarrestabile tra villette a schiera e palazzine e dove tutti sono orgogliosi di vivere in un comune considerato dagli esperti "l'unico possibile polo d'attrazione a nord ovest del capoluogo". A maggio il centrosinistra, con le primarie, ha scaricato l'inossidabile Luciano Casula e scelto a larga maggioranza Simone Rivano, 34 anni, molto più giovane del predecessore e capogruppo uscente del Pd. Il cambio generazionale ai più è apparso come l'ennesimo segnale di rottura con la rete avvolgente delle solite famiglie, alle quali è sempre piaciuto soffiare sul collo degli amministratori di centrosinistra o centrodestra a seconda delle circostanze e degli interessi.

I democratici avrebbero voluto presentarsi compatti, non ci sono riusciti. Rivano ha raccolto il sostegno dei Comunisti italiani e della lista civica Rinnovamento, ma è stato murato da Italia dei valori e ha rifiutato di allearsi con la Sinistra. Per motivi diversi, Massimo Sanna (Idv) e Giancarlo Lecis (Rc) hanno scelto così di correre da soli, dimezzando nei fatti il potenziale del Pd. Oggi Rivano sa bene che vincere al primo turno per lui sarà difficile - parte dal 34,5 per cento delle politiche - e pensa già al ballottaggio: gli apparentamenti potrebbero garantirgli il successo finale. Ma allearsi non sarà facile, scorie e invidie sono dappertutto. Ad aprile Di Pietro e i suoi qui hanno raccolto un entusiasmante 4 per cento e con il petto gonfio per quell'exploit vogliono cavalcare ancora la tigre: presuntuosi? La Sinistra ha trattato con il Pd ma l'odioso strappo nazionale era troppo fresco per essere dimenticato. Ancora scossi i rifondaioli, duri e puri, hanno preteso la corsa solitaria spinti dalla voglia di riscatto dopo la figuraccia patita alle politiche: orgogliosi.

Se nel centrosinistra il clima è ancora caldo, sul fronte opposto c'è un ex sindaco, Paolo Mereu, che ha chiuso subito il recinto e lo squadrone dei moderati, Udc compreso, è stato così catechizzato prima di qualsiasi ribellione. Poi ha incassato il sostegno del Psd'Az e della civica Popolo dell'Autonomia, coalizione voluta da Fortza Paris (ad Assemini vive il presidente nazionale Gianfranco Scalas) e dall'Uds di Mario Floris, che qui ha un consistente bacino elettorale. Sceso in campo con le spalle corazzate, Paolo Mereu sa che il suo esercito può vincere al primo turno (alle politiche il solo Pdl ha raccolto poco meno del 46 per cento e con i cinque punti e mezzo portati in dote da Casini e sardisti arriverebbe ben oltre la metà) ma vive sulla pelle anche il rischio di finire subito ostaggio degli alleati. Gli è già successo alla fine degli anni novanta, quando vinse facile e dopo pochi mesi fu sfiduciato. Adesso gli stessi miscredenti, oggi pentiti, lo portano in processione quasi fosse l'indimenticabile Madonnina di Assemini, quella delle lacrime rosso sangue, mai riconosciuta come miracolosa dalla chiesa e neanche dalla magistratura. A Mereu la lezione è servita e lui nell'accettare ha imposto a tutti voto di castità e assoluta devozione. Ma nel segreto dell'urna potrebbe riesplodere la rissa e allora il villaggio ritornerebbe a essere quello che è stato: un covo di indiavolati.
(13 giugno 2008)

STRANE AMNESIE


Bentornati, Fatti in Comune riprende la sua attività, lo fa dopo due mesi di meritato riposo, il blog in ferie l'attività politica no.
A parte gli inevitabili passaggi di carattere tecnico amministrativo, le ultime settimane hanno fatto registrare una certa stanchezza politica, dovuta soprattutto alla mancata realizzazione di alcuni punti programmatici che l'Amministrazione si era prefissa di raggiungere senza per altro indicare date precise. Viviamo in una realtà dove le problematiche si susseguono rapide e spigolose, ogni giorno c'è una novità che va ad aggiungersi alle tante disgrazie ereditate da un passato non molto lontano caratterizzato da iniziative discutibili e contorte dal punto di vista amministrativo.
Il ruolino di marcia che ci siamo posti può essere riduttivo ed apparire ai più attenti osservatori della politica locale una semplice indicazione delle cose da fare nell'immediato, ci riferiscono che ci sarebbe qualcuno che lavora per noi, raccogliendo tutto il malessere generale e trascrivendo testè su un fantomatico blog i mali del nostro tempo ed i responsabili cattivi da abbattere.
Sicuramente ci fa meraviglia riscontrare che il feroce cantore della sciagura cittadina soffra di evidenti amnesie, infatti non riusciamo a capire dov'era e cosa osservava questo genio della penna sino a qualche mese fa.
Allora Assemini sembrava non avere problemi, tutto filava liscio a meraviglia.
Il PUC poi, andava approvato subito, nell'immediato, cos'ì com'era, forse perchè qualche illustre rappresentante della maggioranza aveva a cuore le sorti della cittadina?
Chissà, il dubbio ci assale, anche se le voci dei maligni sono pronte a giurare che la "sacra famiglia" avesse in quel piano alcuni ettari da concimare a cemento....illazioni, i soliti malpensanti di paese, in effetti questi signori hanno sempre provveduto al bene comune, talmente presi dal prestarsi agli altri che in più di un'occasione si sono dimenticati di se stessi.
Ma noi su tutto questo dobbiamo ammutolire, non possiamo parlare di cose di estrema importantanza come quelle appena accennate, noi non abbiamo l'autorevolezza e le grandi capacità messe in campo dal cantore nella sua entusismante vita al servizio degli altri, dobbiamo accontentarci del consenso conferitoci dagli elettori ed esprimerci a nostro modo nelle sedi ufficiali.
Purtroppo (ma anche per fortuna) lavoriamo da sempre e le nostre attività politiche sono esclusivamente al servizio della cittadina, non abbiamo ettari da "bonificare" non abbiamo concorsi da vincere ed in servizio permanente ci siamo passati tanti anni fa, a schiena dritta e gambe chiuse!

martedì 29 giugno 2010

28 Giugno Consiglio Comunale


Un lunedi caldo e assolato riapre i lavori del Consiglio Comunale, i punti all'ordine del giorno vengono ben presto scardinati dalla voglia della minoranza di parlare delle elezioni provinciali. Normale, la conferma di Milia alla presidenza della giunta provinciale riporta tutti con i piedi per terra, la coalizione di centrodestra sembra aver smarrito lo smalto di due anni fa, quello vincente ed entusiasta, per ritrovarsi avvolto nelle beghe delle lotte intestine, lotte personali che di politico hanno ben poco.
La sconfitta che voglio sottolineare è quella del voto, al ballottaggio si sono recati alle urne solo il 15,7% degli aventi diritto: un'inezia, una sonora bocciatura della democrazia partecipata, del sistema partitico e della politica in genere.
Le elezioni provinciali hanno fatto registrare sempre vistosi cali di votanti ma mai si era arrivato ad un minimo storico come queste ultime, i politilogi si sforzeranno nel trovare le giustificazioni più appropriate per raccontare il fallimento elettorale, noi piccoli protagonisti dello scenario politico locale, siamo consapevoli di quanto sia drammatica la situazione socio-economica che sta interessando una fetta sempre più grande di cittadini.
E' molto difficile imbastire un progetto politico convincente quando le risorse si fanno sempre più scarne ed i problemi si moltiplicano a dismisura, non solo, spesso ci si dimentica che i problemi come la disoccupazione, difficilmente possono essere affrontati dall'ente locale che invece deve subirli e mettere in campo ulteriori risorse per arginarne gli effetti.
In un clima come quello descritto è facile lasciarsi andare all'irresponsabilità, è facile bastonare il cane che affoga è facile gettare fango nelle istituzioni con il solo intento di screditarne per trarne ipotetici vantaggi politici nef futuro immediato.
Io penso che in questo momento sia importante sottolineare l'esatto contrario, cioè il senso di responsabilità che ci ha portato in Consiglio Comunale a continuare il lavoro che ci è stato liberamente affidato dagli elettori.
Il senso della politica non può e non deve smarrirsi dietro agli insulti e le accuse senza senso mosse da coloro che non avendo il consenso democratico sparano a zero per il solo gusto di farlo, ho deciso di non parlare più di queste persone, tralatro è qualcosa che non faccio da tempo e che non serve a nulla per il tipo di lavoro che intendiamo svolgere.
L'impegno nell'esclusivo interesse comune per dare a questa cittadina un volto migliore ed una qualità della vita dignitosa e serena.

giovedì 3 giugno 2010

ELEZIONI PROVINCIALI 2010


Calano i votanti in maniera molto marcata, un astensionismo che sicuramente colpisce in modo più evidente i partiti classici indirizzando il voto su una scelta prettamente personale.
Assemini mette in campo una corsa al voto ai limiti dello spregiudicato, molti candidati che intrecciano il loro elettorato, è stata una battaglia.
I candidati signori si sono distinti nella campagna elettorale, sobria e improntata sul rispetto degli avversari, naturalmente qualcuno si è distinto al contrario.
Non avendo argomenti seri e costruttivi da mettere in campo, hanno cercato la rissa mettendo in campo una vera e propria diarrea politica.
Volantini stile BR anni '70 che circolavano in tutta la cittadina e dove venivano menzionate una serie di presunte inefficienze amministrative dell'attuale amministrazione comunale di Assemini.
Gli elettori hanno capito, il responsabile principale di quelle inefficienze è stato identificato in maniera netta e indiscutibile.
Allontanato dalla responsabilità di governo della cittadina per maninfesta incapacità e per nepotismo sfrenato e fuori controllo, i cittadini di Assemini hanno capito che il colpo di coda era solo l'ultimo atto propagandistico di una storia ormai alla fine.
I cittadini che sono andati a votare hanno scelto di premiare coloro che in consiglio comunale hanno dato prova di serietà e onestà, valori in cui crediamo e che vorremmo fossero i binari principali su cui far scorrere la vita politica.
La Sardegna al primo posto e l'idea che insieme possiamo farcela, dev'essere l'unico obbiettivo da raggiungere.
Noi siamo pronti, la sfida ci appassiona e sapremo affrontarla con la determinazione e la serietà che ci ha contraddistinto in questi anni.
Grazie a tutti gli elettori che ci hanno premiato portandoci ad essere i terzi più votati di Assemini, questo è un risultato straordinario, tenendo conto che la nostra campagna elettorale è cominciata con notevole ritardo ed in condizioni difficilissime.
Il 7,51% dei voti che ci sono stati attribuiti, sono solo l'inizio di una lunga riscossa, la riscossa di tutti coloro che credono nell'amore per la SARDEGNA!

martedì 18 maggio 2010

L'AMORE PER LA SARDEGNA VINCERA' SEMPRE...


Siamo in campagna elettorale, frenetiche e inconsuete le nostre ore trascorrono a contatto con gli amici e con tutti i cittadini che vogliono capire meglio le evoluzioni della politica locale.
Cerco di spiegare le competenze della Provincia, il punto cardine del nostro programma, cerco insomma di dare una caratterizzazione politica a questi confronti inusuali.
Nulla di nuovo all'orizzonte e invece no, c'è chi, in mezzo a queste vicende vuole riaccendere la fiamma dell'odio e dello scontro, fortunatamente si parla di pochissime persone la cui vita non si può definire propriamente "brillante".
Spìano, controllano e scrivono a sproposito le peggiori castronerie, non solo, si arrogano il diritto di esprimere giudizi loro che per natura sono ingiudicabili perchè inetti, inconsistenti e banali.
Se l'obbiettivo è quello di farci perdere la calma, hanno sbagliato per l'ennesima volta (nella vita sbagliano sempre), sono ossessionati e la loro ossessione ogni tanto riprende vigore e non si rendono conto che andranno a sbattere la faccia sul muro.
Continueremo per la nostra strada, semplici, concreti, onesti e decisi, lungo la strada dell'AMORE per la nostra TERRA E L'AMORE PER LA SARDEGNA VINCERA' SEMPRE SULL'ODIO E SULL'INVIDIA...

martedì 20 aprile 2010

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE


Manca poco più di un mese alle elezioni provinciali che si terranno il 30-31 Maggio, solite schermaglie pre elettorali, solite strategie con minacce di divisioni e quant'altro.
La coalizione che si è imposta in maniera netta ed inequivocabile alle Regionali di un anno fa, sembra decisa e compatta, pronta a riproporsi all'attenzione dell'elettorato locale.
Onestamente non mi sembra utile e lungimirante partecipare al solito gioco delle spartizioni, ovvero, una specie di tavolo da gioco dove i partecipanti alzano la posta in gioco o peggio, millantano crediti e forze che non hanno.
Un film già visto tante volte e degno della miglior prima repubblica, una problematica che investe sia il centro destra che il centro sinistra, coalizioni che s'impoveriscono di voti ma si arricchiscono di liste, la politica è anche questo.
Abbiamo davanti ai nostri occhi un elettorato confuso e stanco, sicuramente provato dai tam tam che rinvigoriscono il dilagare della crisi economica come se il pessimismo frustrante, fosse l'unica soluzione ai mali che affliggono la società.
Sappiamo anche come andrà a finire, i tavoli regionali si rifaranno a quelli provinciali e così via, alla fine la paura prenderà il sopravento e tutti ritorneranno all'ovile, ognuno nella coalizione d'appartenenza, ognuno pronto a mettere in campo tutte le forze disponibili pur di accappararsi i voti degli ignari elettori.
La politica dei nostri tempi, stilata e plasmata in senso maggioritario, sembra aver ottenuto risultati opposti rispetto a quelli sperati, si pensava di ridurre i partiti che invece si sono moltiplicati, chi più ne ha ne metta.
Non mancheranno i frustrati egocentrici, quelli che si eleggono a casa loro, fanno e disfano come gli pare convinti di guidare chissà chi e chissà quanti, salvo poi svegliarsi con un bottino di voti a dir poco ridicolo.
Ma a loro non interessa, la volontà popolare è qualcosa di ininfluente nella mente bacata di costoro, si candidano, prendono mazzate, e loro niente, si ripresentano a testa bassa e cercano di rimettersi in gioco con facce diverse ma con teste uguali; insomma vengono cacciati dalla porta principale a pedate nel sedere e loro tranquili, rientrano dal buco della serratura con la faccia di bronzo.
E' gente spregiudicata e senza scrupoli, considerano i loro interessi personali un bene comune, qualcosa da condividere per il bene di tutti, tipo che so, rendere edificabile diversi ettari di terreno di loro proprietà anche se l'area è un acquitrinio alluvionale dove nessuno si sognerebbe mai di metterci un sol mattone, ma loro, loro no, hanno doti estemporanee e possono tutto.
Hanno potuto usare la diffamazione come arma politica cercando di infangare il nome pulito di gente per bene, la cosa più squallida che hanno fatto (e che per questo pagheranno per tutta la vita) è stata quella degli attacchi squallidi e indecenti all'integrità della famiglia, lettere anonime zeppe di squallide insinuazioni che solo chi è abituato a vivere nel degrado famigliare può concepire.
Non ci hanno spaventato allora, NON CI SPAVENTANO ADESSO, siamo e restiamo al nostro posto a disposizione della gente, pronti a mettere in gioco la nostra faccia per dare forza alle nostre idee, stare insieme a chi ci crede e per la condivisione di un'idea comune, è per noi qualcosa di prioritario rispetto alla spazzatura prodotta da questa gentaglia....oggi più che mai possiamo dire: FORZA, PARIS!